Narrativa

Barbablù

Nothomb Amélie

Descrizione: Una rivisitazione in chiave femminile dell’antica fiaba che indaga il cannibalismo sentimentale per tentare una risposta originale e netta all’annoso quesito: che cos’è l’amore?

Categoria: Narrativa

Editore: Voland

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788862431354

Recensito da Lucilla Parisi

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“Mi sono innamorato di lei. Lei è la mia nona coinquilina. Lei non sostituisce le otto donne che l’hanno preceduta. Io continuo ad amarle. Ogni volta, l’amore è qualcosa di nuovo. Ci vorrebbe un verbo nuovo ogni volta. Eppure, il verbo amare è appropriato, perché c’è una tensione comune a tutti gli amori, e quel verbo è l’unico che riesce ad esprimerla”.

L’amore è il motore dell’intero romanzo e con esso l’anti-amore.

E’ l’amore, o meglio la ricerca di esso, che spinge l’eccentrico e misterioso nobile spagnolo in esilio a Parigi, don Elemirio Nibal y Milcar, il Grande di Spagna, ad affittare una stanza del suo lussuoso appartamento a delle donne dai nomi evocativi. Ne sono passate ben otto dalla sua dimora e di tutte si è innamorato.

La venticinquenne belga Saturnine è la nona a rispondere all’annuncio e a trasferirsi nella casa dei segreti, senza preoccuparsi dell’inquietante mistero che circonda la scomparsa delle precedenti inquiline.

La storia si snoda attraverso le conversazioni serali dei due protagonisti che, complice l’ottimo champagne, conducono lentamente il lettore verso la verità:  la presenza della stanza dei segreti e la scoperta dell’orrore che si cela dietro il manto dorato del luogo che li ospita.

Il breve romanzo della scrittrice belga ci conduce ad una necessaria riflessione sull’amore e sulle sue degenerazioni, attraverso un percorso inusuale fatto di immagini e metafore che spiazzano, seducono e rapiscono. Vi troviamo un’analisi puntuale sulla natura umana e sulle sue deviazioni, a partire dal sentimento che più profondamente unisce gli individui, ma che è anche capace di trasformarli, loro malgrado, in vittime e carnefici.

Il male come presenza necessaria dei romanzi della Nothomb torna anche nelle pagine di questo suo ultimo lavoro, come d’altronde lascia presagire il titolo fortemente evocativo del libro.

Una scelta questa ed una visione del mondo ben lontane da quelle di tanta letteratura di consumo a cui l’autrice rivolge, attraverso le parole della sua protagonista, un’aspra critica: “Volevo che lei non fosse un assassino. Sono di quell’idiozia che va di moda oggi. Recentemente, un best seller mondiale ha sostenuto che esistessero vampiri gentili e innocenti. La gente ormai è contenta soltanto quando gli si dichiara che il male non esiste. Ma no, i cattivi non sono dei veri cattivi, il bene seduce anche loro. Che razza di cretini rimbambiti siamo diventati per berci e apprezzare queste teorie balorde?”.

Gli estimatori della Nothomb potranno forse rimanere un po’ delusi dall’approssimazione e macchinosità di alcuni passaggi. Barbablù rimane comunque un lavoro nel complesso ben riuscito e  appassionante.

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