Narrativa

Chiamami col tuo nome

Aciman André

Descrizione: Vent'anni fa, un'estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno "l'ospite dell'estate, l'ennesima scocciatura": uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all'estasi. "Chiamami col tuo nome" è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che "questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta".

Categoria: Narrativa

Editore: Guanda

Collana: Narratori della Fenice

Anno: 2017

ISBN: 9788823517578

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Chiamami col tuo nome di André Aciman è balzato agli onori della cronaca con le nomination agli Oscar del film di Guadagnino (leggete il commento al film di Stefano Lo Verme a questo link), che poi ha conquistato la statuetta della miglior sceneggiatura.

La vicenda è nota: è l’intensa storia – la scoperta dell’amore – dell’adolescente Elio che rimane folgorato dalla bellezza e dalla personalità di Oliver, studente universitario americano (“Finì per chiamarlo il cauboi… la muvi star”) che sta scrivendo un saggio sulla filosofia di Eraclito e viene ospitato nella villa rivierasca della famiglia di Elio (suo padre è un professore) in sei settimane estive (“Quando ripenso a quell’estate, non riesco mai a ordinare gli eventi in sequenza. Oltre ad alcune scene chiave, mi ricordo solo i momenti ripetuti”) durante le quali la convivenza, i riti estivi, le affinità culturali (“Io ero Glauco e lui Diomede”), le passeggiate nel paesaggio ligure (“Gli uliveti e i girasoli che giravano la faccia sbalorditi verso di noi quando passavamo accanto ai pini marittimi…”) sono ingredienti che catalizzano sentimenti, emozioni e scoperte affettive.

In questo commento ci soffermiamo sull’intimismo e sull’ambientazione.

Il romanzo è infatti molto meticoloso, esplicito e analitico nell’approfondire le fasi della passione: la scoperta dell’attrazione (“Che mai poteva esserci di sbagliato se mi piaceva qualcuno che piaceva anche agli altri?”), l’attenzione ai particolari e alle sfumature (“Quel Dopo! aveva sempre in sé qualcosa di brusco”), i desideri (“Fa’ che l’estate non finisca mai, che lui non se ne vada mai…”) e le rappresentazioni reciproche (“Oliver aveva quattro personalità diverse a seconda del costume da bagno che indossava”), le fantasie sessuali che si materializzano nel feticismo di alcune scene “forti” (“Piangevo perché nessuno sconosciuto era mai stato tanto gentile con me o era arrivato a tanto, nemmeno Anchise quella volta che mi aveva aperto la ferita sul piede e poi aveva succhiato il veleno dello scorpione, sputandolo fuori, più e più volte”), la carnalità del rapporto (“Alla fine uno di noi avrebbe attraversato la sottintesa Linea Maginot che non aveva mai fermato nessuno”), la creazione di un codice d’amore (“Le voci di questo elenco… Le avevo toccate come fa uno zibetto che si strofina contro gli oggetti che brama”), la fisiologia dell’amore (“Non mi aspettavo che il dolore si sarebbe aggrovigliato in fitte improvvise di sensi di colpa”), la realizzazione di una fusione che si  esprime nei corpi (“Voglio esplorare il tuo corpo, voglio sapere che sensazioni provi, voglio conoscerti e, attraverso te, voglio conoscere me stesso”), nello spirito e nelle identità personali (“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio”), il desiderio di ancorarsi  a qualcosa di concreto (“Voglio anche Svolazzina. E le espadrillas. E gli occhiali da sole. E te.”) quando la vacanza finisce…

L’ambientazione, per quanto dichiaratamente riferita al ponente ligure pur con qualche depistaggio (“Gli echi appena rimbalzano contro le scogliere di B. e si tuffano nelle secche remote dove la barca di Shelley si era scontrata con la burrasca”), viene cifrata con le sole iniziali dei luoghi: il profilo di N.(Nizza?), puntatina a B. (Bussana Vecchia?), gita a E. E questo induce a presupporre che la scelta sia stata adottata per criptare riferimenti (auto)biografici reali.

Ma la seconda parte del romanzo s’intitola “La collina di Monet” e noi ricorriamo ai quadri dell’impressionista francese per visualizzarla.

 

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

André

Aciman

Libri dallo stesso autore

Intervista a Aciman André


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

La strada

McCarthy Cormac

Rincasando dopo una cena con il commissario Ferrazza, l'ispettore Ceolin si trova di fronte a una scena raccapricciante: sua sorella Teresa è stata uccisa a coltellate e poi impiccata alla ringhiera di una scala a chiocciola. Teresa, che in passato aveva aderito a ideali di sinistra, negli ultimi anni era diventata militante di un movimento di estrema destra, Supremazia Italia. Ed è in questi ambienti che iniziano le indagini per individuare l'autore o l'autrice dell'atroce delitto. Al centro dell'accaduto pare ci sia la scomparsa di un malloppo di cinquecentomila euro, una somma considerevole che fa gola a tante persone, a qualunque schieramento politico appartengano. In una catena di ulteriori omicidi, di fughe e ritrovamenti, di tradimenti e di rimorsi, il coro degli innumerevoli personaggi del romanzo disegna un universo umano e sociale al limite della disgregazione, all'interno del quale i nostri investigatori si muoveranno con estrema difficoltà. Un mondo amorale e autocentrato, permeato di individualismo e di opportunismo, a stretto contatto con un'ondata migratoria che lentamente sta cambiando i connotati della città, provocando violente reazioni contrapposte. Saranno l'amore di Laura e una notizia inaspettata che consentiranno a Daniele Ferrazza di uscire dal caso senza grossi contraccolpi, mentre chi apparirà fortemente abbattuto sarà l'ispettore Ceolin, e non solo per la tragedia che l'ha indirettamente colpito. Con "Milano e i pensieri oscuri" Bastasi si sposta dal noir classico dei suoi precedenti romanzi all'esplorazione di altri territori, dove non esiste un'univoca soluzione del caso: perché qui l'ambito dell'indagine è soprattutto il lato oscuro acquattato nella mente di ciascuno di noi, che ci spinge ad azioni e comportamenti anche in netto contrasto con i nostri convincimenti razionali.

Milano e i pensieri oscuri

Bastasi Alessandro

Un ospite misterioso, un ragazzo bellissimo, irrompe in una famiglia borghese milanese provocando strani comportamenti in tutti i suoi membri: i due figli, un maschio e una femmina, la cameriera, il padre e la madre, vengono attratti e turbati dalla sua presenza. Si concentrano sul giovane tensioni sino a poco prima celate e represse. La madre vede in lui un figlio, la ragazza un padre e così via. Quando il ragazzo improvvisamente dovrà partire la famiglia si sfascerà, perderà cioè la vuota serenità e compattezza che prima la reggeva, quando il figlio tornava a casa dal liceo Panni, la figlia dalle Marcelline, il padre dalla sua grande fabbrica e tutto andava per il meglio. Scritto contemporaneamente alla realizzazione del film omonimo, "Teorema" traccia una parabola, come ha amato chiamarla Pasolini, in cui i giudizi emergono dalle azioni o dal comportamento dei personaggi, conformisti anche nei momenti di più acceso e velleitario anticonformismo.

Teorema

Pasolini Pier Paolo

FIRMINO

Savage Sam