Giallo - thriller - noir

LE CASE DEGLI ALTRI

Picoult Jodi

Descrizione: Jacob Hunt è un teenager bravo in matematica, con uno spiccato senso dell’umorismo, estremamente preciso e organizzato e con una vita sociale senza speranze. È affetto dalla sindrome di Aperger, è autistico insomma, imprigionato in un mondo tutto suo. Il fratello Theo, un ragazzo normale, soffre delle attenzioni che i genitori riservano naturalmente a Jacob e per sentirsi veramente parte di una famiglia spia le case altrui… Tutto bene finché l’insegnante di Jacob non viene trovata morta dentro casa e i sospetti ricadono sul ragazzo, così diverso dagli altri, così imprevedibile…

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Corbaccio

Collana: Romance

Anno: 2011

ISBN: 9788863802337

Trama

Le Vostre recensioni

 

Ci sono alcune cose che proprio non sopporto.

1. Il rumore della carta quando viene accartocciata.

2. Troppo rumore o luci lampeggianti.

3. I cambiamenti di progetti.

4. Perdere Crime Busters, che è su USA Network ogni giorno alle sedici e trenta.

5. Quando mia madre ripone i miei vestiti. Io li tengo nella sequenza dei colori dell’arcobaleno, RAGVAIV, e i colori non possono toccarsi.

6. Se qualcuno dà un morso al mio cibo.

7. Perdere i capelli.

8. Essere toccato da qualcuno che non conosco.

9. I cibi su cui si forma la pellicola.

10. I numeri pari.

11. Quando la gente mi chiama ritardato.

12. L’arancione.

Non è semplice affrontare il tema del “diversamente abile” in un romanzo, senza rischiare di cadere nel banale o nell’ipocrisia. L’autrice Jodi Picoult ci è riuscita, affrontando un argomento complesso come quello dell’autismo, attraverso l’intreccio di vissuti e punti di vista diversi e sviluppando, in un crescendo pieno di suspance, una trama avvincente e nello stesso tempo fortemente accattivante.

Protagonista, suo malgrado, di questa storia è Jacob, diciottenne affetto dalla sindrome di Asperger, ossessionato dai casi giudiziari e dalla crimonologia, che sfoga attraverso la visione quotidiana di Crime Busters su USA Network.

La routine quotidiana, così fortemente vitale per l’equilibrio di Jacob, viene però interrotta bruscamente da un evento tragico: Jessica Ogilvy, la sua insegnante di abilità sociali, viene trovata assassinata nel proprio appartamento e Jacob è l’ultima persona ad averla vista. Da qui ha inizio l’odissea del giovane e della sua famiglia, attraverso interrogatori, accuse e difese, il tutto intervallato dai profondi crolli emotivi e psicologici dello stesso Jacob.

L’intera vicenda viene letta da diversi punti di vista, primo fra tutti quello della madre Emma, la cui forza di volontà viene costantemente messa alla prova dalle meravigliose stranezze di Jacob, che la costringono ad affidarsi, per la prima volta in vita sua, all’aiuto di qualcuno che non sia se stessa, in questo caso un giovane avvocato, poco avvezzo alla giurisprudenza, ma disponibile fin da subito ad imparare le corrette strategie per entrare in contatto con il giovane imputato.

Accanto a Emma c’è Theo, il fratello più piccolo di Jacob, ragazzo “normale”, emotivamente provato per le difficoltà famigliari che si è sempre trovato a vivere a causa della disabilità di Jacob.

Theo sogna una famiglia diversa e per questo motivo si ritrova a spiare le famiglie degli altri, intrufolandosi di nascosto nelle loro case, una delle quali è proprio quella di Jessica, l’insegnante di Jacob assassinata.

La vicenda si snoda attraverso il racconto e le emozioni dei diversi personaggi, i quali investono a turno il ruolo di narratore: Emma, Jacob, Theo, l’avvocato Oliver Bond e il detective Rich Matson.

L’autrice, utilizzando un linguaggio semplice e incisivo, offre al lettore l’opportunità di entrare in contatto con le difficoltà tipiche dello spettro autistico, disabilità affascinante, ma assai complessa dal punto di vista delle relazioni sociali. La fatica di Jacob nell’entrare in relazione con gli altri diventa una montagna insormontabile nel momento in cui deve dimostrare a una giuria la propria innocenza, a causa dell’incapacità ad essere empatico ed emotivamente disponibile.

Jodi Picoult si conferma regina incontrastata del thriller statunitense, coniugando suspance e pathos, attraverso uno stile avvincente che permette al lettore di scivolare con facilità tra le 650 pagine, spinto dal desiderio di svelare il mistero che avvolge l’intera vicenda.

Mistero che può essere svelato solo comprendendo quanto può essere duro, per Jacob (e per quelli come lui) spiegare perché è così difficile guardare qualcuno negli occhi.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Jodi

Picoult

Libri dallo stesso autore

Intervista a Picoult Jodi


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Romanzo che nel 1929 segnò l'esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, "Alexis" ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'"Opera al nero" e per le "Memorie di Adriano". E' la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate ("Pindare"), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, 'intimista', spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L'omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un'opera giovanile di Gide (il "Traité du vain désir") ma si avverte molto più forte l'influenza del Rilke di "Malte Laurids Brigge", a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch'ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c'era da dire.

Alexis

Yourcenar Marguerite

Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l’oscurità. Mentre intorno tutto cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi tra loro e con tutti quelli che stanno dalla loro parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, fratello di Clary, il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e forse i tre – uniti da un legame indissolubile – saranno costretti a cercare un altro mondo dove lo scontro estremo abbia per loro una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo: molte vite saranno perdute per sempre, e l’amore sacrificato per il bene comune, per scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine è anche l’inizio.

Shadowhunters. Città del fuoco celeste

Clare Cassandra

Possono esistere felicità trascurabili? Come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d'abbigliamento. Quando all'improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant'è preziosa quella manciata di giorni d'agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. A metà strada tra "Mi ricordo" di Perec e le implacabili leggi di Murphy, Francesco Piccolo mette a nudo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un'ondata di divertimento, intelligenza e stupore. L'autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.

Momenti di trascurabile felicità

Piccolo Francesco

Il ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione. Nel 1929, quando Némirovsky pubblica David Golder, il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà Il ballo), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento.

Il ballo

Némirovsky Irène