Letteratura tedesca

BLUE

Gier Kerstin

Descrizione: Viaggiatrice nel passato suo malgrado per un dono di famiglia, Gwen, giovane londinese che vorrebbe avere a che fare con i problemi tipici della sua età e dei suoi compagni di scuola, si trova catapultata da un secolo all'altro con una pericolosa missione da compiere. Peccato che non sappia di chi può fidarsi, dei Guardiani del Tempo o del terribile Conte di Saint Germain, dell'affascinante ma scostante Gideon o dell'invidiosa cugina Charlotte. A un certo punto l'unico vero amico sembra essere Xemerius... un gargoyle col muso di gatto.

Categoria: Letteratura tedesca

Editore: Corbaccio

Collana: Narratori Corbaccio

Anno: 2011

ISBN: 9788863802771

Trama

Le Vostre recensioni

E’ arrivato in libreria – dal mese di settembre – il secondo libro della saga delle Gemme di Kerstin Gier, trilogia di grande successo che dalla Germania ha invaso le librerie di tutta Europa, vendendo oltre un milione di copie.

Gwendolyn è una sedicenne estremamente brillante e simpatica, molto “normale” nel senso bello del termine, che nel precedente libro, in un giorno come tutti gli altri, scopre di essere la dodicesima viaggiatrice nel tempo e viene coinvolta, suo malgrado, in una loggia segreta di guardiani del Cronografo, misterioso oggetto magico che permette di regolare e controllare i salti nel passato dei portatori del gene.

Pagina dopo pagina si scoprivano in Red, primo capitolo della trilogia, i buffi tratti caratteriali della protagonista, le sue innate doti paranormali, come la capacità di vedere i fantasmi, e ci si innamorava con lei di Gideon, compagno viaggiatore nel tempo, bello- nemmeno a dirlo -, presuntuoso e coraggioso.

Il primo capitolo ha probabilmente saputo coinvolgere i lettori, ma il secondo capitolo promette di conquistare nuovi appassionati: la vicenda e l’intrigo si infittiscono, i personaggi acquistano tratti più definiti e compare un nuovo simpatico personaggio ad aiutare Gwendolyn, alle prese con la diffidenza di Gideon: uno spiritoso doccione, il gargoyle-demone Xemerius.

Il mistero del cronografo e dei genitori segreti della giovane protagonista – essi stessi viaggiatori del tempo prima di lei – si infittisce, non sarà facile comprendere se fidarsi o meno dell’impenetrabile conte di Saint Germain e perfino il romanzo si chiude con un messaggio in codice che non vi sarà facile decifrare.

Il libro, in perfetto stile urban fantasy e infarcito di colpi di scena, sentimenti e amicizia, promette di incantare le giovani lettrici e far pesare ancor più l’attesa per l’uscita dell’ultimo libro della saga, Green, prevista per il prossimo febbraio, sempre con Corbaccio.

Nota di merito alle note di buon umorismo che pervadono un po’ tutto il romanzo e, in particolare, le pagine centrali dell’opera, al momento dell’incontro dei giovani viaggiatori con il misterioso conte, durante occasioni mondane nel 1700, episodi in cui Gwendolyn sfoggia tutto il suo irresistibile sense of humor e la sua simpatia.

Sicuramente una delle migliori uscite del genere della stagione.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Kerstin

Gier

Libri dallo stesso autore

Intervista a Gier Kerstin


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Alla vigilia del cataclisma che colpisce il Giappone l'11 marzo 2011, Ennio, un giovane romano ricco, annoiato e disincantato, parte per Osaka alla ricerca di Elisa, la sua ex fidanzata scomparsa alcune settimane prima, che si era trasferita nel Sol Levante come insegnante di italiano presso un alienante centro multimediale per la didattica a distanza. Nel giro di poco Ennio si troverà a sostituire Elisa sul lavoro, mentre la sua ricerca sembra farlo girare a vuoto e un Giappone quanto mai sinistro e inquietante lo inghiotte nel suo gorgo di luci e segni, fino a portarlo sulle zone del disastro in uno scenario dominato dalla devastazione e la neve. Sparire è una storia d'amore e malinconia, della ricerca di un sentimento che esiste solo nel ricordo e nel racconto di se stesso, di un Paese che affascina e tiene a distanza in egual misura, e della presunzione di poterlo raccontare. Denso di riferimenti alla cultura nipponica, Sparire è una storia sull'impossibilità del raccontare la realtà e sulla supremazia del racconto sulla vita stessa.

SPARIRE

Viola Fabio

Dialogando con il figlio mai avuto, un uomo ripercorre la sua vita. Ma se a quel padre e a quel figlio dà la voce Erri De Luca, leparole nate dalla notte emanano luce. “Le parole, figlio, non inventano la realtà, che esiste comunque. Danno alla realtà la lucidità improvvisa, che le toglie la sua naturale opacità e così la rivela.” In una sera senza corrente elettrica, mentre rilegge Pinocchio, un uomo sente la presenza del figlio che non ha avuto, il figlio che la madre – la donna con cui in gioventù lo concepì – decise di abortire. Alla fiamma del camino, il figlio gli appare già adulto, e quella presenza basta “qui e stasera” a fare la sua paternità. Per tutta la notte al figlio “estratto da una cena d’inverno” lui racconta “un poco di vita scivolata”. E così ecco l’infanzia napoletana, la nostalgia della madre e del padre, il bisogno di andare via, di seguire la propria libertà – “lalibertà che ho conosciuto è stata andare e stare dove non potevo fare a meno” –, le guerre trascorse ma anche i baci che ha dato… e, a poco a poco che racconta, immagina le reazioni di questo figlio adulto, ciò che potrebbe dire, fino a che il figlio, da muto che era, prende la parola e inizia a dare voce alla propria curiosità (“a proposito di maschere, di che ti vestivi a Carnevale?”), punteggia il racconto del padre con domande e osservazioni, lo guida, aiuta a mettere i dettagli a fuoco, e si fa guidare. Il monologo iniziale diventa così un dialogo a due voci, che indaga su una vita, sugli affetti, sulle scelte fatte, sui libri letti e su quelli scritti, sull’importanza delle parole e delle storie. Un’indagine che, più che tracciare un bilancio, vuol essere scandaglio, ricerca intima – quasi una rivelazione –, che accoglie l’obiezione, è aperta all’errore, si china sull’inevitabilità di ciò che è stato e salva, tramanda le qualità emerse dai ricordi (“questa potrebbe essere una dote per me: imparare da qualunque esempio”)...

Il giro dell’oca

De Luca Erri

"[...] Una narrazione decentrata che ricerca la profondità e si proietta in realtà diverse e spesso inconciliabili facendoci godere dei gusti e delle diversità, del confronto, soprattutto con le nostre paure che ci palesano fragili. Letta l'ultima pagina, non ci resta che posare lievemente una nostra mano sul cuore e poi su questo libro, sulle esistenze che riporta, per difenderle dall'oblio." (dalla postfazione di Roberta Lagoteta)

Il cappotto blu

Balzano Anna Maria

Quasi tutti i Crosby, da Howard a George Washington, hanno lasciato vedove le mogli e orfani i figli. Charlie Crosby costituisce l'eccezione. Il destino è scritto diversamente per lui. Nipote di George Washington, Charlie vive a Enon, una piccola città a nord di Boston. Pittura case, e a volte gli capita di tagliare l'erba nei giardini e spalare la neve. Una vita fatta di piccole cose: camminare nei boschi con Kate, contemplare Susan, la moglie. Un giorno però irrompe, crudele, insensata, terribile, la tragedia. In un piovoso pomeriggio di settembre che annuncia la fine dell'estate, mentre sta rientrando in auto dopo una passeggiata nei boschi, Charlie riceve una telefonata di Susan. Con la voce spezzata dal dolore, la moglie gli dice che un automobilista ha travolto Kate mentre tornava in bici dalla spiaggia. La fine della ragazza lascia macigni pesanti sul cuore di Charlie. Susan cerca di reagire, di non soccombere alla sofferenza, ma Charlie cede di schianto. Un giorno, dopo aver trascorso quasi tutta la notte seduto al buio, esausto e senza riuscire a dormire, Charlie scaglia un pugno contro la parete del pianerottolo. Susan se ne torna a casa dei suoi, nella sua vecchia camera da letto, che la madre usa per cucire ormai da vent'anni. Sembrerebbe tutto perduto per il nipote di George Washington Crosby. Tuttavia, da qualche parte è ancora all'opera la semplicità salvifica della natura e del mondo.

ENON

Harding Paul