Poesia

Canti di Pentecoste

Leino Eino

Descrizione: Testamento spirituale del maggiore poeta finlandese. i "Canti di Pentecoste", raccolta di ballate, leggende e miti, sono le tappe di un viaggio in un immaginario intimo e primitivo e un maestoso sforzo poetico di sintesi tra coscienza europea, tradizione balto-finnica e simbolo universale. Redatti in due tomi (1903 e 1916) ed ispirati alle "cerimonie liriche di Pentecoste" o helkajuhla di Ritvala, rito pagano della fertilità permeato da elementi del cristianesimo medioevale, i ventinove poemi sono riflessioni originali e profonde sulle questioni centrali del pensiero moderno: il superuomo e la volontà eroica di fronte alla morte, lo slancio faustiano e la magia come riscatto cosmico dell'io, l'identità nazionale, l'interpretazione romantica e la dimensione tragica, vero sigillo d'equilibrio tra forze apollinee e dionisiache.

Categoria: Poesia

Editore: Mimesis

Collana: Filosofie

Anno: 2013

ISBN: 9788857512150

Recensito da Ilaria Spes

Le Vostre recensioni

Canti di Pentecoste”  di Eino Leino

Eino Leino è lo pseudonimo dello scrittore finlandese Armas E. Leopold Lönnbohm (Paltamo 1878 – Tuusula 1926). Fu poeta lirico e drammatico, romanziere e critico. Tradusse la Divina Commedia (Jumalainen näytelmä, 1912-14) in endecasillabi non rimati, oltre a opere di Racine, Corneille, Goethe, ecc.

I “Canti di Pentecoste“, tradotti per la prima volta in italiano grazie a Marcello Ganassini, si articolano in due sezioni (la prima datata 1903, la seconda 1916).

Le poesie sono ballate nelle quali risultano fuse almeno quattro anime dell’autore: il lirismo personale, la matrice legata alla mitologia classica, le radici della tradizione nordica e finnica, lo spirito culturale europeo riconducibile anche a quanto brevemente sopra indicato nelle note biografiche.

Le diverse anime si fondono in un assolo: ossia nella rappresentazione simbolica che utilizza principi tanto cristiani quanto pagani e scolpisce in forma scritta le immagini attinte dalla tradizione orale e dal folklore. Come confermano le note critiche del traduttore, l’uralista e filologo Marcello Ganassini: “Fino a tempi recenti nel villaggio di Ritvala presso Sääksmäki (Pirkanmaa) la domenica di Pentecoste si snodava un corteo costituito da due file di vergini in processione che si riunivano su un’altura (helkavuori) per formare una figura che ricordava quella del sole. Le giovani intonavano i versi di tre ballate d’origine medievale … ricche di elementi storici e folkloristici frutto di un marcato sincretismo tra figure del paganesimo e del cristianesimo. Al termine della solenne cerimonia cui veniva attribuito un valore votivo le vergini rivolgevano un saluto a Gesù e alla Vergine Maria: si riteneva che la fertilità della terra e il successo del raccolto alla fine dell’estate dipendessero dalla buona riuscita di tale coreografia sacra.”

Le note critiche ai componimenti consentono di meglio comprendere una tradizione per molti di noi lontana. Meno lontana, forse, se pensiamo a questa raccolta nella sua connessione con alcune tematiche proposte dal filosofo (quasi contemporaneo rispetto al poeta finlandese) F. Nietzsche: l’eredità spirituale di un’antichità vitale e mitologica; la contrapposizione dell’apollineo e del dionisiaco; la dimensione tragica del superuomo. Magari rappresentata – per contrasto – in modo caricaturale come in “Folletto delle tenebre“:

come sfida dell’eroe di ghiaccio

odio dell’acciaio sfolgorante

E, ancora poco lontana dai nostri giorni, se pensiamo alla letteratura fantasy che si è ispirata al linguaggio e ai contenuti dei miti nordici. Come in “Sirene al bagno“, ove la leggenda di Atteone che sorprende il bagno di Artemide si fonde con quello della ninfe acquatiche della mitologia baltica:

Tre sono le fanciulle d’Hiisi,

si spogliaron delle penne,

se ne andarono a bagnarsi;

giunsero al calar del sole

per svanire in mare all’alba.

Stava Lippo uccellatore

Dietro un masso maculato,

prese le ali tanto belle.

Pregevole anche la scelta tecnica del traduttore di conservare il più possibile l’impostazione metrica originale (l’ottonario trocaico): la traduzione in ottonari e decasillabi consente di proporre l’opera rimanendo fedeli al testo originale.

Il mio giudizio sintetico sui “Canti di pentecoste“? Davvero una bella occasione per conoscere, nella poesia, un’altra Pentecoste, rispetto a quella degli “Inni sacri” di Manzoni!

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Eino

Leino

Libri dallo stesso autore

Intervista a Leino Eino


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

In questo libro si raccontano storie di «matti» che, grazie all’aiuto di familiari, amici, operatori e alla loro forza di volontà, hanno ritrovato la voglia di vivere. Dimostrando che, assieme e con gli strumenti giusti, la vita può migliorare. Anche con meno medicine e più umanità. Attraverso dieci ritratti, viene presentato quello che il Servizio di salute mentale di Trento ha fatto per affrontare i diversi aspetti della malattia, tra luci ed ombre, successi e battute d’arresto. Oltre alle storie di chi ha vissuto la malattia, infatti, ci sono commenti, riflessioni e critiche di operatori, medici, cittadini. Due brevi racconti, all’inizio e alla fine del libro, proiettano nella dimensione della follia, dando un segnale di speranza. Spiegando che dal 13 maggio 1978, quando venne approvata la legge Basaglia, qualcosa è stato fatto, ma soprattutto che sono state poste le basi per rispondere alla legge 180 con una nuova proposta (legge «181»), affinché tutti i «matti» possano avere pari dignità ed essere curati bene dappertutto. Nessuno escluso.

Psichiatria mia bella

De Stefani Renzo

Si può sfuggire allo scorrere del tempo, come scrive l'autore di LA SCIENZA DI VIVERE PER SEMPRE? Esiste una connessione profonda tra la presenza di uno strano essere a Dartmoor, una nave in bottiglia, il tracciato di un ricamo all'uncinetto che rappresenta il mondo intero e le fate di Cottingley? Tra una recensione da consegnare e un libro da scrivere, Meg Carpenter non se la passava né troppo bene né troppo male. Aveva un ragazzo che era il classico inetto, certo. Arrivare alla fine del mese non era proprio una passeggiata, certo. E i libri erano tutta la sua vita, si potrebbe dire. Almeno fino a quando, tra le pagine di un testo di pseudoscienza, Meg non ha cominciato a guardare il suo tragico universo con occhi diversi. Tra psicologia e tarocchi, enigmi buddisti e teoremi di fisica, antiche cosmologie e leggende fatate, Meg si è messa alla ricerca delle risposte definitive a tutte le domande sul senso della vita e su come le relazioni nascano, crescano e poi, miseramente, muoiano. Mescolando filosofia e humour, ironia e colpi di genio, con IL NOSTRO TRAGICO UNIVERSO Scarlett Thomas ci regala un altro giro di giostra nella migliore letteratura: quella che fa sognare e riflettere senza soluzione di continuità.

IL NOSTRO TRAGICO UNIVERSO

Thomas Scarlett

L’altare dei morti

James Henry

Spagna, Costa Blanca. il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgo nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Sa bene che le loro mani sottili e rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. A leggere dietro i loro silenzi, i sorrisi, le parole dette non dette, i regali. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime. Ma almeno fare in modo che tutto ciò che è successo non cada nell'oblio. E che il male non rimanga impunito.

Il profumo delle foglie di limone

Sanchez Clara