Narrativa

Cacciatori nel buio

Osborne Lawrence

Descrizione: Una vincita insperata in un casinò sul confine cambogiano-thailandese, e Robert, giovane insegnante inglese in vacanza, decide di non tornare più al torpido grigiore del Sussex e restare invece in Cambogia, come «barang» a tempo indeterminato - uno dei tanti espatriati occidentali che «cacciano al buio», cercando a tentoni la felicità in un mondo che non potranno mai comprendere appieno, e finiscono per lasciarsi semplicemente trascinare alla deriva. Ma anziché la chiave d'accesso a una nuova vita, quella vincita si rivelerà l'innesco di una reazione a catena, destinata a coinvolgere un americano incongruamente elegante, un poliziotto locale dal lugubre passato e la rampolla di un ricco cambogiano.

Categoria: Narrativa

Editore: Adelphi

Collana: Fabula

Anno: 2017

ISBN: 9788845932007

Recensito da Gabriele Lanzi

Le Vostre recensioni

Cacciatori nel buio dello scrittore inglese Lawrence Osborne è un eccellente cocktail di generi: l’autore mescola sapientemente lunghe e dettagliate descrizioni di paesaggi cambogiani, quasi si trattasse di una guida turistica (“I blocchi scuri color tè erano sparpagliati in ammassi che nessuno muoveva da mille anni”), al filone giallo più classico con risultati sicuramente apprezzabili. La Cambogia infatti, con il suo ambiente tropicale e il clima monsonico, i numerosi templi in rovina e il recente passato sanguinario segnato dalla rivoluzione comunista dei Khmer Rossi, emerge in tutta la sua fierezza. Diventa lo scenario in cui si muove il giovane inglese Robert, considerato un “Barang” secondo la terminologia locale, un occidentale in vacanza in questo lembo di Indocina. Egli è in realtà spaesato, alla ricerca di sé stesso, desideroso di dimenticare il lavoro da insegnante e la lontana Inghlterra. Robert aspettava “…che la vita cominciasse, eppure chissà perché non cominciava”, egli è uno dei tanti “cacciatori nel buio” di cui è disseminato il libro, un individuo alla ricerca della felicità in quanto “non c’è colpa nella spietata ricerca della felicità… È come andare verso la luce”. Robert è l’emblema di quel decadimento inglese che si contrappone al fermento di una nazione ancora troppo scossa dalle violenze della rivoluzione, da “… generazioni che avevano perso tutta la gioventù per niente e la cui unica via dì uscita era dimenticare”. La Cambogia viene inoltre rappresentata come un  paese indolente, sospeso e galleggiante sul sonnecchioso Mekong, che strizza l’occhio al periodo coloniale francese, ma che allo stesso tempo guarda con fiducia al capitalismo e all’afflusso di denaro che non viene più da Ovest bensì dalla nuova frontiera cinese. Un paese che, nella ricerca di modernità, mostra ancora un forte attaccamento ad ancestrali superstizioni e che crede fortemente nel Karma.

Osborne dimostra di conoscere perfettamente le dinamiche locali e riesce a consolidare nel lettore la piacevole sensazione di avvalersi del filone giallo-noir per tratteggiare le vicende di un mondo lontano che ci appare nel suo splendore.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lawrence

Osborne

Libri dallo stesso autore

Intervista a Osborne Lawrence

Presentati per la prima volta sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila, questi quindici "divertimenti" di Primo Levi ci invitano a trasferirci in un futuro sempre più sospinto dalla molla frenetica del progresso tecnologico, e quindi teatro di esperimenti inquietanti o utopistici, in cui agiscono macchine straordinarie e imprevedibili. Eppure non è sufficiente classificare queste pagine sotto l'etichetta della fantascienza. Vi si possono trovare satira e poesia, nostalgia del passato e anticipazione dell'avvenire, epica e realtà quotidiana, impostazione scientifica e attrazione dell'assurdo, amore dell'ordine naturale e gusto di sovvertirlo con giochi combinatori, umanesimo ed educata malvagità. Ci pare tuttavia che il miglior modo di presentarle sia riportare uno stralcio di una lettera dell'autore: "Parlare dei miei racconti mi mette in un certo imbarazzo; ma forse la stessa descrizione ed analisi di questo imbarazzo potrà servire a rispondere alle sue domande. Ho scritto una ventina di racconti e non so se ne scriverò altri. Li ho scritti per lo più di getto, cercando di dare forma narrativa ad una intuizione puntiforme, cercando di raccontare in altri termini (se sono simbolici lo sono inconsapevolmente) una intuizione oggi non rara: la percezione di una smagliatura nel mondo in cui viviamo, di una falla piccola o grossa, di un "vizio di forma" che vanifica uno od un altro aspetto della nostra civiltà o del nostro universo morale. Certo, nell'atto in cui li scrivo provo un vago senso di colpevolezza, come di chi commette consapevolmente una piccola trasgressione. Quale trasgressione? Vediamo. Forse è questa: chi ha coscienza di un "vizio", di qualcosa che non va, dovrebbe approfondirne l'esame e lo studio, dedicarcisi, magari con sofferenza e con errori, e non liberarsene scrivendo un racconto. O forse ancora: io sono entrato (inopinatamente) nel mondo dello scrivere con due libri sui campi di concentramento; non sta a me giudicarne il valore, ma erano [...]

Storie naturali

Levi Primo

Bergen, 1528. Ha fatto un lungo viaggio, ma alla fine è riuscito a trovare la sua vittima. Il monaco è pronto a vendicarsi... Trondheim, oggi. Gunn Brita Dahle viene trovata morta nella biblioteca dell'università, nel deposito in cui si conservano i volumi più preziosi. L'assassino l'ha scuoiata e le ha tagliato la testa. E ha rubato il Libro di Johannes, un antico trattato di anatomia risalente ai primi del Cinquecento. Un trattato che da secoli è considerato maledetto.

La biblioteca dell’anatomista

Brekke Jørgen

La carriola di Luigi Pirandello (commento)

La motivazione del Premio Andersen: «Per una storia di solitudini, destini e soprattutto libertà, dove spazio e tempo si piegano di fronte all’intensità di testo e immagini. Per le illustrazioni visionarie, capaci di restituire al lettore le atmosfere claustrofobiche tanto del vulcano quanto della contingenza bellica. Per la perfetta fusione dei linguaggi e per l’equilibrio tra reale e immaginifico, che qui trovano giusta sintesi nella forma del fumetto».

La compagnia dei soli

Rinaldi Patrizia, Paci Marco