Racconti

CARMILLA – di J. Sheridan Le Fanu

Le Fanu Joseph Sheridan

Descrizione: Avvolti in atmosfere sinistre e inquietanti, popolati da creature sospese tra la vita e la morte, assetate di sangue e portatrici di sciagure, questi 15 racconti di Joseph Sheridan Le Fanu hanno profondamente influenzato la narrativa fantastica e dell'orrore. La fantasia di Le Fanu risveglia invincibili paure ancestrali, creando un uniiverso oscuro e sconvolgente.

Categoria: Racconti

Editore: Newton Compton

Collana:

Anno: 2010

ISBN: 9788854121867

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

carmillaTitolo: Carmilla
Autore: Joseph Sheridan Le Fanu
Anno: 1872

“Carmilla” di Joseph Sheridan Le Fanu è il racconto che, dal punto di vista cronologico, svolge un ruolo pionieristico nella letteratura horror sui vampiri.

La fanciulla vampiro creata dalla fantasia dello scrittore irlandese è datata 1872, mentre “Dracula” al risale 1897: quindi Le Fanu ha anticipato esattamente di venticinque anni il più famoso Bram Stoker, che viene comunemente considerato il capostipite degli attuali filoni che fanno capo a Stephenie Morgan Meyer e a Lisa James Smith o la fonte d’ispirazione della fortunata cinematografia che annovera il Nosferatu di Herzog e, ai giorni nostri, l’intera saga (Twilight, New Moon, Eclipse, Breacking Dawn …) tratta dal paranormal romance.

In questo commento cercherò di rilevare quali siano gli elementi di originalità, presenti in Carmilla, poi ripresi dalle opere che anche ai giorni nostri mietono tanti consensi.

Il rapporto sentimentale tra predatore e vittima. L’eros asessuale.

1 

Tra il predatore e la sua vittima prediletta si instaura una relazione ambivalente, che spesso prescinde dall’appartenenza a un sesso o all’altro. Il racconto di Le Fanu, in modo velato e allusivo, narra di un rapporto saffico tra due giovani donne e di un sentimento che affonda le proprie radici psicologiche in un contesto affettivo di insoddisfazione e di ricerca:

“La prima notte in cui la vidi, mi conquistarono la confidenza e l’amicizia che volle offrirmi, ma adesso non capivo perché mi nascondeva tutto di sé.”

2

Eros e Thanatos

Il legame intenso che si instaura tra predatore e vittima richiama la (futura) dialettica freudiana tra pulsione verso la vita e il desiderio di morte:

“E’ da te che mi viene la vita, e tu dovrai morire per me.”

Quasi a significare che un sentimento totalizzante non può prescindere da un destino di distruzione:

“… a causa di un amore strano, un amore che mi portava via la vita. Ma il vero amore miete sempre vittime, e si nutre di sangue.”

Sorge il forte sospetto che sia tutta una metafora …

3

Il somatismo

Sto per addentrarmi nell’immagine della creatura maledetta che, da qui in poi, assumerà forme canoniche ricorrenti:

“Quella sua amica … ha dei canini lunghi e stretti, affilati come aghi.”

Se la creatura è un morto vivente, sarà assediata dal gelo, non soltanto corporeo:

“Ho freddo, ho tanto freddo. Ti prego, portami a casa.”

Il determinismo

Un altro interessante “topos” di questa letteratura horror è ravvisabile nella maledizione strutturale: una sorta di legge necessitante che costringe il predatore a un destino eterno di dannazione e incatena la vittima a questa stessa sorte:

“Sono legata a un voto inviolabile, come e più di una monaca …”

Come dire: sono fatto così per una volontà imperscrutabile. Contro la quale nulla posso. Soltanto una forma di morte superiore potrà pacificare la mia condizione esistenziale di cadavere vivente.

Il ritualismo

Quello che farà la fortuna del genere, in quanto evidentemente stimola l’immaginario collettivo che dalla morte trae terrore attrazione, è il ritualismo immaginifico di pratiche macabre e, al tempo stesso, catartiche. Questo ritualismo, c’è già tutto in Carmilla.

Nell’individuazione del giaciglio:

“Il giorno seguente, la tomba della contessa Mircalla fu aperta, e mio padre e il generale … riconobbero in lei la donna perfida e straordinariamente bella che avevano ospitato nella loro casa.”

Nella pratica totemica di distruzione del cuore:

“Il cuore fu rimosso e un paletto acuminato fu conficcato nel cuore del vampiro, il quale lanciò un grido lancinante.”

Nel desiderio di recidere la maledizione:

“Poi fu spiccata la testa dal busto, e un fiotto di sangue zampillò dal collo tagliato.”

Nell’istinto di garantirsi una sicurezza nella natura ove, secondo Lavoisier, “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”:

“Infine, sia il corpo che la testa furono bruciati su carboni ardenti, e le ceneri disperse nelle acque del fiume.”

L’estetica

4

L’estetica del “bello e maledetto” è un altro motivo conduttore:

“Era trascorso un secolo e mezzo dalla sua morte, ma nonostante questo la contessa era intatta, e pareva addormentata. Aveva un colorito roseo, gli occhi aperti, e non c’era traccia di quel fetore che i morti emanano a causa del processo di putrefazione.”

Questa estetica rappresenta una delle leve sulle quali agisce la macchina del business cinematografico contemporaneo, che ha creato veri e propri idoli. E icone per adolescenti e giovani sempre alla ricerca di miti nei quali identificarsi.

Per quanto mi riguarda, io rifuggo le degenerazioni truci e sanguinolente. Così come rimane affascinato dall’estetica neoclassica e soavemente terrificante di Carmilla …

Voto i-LIBRI:

5stelle



       

button acquista feltrinelli



               


{jcomments on}

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Joseph

Fanu

Le

Libri dallo stesso autore

Intervista a Le Fanu Joseph Sheridan


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Dove fanno il nido i ragni? L'unico a saperlo è Pin, che ha dieci anni, è orfano di entrambi i genitori e conosce molto bene la radura nei boschi in cui si rifugiano i piccoli insetti. È lo stesso posto in cui si rifugia lui, per stare lontano dalla guerra e dallo sbando in cui si ritrova il suo piccolo paese tra le colline della Liguria, dopo l'8 settembre 1943. Ma nessuno può davvero sfuggire a ciò che sta succedendo qui e nel resto d'Italia. Neppure Pin. Ben presto viene coinvolto nella Resistenza e nelle lotte dei partigiani, sempre alla ricerca di un grande amico che sia diverso da tutte le altre persone che ha conosciuto. Ma esisterà davvero qualcuno a cui rivelare il suo segreto? Il romanzo che ha segnato l'esordio di Italo Calvino, in edizione illustrata da Gianni De Conno. Età di lettura: da 13 anni.

Il sentiero dei nidi di ragno

Calvino Italo

"Sulle spalle dei giganti" rappresenta per i lettori di Eco un evento festoso. Lontano dalle aule universitarie, dai congressi accademici, dalle cerimonie onorarie, Eco scrive questi testi, nel corso di tre lustri, per intrattenere gli spettatori (che ogni volta per lui accorrono a frotte) della Milanesiana, il festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi. Testi che il più delle volte traggono spunto dal tema stesso che ogni anno la Milanesiana si dà, per poi scorrere lungo rivoli di un repertorio che attinge alla filosofia quanto alla letteratura, all'estetica, all'etica e ai mass media. Come dire: la quintessenza dell'universo echiano, raccontato con un linguaggio affabile, intriso di ironia, talora giocoso, affilato quando necessario. Le radici della nostra civiltà, i canoni mutevoli della bellezza, il falso che si invera e modifica il corso della storia, l'ossessione del complotto, gli eroi emblematici della grande narrativa, le forme dell'arte, aforismi e parodie sono alcuni degli spunti di attrazione di un libro arricchito dalle immagini che l'autore usava proiettare nel corso del suo dire.

Sulle spalle dei giganti

Eco Umberto

Aomame è spietata e fragile. È un killer che, in minigonna e tacchi a spillo, con una tecnica micidiale e impalpabile, vendica tutte le donne che subiscono una violenza. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante e pericoloso come una profezia. Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame, sollevando gli occhi al cielo, vede sorgere una seconda luna, capisce che non potranno condividere neppure la stessa realtà. Mai come in 1Q84 Murakami ha esplorato le nostre ossessioni per dare vita a un mondo così personale, onirico e malinconico. Accolto in Giappone come il suo capolavoro, 1Q84 è un romanzo che contiene universi.

1Q84

Haruki Murakami

Un segreto tenuto nascosto per lunghi anni, una scoperta sconvolgente, un uomo di successo e una donna in carriera, un artista squattrinato ma geniale, autore di un quadro misterioso. Immersa nelle atmosfere di una Trieste nebulosa e di una Venezia dal fascino liquido, si agita l’intrigante storia di Eugenio e Francesca, amanti sanguigni, dolci quanto irascibili. “Amata tela” è un romanzo in cui le vicende dei protagonisti si tingono di passioni travolgenti, in un vortice senza fine che si abbatterà inesorabilmente sulle loro vite. Amore, sesso e arte, si mescolano nei luoghi del sogno e del sentimento. “Amata tela” costruisce un’epica di esperienze umane, tra gioie e paure, attraverso un disegno sapientemente tracciato dalla penna di Giulia Madonna.

Amata tela

Madonna Giulia