Classici

Cent’anni di solitudine

Márquez Gabriel García

Descrizione: Da Jose Arcadio ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquìades finalmente decifrate: Cent'anni di solitudine di una grande famiglia i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile, in attesa della nascita di un figlio con la coda di porco. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi, ma "meditato" per più di tre lustri, Cent'anni di solitudine rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, che nel 1982 valse al suo autore I'assegnazione del premio Nobel. Un libro tumultuoso con i toni della favola, sorretto da una tensione narrativa fondata su un portentoso linguaggio e su un'invidiabile fantasia. Garcia Marquez ha saputo rifondare la realtà e creare Macondo, il paradigma della solitudine, una situazione mentale e un destino più che un villaggio. Lo ha costretto a crescere avvinghiato alla famiglia Buendia. Lo ha trasformato in una città degli specchi e lo ha fatto spianare dal vento. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Su tutti domina la figura del colonnello Aureliano Buendia, il primo uomo nato a Macondo, colui che promosse trentadue insurrezioni senza riuscire in nessuna, che ebbe diciassette figli maschi e glieli uccisero tutti, che sfuggì a quattordici attentati, a settantatre imboscate e a un plotone di esecuzione per finire i suoi giorni chiuso in un laboratorio a fabbricare pesciolini d'oro.

Categoria: Classici

Editore: Mondadori

Collana:

Anno: 1988

ISBN: 9788804314639

Recensito da Claudia Oldani

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Correva l’anno 1967 quando un giovanissimo Gabriel García Márquez, scrittore colombiano poco più che emergente, mandava in stampa Cent’anni di solitudine, il suo ultimo romanzo. Quel romanzo, dapprima rifiutato da diverse case editrici, trovava finalmente editore grazie all’Editorial Sudamericana, che ne mandò in stampa 8.000 esemplari. Il calore della critica e il favore del pubblico vollero che le copie andassero esaurite in quindici giorni e che immediatamente fosse necessaria una seconda tiratura di 10.000 esemplari. L’opera si intitolava Cent’anni di solitudine e, ad oggi, è il secondo romanzo di lingua spagnola più venduto al mondo (preceduto solo dal Don Chisciotte di Cervantes). 

Cent’anni di solitudine è considerato uno dei capolavori della letteratura contemporanea. Culminò il proprio successo quando nel 1984 il suo autore venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. La spiegazione di tale fenomeno è stata a lungo discussa dalla critica e ipotizzata in sedi accademiche, eppure la formula segreta di García Márquez rimane tuttora un mistero.

La trama racconta di un’epopea familiare che sembra infinita, attraversando per intero le generazioni della famiglia Buendía, dal capostipite fino all’ultimo discendente. I personaggi sono diversi e molteplici, eppure si somigliano l’un l’altro e, cosa più caratteristica, portano a ripetizione i medesimi nomi, confondendo il lettore, senza tuttavia mai farlo sentire a disagio. Fondamentale il ruolo dei fantasmi, di cui la storia è ricca, perché essi sono infatti il nucleo portante della trama, grazie alla novità assoluta ideata dall’autore: la loro addomesticazione.

La narrazione, come dichiarò lo stesso García Márquez, si rifà alla voce della nonna che racconta una fiaba ai nipotini: il linguaggio è dunque caldo e preciso, particolareggiato e dal ritmo sostenuto. Le descrizioni, numerose e dettagliate, non annoiano mai, ma anzi rappresentano una pausa necessaria in un racconto altrimenti troppo denso di avvenimenti. Semplice e favolistico, il tono del narratore è di facile comprensione, eppure mai basso e scontato. La realtà si mischia impalpabilmente alla fantasia, creando un delizioso accordo tra ciò che è veramente possibile e ciò che appartiene alla dimensione onirica e fantastica. Proprio per questo García Márquez è considerato uno dei massimi esponenti del realismo magico.

L’alta leggibilità di Cent’anni di solitudine ha permesso all’autore di unire lettori in ogni angolo del mondo, abbracciando senza ostacoli più di quarant’anni di storia della letteratura. La sua incrollabile magia è data inoltre dal gran numero di interpretazioni possibili che lo stesso romanzo propone. Lo stile fiabesco, che strizza l’occhio alle narrazioni dell’infanzia, si sviluppa infatti su più canali che toccano la semplice storia di una famiglia ad un grado, le tradizioni della Colombia più in alto, la storia dell’Ispano-america in generale, e possono essere infine ricondotti ad una grande metafora della vita stessa. Ogni lettore comunque è libero di scegliere il proprio livello di lettura ed è anzi incoraggiato a farlo.

A riguardo della vittoria del premio nobel da parte dell’autore, è possibile avere maggiori informazioni qui.

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