Esordienti

Bestiario di vite disgraziate

porcedda ambra

Descrizione: "Bestiario di vite disgraziate" è tutto quello che ci circonda e che a tratti ci spaventa, ma soprattutto ci fa ridere. Il bestiario è composto da storie allegramente disperate che, mano a mano, come in un percorso di smarrimento, si riempiono di personaggi disgraziati e sognatori, mentre l'occhio si sposta dall'interno all'esterno, dal personale al collettivo, e tutto diventa favolistico. Dalla risata amara di questi racconti nasce la convinzione di essere parte, assieme all'autrice, di questo affresco surreale e tragicomico dell'umanità. In definitiva il libro è un contenitore di bestie venute male, un po' storpie, eternamente tragiche, che serpeggiano fuori e dentro di noi, ma di cui, alla fine, non possiamo che innamorarci.

Categoria: Esordienti

Editore: Bebert edizioni

Collana: Gli illustrati

Anno: 2014

ISBN: 978-88-97967-15-6

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

Ambra Porcedda, Bestiario di vite disgraziate – ed. Bebert – Illustrazioni di Ciro Fanelli

“Storie allegramente disperate”: è così che è stata spesso definita questa raccolta di racconti e, oltre l’effetto immediato che l’ossimoro può suscitare, la definizione ben si addice a questo moderno bestiario.
La giovane scrittrice sarda Ambra Porcedda fa sfilare infatti, davanti agli occhi incuriositi del lettore, una serie di personaggi talmente surreali e tragicomici che, paradossalmente, diventano reali e riconducibili a ognuno di noi. Strano? No, per nulla. Chi non troverà, scavando nel proprio repertorio dei ricordi scolastici, una “Maestraantonella” a cui si era obbligati a fare il regalo di fine anno, nonostante ci avesse considerato sempre quasi deficienti??
Chi non si mai ritrovata a un’interminabile appuntamento con un “Signor Beige” o, alternativamente, con l’antropologo che ama i buskers – coltiva l’orto biologico – si fa le canne – ascolta Capossela? È  capitato, sì…
I racconti sono ricordi, sogni, vita vissuta e i protagonisti sono disgraziati, perché a volte le loro vite finiscono male, ma soprattutto perché spesso non hanno grazia, non sanno gestire le situazioni.
E allora queste “bestie” moderne siamo tutti noi e non si può non sorridere davanti a questo linguaggio provocatorio, a volte insolente oppure davanti all’ingenuità della signorina che colleziona Phun (esilarante e quanto mai diffuso!) o davanti a quel Benzi, che va in giro con il giubbetto di pelle dalla De Filippi, con quel vizietto…
Da leggere, con semplicità, leggerezza e ironia. E non sono da meno le illustrazioni oniriche di Ciro Fanelli, che scandiscono le visioni letterarie della giovane e promettente scrittrice.

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Intervista a porcedda ambra


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Una delle espressioni più comuni nella nostra epoca, per asserire che il mondo oggi va meglio di allora, è: "Non siamo mica nel Medioevo!". Eppure quel periodo definito buio non lo era poi quanto si crede e si dice.Troviamo qui le storie di venticinque donne che furono regine, sante e streghe. Quello che accomuna tutte loro è il potere, più o meno grande, che giunsero ad avere, nonostante la dominanza maschile vigente allora in quasi tutti i campi. Queste donne del Medioevo raccontano una realtà diversa da quella che viene proposta nei libri di storia. Le regine governano su vasti territori e sottomettono uomini, le sante e le mistiche sono donne di notevoli doti intellettuali che apportano alla comunità il loro sapere e indirizzano le scelte dei potenti, le streghe sono contadine che conoscono l'arte medica, e quelli che noi chiamiamo "i rimedi della nonna". I racconti, sintetici e incisivi, mostrano come il "periodo di mezzo" debba esser conosciuto anche per la vivacità intellettuale delle donne di allora, riconoscendo la loro grande forza e importanza, in modo che si possa ristabilire, nella storia di questo periodo, il giusto "equilibrio di genere".

Di regine, si sante e di streghe

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Dottor futuro

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