Narrativa

Il bambino che cadde sulla terra

Lette Kathy

Descrizione: Da quando il padre di Merlin, Jeremy, se n'è andato, subito dopo la diagnosi di autismo, Lucy ha fatto del figlio il centro del suo mondo. Alle prese con le gioie e le difficoltà di crescere un bambino eccentricamente adorabile, ma impegnativo (se soltanto Merlin fosse arrivato con un manuale di istruzioni!), Lucy non ha tempo per altri uomini nella propria vita, perciò perché darsi la pena di cercarne uno? Quando Merlin compie dieci anni, Lucy comincia seriamente a preoccuparsi che il Papa possa contattarla per chiederle suggerimenti in materia di castità, perciò decide di rimettere piede (per quanto il pedicure lasci a desiderare) nel mondo degli uomini. Ma a causa della bizzarria di Merlin, le cose non vanno come aveva immaginato. Tuttavia, proprio quando Lucy sta per rassegnarsi a una vita da single, ecco che Archie - il più perfetto, per lei e per suo figlio, degli uomini imperfetti - bussa alla sua porta. E lo stesso fa Jeremy, pronto a implorare perdono e una seconda possibilità... Di cosa ha bisogno Lucy? Di un vero padre per Merlin o di un compagno affidabile per se stessa?

Categoria: Narrativa

Editore: Dalai

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788866208112

Recensito da Ivana Bagnardi

Le Vostre recensioni

“L’automobile travolge mio figlio sedicenne alla velocità di 50 km/h. Il corpo ripiegato su se stesso schizza verso l’alto, per poi ricadere con un tremendo tonfo sul tetto della vettura, prima di rimbalzare sull’asfalto. Le ultime parole che gli ho rivolto solo due minuti fa sono state: «Mi hai rovinato la vita! Vorrei che non fossi mai nato. Perché non puoi essere normale?”

Inizia così l’ultimo romanzo di Kathy Lette, columnist per diverse testate e scrittrice di sit-com televisive in America e Australia, approdata al successo internazionale con i suoi romanzi, tradotti in quattordici lingue. (Ha pubblicato per Baldini&Castoldi “Come uccidere il marito e altri utili consigli domestici” e “Finché divorzio non ci separi”).

Lucy, madre di Merlin e moglie del bello e ricco Jeremy, si trova, all’inizio del romanzo, a vivere una situazione drammatica. Dal reparto di terapia intensiva dove il figlio giace in coma in seguito a un incidente, Lucy racconta ad un’infermiera la sua storia di madre affaticata, di moglie tradita e di donna stanca. Il flashback ci riporta indietro di molti anni, quando Lucy, giovane insegnante di inglese, appartenente a una famiglia semplice e originale, conosce Jeremy durante un volo verso New York e resta affascinata dalla sua bellezza, intelligenza e dai suoi modi di fare gentili e raffinati. Dal loro amore nasce Merlin, che verso i due anni di età mostra evidenti segni di autismo.

Il dottore lo aveva ridotto a una definizione in bianco e nero: autismo. Ma il prisma del mio amore lo illuminava con sfumature brillanti e ammalianti. Dovevo salvarlo. Eravamo io e Merlin contro il mondo.”

Dalla diagnosi di autismo la vita di Lucy e Jeremy cambia drasticamente. Jeremy, incapace di affrontare la situazione, si butta sul lavoro fino ad abbandonare moglie e figlio, rifugiandosi tra le braccia di una giovane presentatrice televisiva

“Le uniche parti abbondanti del suo corpo erano i seni, che avrebbero potuto essere facilmente scambiati per una Repubblica separatista. Quella sgualdrina snob indossava pantaloni in cachemire – ovviamente per tenere al caldo le caviglie quando mio marito la possedeva animalescamente nell’aiuola delle piante perenni.”

Rimasta sola con Merlin, Lucy inizia una lunga battaglia quotidiana per tenere a bada le stranezze e le ansie del figlio, per assicurargli una buona educazione scolastica, per evitargli atti di bullismo e frustrazioni continue. La donna si scontra con una società completamente incapace di rispondere alle esigenze del piccolo Merlin, il quale, nonostante le molteplici difficoltà che si trova a vivere fuori dalla rassicurante casa materna, si trasforma, pagina dopo pagina, in un bellissimo e strampalato adolescente .
Sollecitata dalla propria famiglia, dopo i primi anni di solitudine, Lucy decide di mettersi alla ricerca di un uomo che possa fare da padre a Merlin, ma le stravaganze del figlio, oltre alla propria trasandatezza fisica e psicologica, mettono in fuga anche gli uomini più tolleranti.

Pensate negativo e non avrete niente da perdere era diventato il mio motto. Persino il mio amico immaginario mi trovò noiosa e mi piantò in asso per andare a giocare con qualcun altro.

Qualcosa cambia quando entra nella vita di Lucy e Merlin l’australiano Archie, ex marito della cugina, che Lucy si ritrova in casa come ospite per qualche mese.

Uscì dal taxi nello stesso modo in cui un cowboy sarebbe smontato da cavallo, con una raffinata aria spavalda. «Come butta?» Lo straniero parlò scivolando languidamente sulle vocali aperte, talmente lunghe e rilassate da sembrare sdraiate su un’amaca. Rimasi impalata a fissare a bocca aperta quella figura neandertaliana con la mascella prominente, la fronte bassa e il naso rotto. Delle cicatrici da acne gli butteravano le guance, ricoperte da una barba corta e ispida. Era vestito di nero da capo a piedi. L’aspetto satanico era intensificato dagli stivali consunti, dal tatuaggio di un pitone attorcigliato su un bicipite e dal cappello da cowboy portato con sfrontatezza.”

Archie si mostra volgare, maschilista, scansafatiche, ma riesce quasi subito ad accaparrarsi la fiducia di Marlin e, pian piano, anche di Lucy, che se ne innamora.
Quando finalmente le cose paiono andare per il meglio, ecco ricomparire nella vita di Lucy l’ex marito, il quale si mostra cambiato. Ha lasciato la giovane Audray ed è disposto a ricominciare tutto da capo, ad accettare la malattia del figlio e a riconquistare l’amore di Lucy.
La donna si troverà di nuovo in balìa del suo fascino e soprattutto del desiderio di Marlin di riavere suo padre e, per la seconda volta, ne pagherà le conseguenze.
L’happy end è però inevitabile e, in un certo senso, quasi scontato.

Il romanzo è indubbiamente ben scritto e affronta una tematica di non facile analisi, come l’autismo, senza cadere mai nel pietismo o nel sentimentalismo, anche grazie all’ironia che attraversa tutta la storia, ironia che però spesso diventa sarcasmo e che genera, a lungo andare, noia e irritazione. L’esigenza di infarcire ogni dialogo con freddure e battute, per la maggior parte dei casi a sfondo sessuale, infatti, rischia di trasformare il romanzo, dalla trama già abbastanza debole, in un buon prodotto per una sit-com televisiva (autismo a parte).
Nulla di nuovo, in fondo, per l’autrice.

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