Narrativa

COME DIVENTARE BUONI

Hornby Nick

Descrizione: Come si fa a diventare buoni? E, soprattutto, che cosa significa essere buoni? Katie Carr non se l'è mai chiesto: una donna che ha scelto di diventare medico per aiutare gli altri e che ha cresciuto i figli ai valori morali più profondi non ha nemmeno bisogno di porsi la questione. Finché quella donna non tradisce il marito. E allora il marito, David, decide di dare una svolta alla sua vita. Abbandona le arguzie sarcastiche con le quali non risparmiava nessuno, nemmeno la moglie e i figli, e rinuncia a versare veleno su tutto e tutti nella rubrica che firmava regolarmente su un quotidiano locale; insomma, smette di essere «l'uomo più arrabbiato di Holloway» per diventare buono. Ma buono sul serio. Niente di più azzeccato, a questo punto, dell' entrata in scena di BuoneNuove. Con tanto di piercing alle sopracciglia, una storia di droga alle spalle e tecniche di guarigione dello spirito e del corpo capaci di sfidare tutta la scienza medica, BuoneNuove aiuta David a mettere a punto strategie di bontà e varare progetti piccoli e grandi per contribuire a risolvere il problema della sofferenza umana: lasagne prese dal congelatore di casa per sfamare i barboni del parco, giocattoli e computer sottratti ai figli per intrattenere i bambini meno fortunati, esortazioni agli abitanti della via perché ciascuna famiglia metta a disposizione una stanza per un senzatetto e infine un bel manuale di istruzioni su come redistribuire equamente le ricchezze mondiali. Com'è prevedibile, Katie perde ogni punto di riferimento: il marito è irriconoscibile, i due figli si schierano l'uno con la madre e l'altra col padre, e lei deve sopportare la convivenza coatta con BuoneNuove e un senzatetto che si fa chiamare Scimmia. E, catapultata in una realtà tutta nuova, è costretta a riflettere anche sulla crisi del suo matrimonio.

Categoria: Narrativa

Editore: Guanda

Collana: Narratori della Fenice

Anno: 2001

ISBN: 9788882463915

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

 “Se qualche settimana fa qualcuno mi avesse dato la possibilità di esprimere un desiderio, penso che probabilmente avrei scelto proprio questo, perché non mi sarebbe venuto in mente nient’altro – nemmeno i soldi – in grado di migliorare la qualità della mia vita – la nostra vita – in modo così radicale. Oh, avrei mormorato qualcosa sulle cure per il tumore o la pace nel mondo, certo, ma in cuor mio avrei sperato che il genio della lampada non mi consentisse di fare la parte della persona buona. In cuor mio avrei voluto che il genio dicesse: «No, tu sei un medico, fai già abbastanza per il mondo, con quelle pustole e tutto il resto. Scegli qualcosa per te stessa»”.

Forse all’inizio lo abbiamo scelto (FORSE), ma poi le cose sono cambiate ed ora magari non ci appartiene più.

Che fare? Continuare la recita per non sconvolgere chi ci circonda? O ammettere semplicemente che ciò che vogliamo oggi è diverso da ciò che desideravamo un tempo?

Katie Carr è un medico ed anche una madre attenta e premurosa, una di quelle persone che dall’esterno tutti qualificherebbero come “buone”.

Il marito David invece cura con cinica ironia una rubrica su un quotidiano locale; è sempre nervoso, arrabbiato, un “cattivo”.

Ma il confine tra il Bene e il Male esiste davvero? O siamo tutti un po’ buoni e un po’ cattivi?

Quando ci lasciamo trasportare dalla vita, dal Caso, scopriamo aspetti sconosciuti del nostro carattere, lati oscuri o solari. Quando gli eventi si sviluppano in un modo imprevedibile, che sfugge finalmente al nostro controllo, e riusciamo ad accettare il fatto che nulla sia scontato, possiamo anche arrivare a trasformarci in ciò che non siamo mai stati o, più verosimilmente, accettarci per ciò che siamo veramente e tuttavia non credevamo di essere.

Ottima la prima parte, brillante l’idea. Poi… si perde: i capitoli diventano superficiali e il finale è asettico.

Voto: 7

Tutti noi ricopriamo un ruolo.

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Hornby

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Il ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione. Nel 1929, quando Némirovsky pubblica David Golder, il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà Il ballo), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento.

Il ballo

Némirovsky Irène

Stephen Hawking, Arianna Huffington, Coco Chanel, Brunello Cucinelli, Temple Grandin, Malala Yousafzai, Muhammad Yunus, Christopher Reeve, Giusy Versace, Franco Baresi, Christopher Gardner, Alessandro Zanardi: questi sono solo alcuni dei protagonisti delle 50 storie che compongono il nuovo volume di Roberto Cerè, autore best seller e coach i cui corsi sono seguiti da oltre centomila partecipanti ogni anno. Le "Storie Impossibili" raccontano di persone che si sono trovate in situazioni estreme: nate con invalidità o costrette dalla vita ad affrontare un trauma improvviso, hanno conosciuto la tragedia, il dolore, sono state gettate al tappeto. Ma si sono rialzate, grazie alla forza di volontà, alla tenacia, alla fiducia in se stesse, alla loro incrollabile voglia di vivere. Laddove altri si sarebbero lasciati andare, sprofondando nella disperazione, all'incrocio decisivo queste persone sono riuscite a trovare la giusta direzione. Sostenute anche dalla fede, l'arma in più di chi vuole reagire a una sorte avversa, cambiare e trasformarsi. "Storie Impossibili" è una guida al cambiamento e alla trasformazione, un libro per chi sta cercando la propria direzione nella vita, attraverso l'esempio di chi ha saputo rispondere - con successo - alla sfida degli eventi. Alla fine di ogni storia un protocollo di coaching da usare per se stessi o per aiutare gli altri.

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Cerè Roberto

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L’ultimo arrivato

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