Narrativa

CASSONETTI

Antoni Gianluca

Descrizione: Peter, assiduo lettore di annunci matrimoniali, Davide, disincantato osservatore della realtà, Matteo, ostinato maniaco della pulizia, e Diego, inetto slacciatore di reggiseni, sono compagni d'appartamento. Vivono gli anni universitari barcamenandosi tra imprese goliardiche, crucci esistenziali e amori tormentati. “Cassonetti” racconta la loro storia, descrivendo tre giornate della loro vita esattamente a distanza di un anno, le une dalle altre. Ma il tempo non scorre lineare, stravolge gli eventi, portandoli a incontrare se stessi, senza riconoscersi, mentre compiono le stesse azioni. Come se la loro vita fosse un interminabile fermo immagine, sospesa nel tempo, fino al finale.

Categoria: Narrativa

Editore: Italic

Collana: PeQuod

Anno: 2010

ISBN: 9788896506165

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Deve avere una funzione il dolore. Non è possibile che ci sia così, tanto per esserci. Dio, ammesso che esista, deve averlo pur creato per un motivo. Va bé, di cazzate ne ha fatte tante, ma tante. Le zanzare, per esempio. Cosa esistono a fare le zanzare? Se voleva cibare gli uccelli poteva creare delle palline di carne con le ali. Era sufficiente. Perché fare degli esseri che, oltre a succhiarti sangue e procurarti prurito, riescono, con quel ronzio di merda, a destarti da un sogno erotico con Sharon Stone? Perché non possiamo scopare la Stone nemmeno in sogno? Perché? Ma quando si ha la presunzione di poter creare l’universo in sei giorni… riposandosi il settimo per giunta… È questo che mi fa imbestialire, si è riposato il settimo convinto di aver fatto un buon lavoro. Evidentemente la Stone non è il suo tipo e alle zanzare il sangue celestiale non aggrada. Dico io, poteva metterci qualche giorno in più, che gli costava? C’era forse qualcuno che gli metteva fretta? Gli sarebbe venuto meglio. Un mondo senza zanzare, senza polvere, senza stanchezza… senza dolore“.

Peter è uno studente alle prese con un amore tormentato, che divide l’appartamento con altri tre ragazzi e trascorre le sue giornate tra bevute, bravate e studio svogliato. In “Cassonetti” viviamo la quotidianità degli universitari fuori sede, con l’incubo costante del bagno da pulire, la magia della pausa caffè, l’affitto da pagare e la confusione dei discorsi notturni che spaziano dalle confessioni più intime ai sogni più reconditi e difficili da realizzare.

Il tono colloquiale e i dialoghi fitti che aprono il romanzo non lasciano presagire una struttura narrativa costruita su più livelli, complessa ed intrigante. Ma il lettore attento avrà bisogno solo di poche pagine per intuire che non si trova di fronte ad una banale storia di disagio giovanile, e sorridendo inizierà diligentemente a concentrarsi su ogni particolare per aver ben chiaro il quadro d’insieme. Antoni, infatti, gioca col tempo facendo di una trama apparentemente lineare un circolo di eventi, una giostra di situazioni che si ripetono in un originale déjà vu.

Il ritmo concitato non nega alla riflessione intimistica il suo giusto peso e i momenti dolorosi sono sempre alleggeriti da un’intelligente ironia. Anche il finale rispetta la coerenza dell’intreccio, sicché l’autore può stare tranquillo: il suo Peter non è una delle tante gocce che sparisce senza lasciare segno

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«Accanto all'affabilità e alla pastosità porosa del mondo com'è, si accentua in questa nuova raccolta di Maurizio Cucchi un predicato di frugalità: abito mentale dell'io, ma soprattutto medium per umanizzare la realtà. "Sindrome del distacco e tregua" si suddivide in otto parti, prive di trama lineare, ove conta "l'insistere virtuale sulla scena, / la rapsodia sparsa e sempre minuziosa / delle circostanze". Emblema di poetica implicita, tale sigla rimanda a una compattezza intonativa e di sguardo che si avvale - più che in passato - di modalità davvero sperimentali di scrittura e d'espressione: alla polifonia e drammaturgia metrico-prosodiche di cui Cucchi è maestro si aggiungono qui stacchi in prosa tutti funzionali, oltre a due fotografie pienamente empatiche a un libro magnifico, struggente, necessario. Cronotopo è l'atlante (fisico e interiore), che permette di trascorrere dall'ucraina Pryp'jat' (a tre km da Cernobyl') a una Nizza amata e frequentata e alla natìa Milano, messa in emblema dalla centralità del Cenacolo di Leonardo fino ai margini delle sue banlieue, ripercorse attraverso la memoria viva di un libro in prosa per Cucchi fondamentale come "La traversata di Milano" (2007): omaggio ai mèntori della sua formazione, Sereni e Raboni. Il tempo di "Sindrome del distacco e tregua" è invece quello vertiginoso che salda insieme le epoche, dalla preistoria al Quattro e Seicento, fino ai brucianti fotogrammi del presente. Così può librarsi, questo Cucchi ispiratissimo, nella meraviglia aperta di una frugale quotidianità anonima». (Alberto Bertoni)

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