Narrativa

Cairo Automobile Club

Al-Aswani Ala

Descrizione: “Con Cairo Automobile Club, ‘Ala al-Aswani firma il suo terzo romanzo e senza dubbio la sua opera più riuscita. Fedele al principio che ha fatto il successo dei suoi libri precedenti, dipinge con maestria, tenerezza e humour un mondo che cambia e stravolge i destini individuali che, a loro volta, trasformano il mondo.” Marwan Chahine, Libération

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: I Narratori

Anno: 2014

ISBN: 9788807031076

Trama

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Intervista a Al-Aswani Ala


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Il volume raccoglie due dei più importanti romanzi di Joseph Roth. Nella Leggenda del santo bevitore Andreas, un clochard, vive sotto i ponti di Parigi. Quando un misterioso passante gli dona una piccola somma di denaro, egli la accetta promettendo di restituirla la domenica successiva con un'offerta in chiesa. Ogni volta che ha in tasca il denaro sufficiente per saldare il suo debito, però, Andreas non resiste alla tentazione di usarlo per rincorrere vizi e piaceri e la restituzione di quei duecento franchi diventa la sua tormentata ragione di esistere. Da questo racconto, tradotto in tutto il mondo e considerato il testamento letterario di Roth, è tratto l'omonimo film di Ermanno Olmi. In Fuga senza fine, Franz Tunda, tenente dell'esercito austriaco, viene fatto prigioniero dai russi e riesce a salvarsi grazie all'aiuto di un mercante di pellicce siberiano, che lo nasconde in casa sua. A guerra finita, Franz, dopo molte peripezie e avventure sentimentali, ritorna finalmente in Austria, ma ormai non è più lo stesso. Metafora del disincanto e dello smarrimento che ha colpito la generazione vissuta in Europa tra le due guerre, questo breve e intenso romanzo è considerato il più autobiografico tra quelli di Roth.

FUGA SENZA FINE

Roth Joseph

"Non si cura per quello che si sa o che si crede di sapere. Si cura e si può soltanto curare per quello che si è!". Sono le parole del magistrato a Giulia, giovane chirurgo in carriera, dopo un tragico incidente segnato dall'arroganza del suo sapere. Fino a quel momento Giulia è stata tutto: bella, determinata, rampante con la spocchia di un cognome che conta. Per lei il malato non è stato mai il fine, ma soltanto un mezzo per dimostrare la sua abilità in sala operatoria, per tenere alta la media dei suoi successi. Poi l'incidente di percorso, l'umiliazione del tribunale, il riaffiorare di altre tragiche vicende. È un mondo che crolla, che le fa il vuoto intorno, la umilia, mette a nudo le sue fragilità, la spinge a Grado, nella villa di famiglia, al riparo dalle ansie della madre e dai maldestri tentativi del marito di starle accanto, e dove ritrova casualmente Paolo, il cugino fidato, il compagno di giochi di un tempo. Villa Flavia è piena di ricordi per entrambi: le faide di famiglia, i primi amori di lei, le sue minigonne, quella spider rossa in attesa al cancello ogni sera, e lui che aspettava il suo rientro fino a notte fonda, disposto ad amarla "anche soltanto per amore".

L’ARROGANZA DEL CUORE

Calandra Claudio

Quello strano ombrello a due manici, che aperti formavano un sediolino, era stato l’ultimo regalo della sua Iolanda, prima che quel brutto male gliela portasse via, così all’improvviso, lasciandolo solo ad affrontare le vampate del tramonto, quelle che lui sapeva potevano diventare pericolose se confuse con le luci dirompenti dell’alba . “Non c’è niente di peggio, per un vecchio, del sentirsi giovane!”: Attilio Salievi, generale in pensione, dopo una brillante carriera nella Nato, ne era più che convinto, tanto più dopo una vita trascorsa nel rispetto più rigoroso delle regole, navigando a vista fra la sponda dei propri sentimenti, delle proprie pulsioni e quella dei sentimenti e delle pulsioni degli altri, per non arenarsi o naufragare, si trattasse anche di Connie, l’affascinante tenente americana degli anni trascorsi a Washington. Ma dice Maurois che ”L’arte di invecchiare sta tutta nel sapersi conservare qualche speranza”, così un giorno il punto, per il vecchio generale, diventerà se la speranza possa aver come nome Amalia, entrata improvvisamente nella sua vita con occhi di sogno ma anche con trenta anni di meno.

L’ombrello a sediolino

Calandra Claudio

Un romanzo rivolto, soprattutto, ai ragazzi e ai giovani adulti. E’ la storia di quattro studenti, Fil, Miluna, Cecio e Pauline che frequentano il liceo artistico di Bologna, la Squola: detta così per la scritta che campeggia sul muro esterno dell’edificio dove qualcuno ha volutamente sbagliato a scrivere il termine. L’istituto liceale è la cornice narrativa dentro cui nascono le storie inventate da Marilù Oliva, scrittrice di riferimento in Italia per la narrativa noir e fantastica al femminile. Le vicende dei quattro protagonisti sono una perfetta rappresentazione della vita dei giovani alle porte dei vent’anni, tra eccessi, passioni, conflitti sociali e famigliari, sesso. La difficoltà di diventare grandi, la diversità sociale tipica degli studenti, è il tema vincente che l’autrice mette in gioco. La trama si sviluppa su cinque piani narrativi: le quattro voci dei ragazzi più quella della scuola. Fil è un ragazzo belloccio, subordinato al bullo della scuola, Sauro, con il quale trafuga le preziose tavole di fumetti, giunte dall’America, per esporle in una mostra nel liceo. La bravata, che finirà male, renderà Fil un ragazzo più consapevole grazie anche all’amore per la più bella della scuola: Miluna. La ragazza ha una situazione famigliare difficile, senza padre e con una madre allo sbando al punto da acconsentire che la figlia si prostituisca. Miluna, infatti, conduce una squallida doppia vita, alterna weekend con clienti di lusso ai sogni strampalati e romantici di una adolescente. Gli altri due protagonisti, e voci narranti sono Cecio e Pauline. Cecio fa il primo anno, è un ragazzino minuto, insicuro, pieno di debolezza ma anche di tenerezze. Pauline, invece, è la classica ragazza geniale ma svogliata, arrabbiata con il mondo e sempre in lotta con genitori e professori. Quando si rende conto di essersi innamorata di Fil lo seduce…

La squola – di storie ce ne sono tante

Oliva Marilù

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