Come il sole a mezzanotte

Warner Jason

Descrizione: Sullo sfondo di una Lione degli anni sessanta, le vite di Jean ed Eloise vengono intrecciate da un filo invisibile e allo stesso tempo separate da un muro sottile, che divide i loro appartamenti un tempo uniti. Non si conoscono, eppure la vita dell'uno entra in quella dell'altra attraverso i suoni, i rumori e le parole che il muro lascia filtrare. Sono anime logorate dalla solitudine, dall'attesa dei rispettivi amori e oscurate dalle loro esistenze, come il sole a mezzanotte.

Categoria:

Editore: Koi Press

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788898414864

Recensito da Lucilla Parisi

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Come il sole a mezzanotte. Un tempo tutto quel piano era un’unica abitazione, una casa signorile in una palazzina in stile liberty. Alla morte dello zio Gustav, Jean e sua sorella Josephine furono designati come unici eredi. Venne così eretto un muro sottile quanto un libro di poesie e una seconda porta di ingresso ricavata al posto di un altorilievo in gesso raffigurante una ninfa.

Lione è il luogo in cui si intrecciano i destini di Jean ed Eloise, i protagonisti di Come il sole a mezzanotte, le cui esistenze, divise dal muro sottile dei loro due appartamenti, si snodano parallele sfiorandosi appena, allontanandosi per poi ritrovarsi. Percorsi possibili, deviazioni improvvise, cadute libere. Si guardano senza vedersi, ascoltano il loro reciproco silenzio e percepiscono le loro rispettive solitudini. Sembra non esserci scampo: il destino si compie inesorabile sotto i loro occhi mentre loro, Jean ed Eloise, ripetono gesti noti, recitano la parte assegnata come fosse un copione già visto.

Jean è in attesa di un ritorno: Lei appare e scompare dalla sua vita, inafferrabile e così eterea da far dubitare della sua stessa esistenza. Jean cerca invano di catturarla con le parole della sua scrittura, nel tentativo disperato di dare una forma alla sua presenza, ma la macchina da scrivere con il suo ritmato ticchettio non può far altro che scandire il tempo e aumentare le distanze.

Le nubi nascondevano il cielo, l’aria era resa frizzante da una leggera brezza. Sul tetto lenzuola bianche erano tese come vele. La città tutto intorno era un irrequieto mare le cui onde si infrangevano a ogni angolo. La schiena era rivolta al cornicione, tenendo una sigaretta malandata in bocca e una bottiglia di birra accostata alla gamba. Era un naufrago alla deriva. Non scorgeva terra da mesi. Aveva perso la rotta, aveva perso sé stesso.

Eloise conosce l’attesa, è parte di lei: porta sulla propria pelle, sin dall’infanzia, i segni dell’abbandono e sembra perpetuare questa condizione in ogni sua scelta. L’amore per uomini votati ad altre passioni è il pretesto per rafforzare la propria solitudine e riscattare il dolore di un tempo.

Solamente le persone che entrano a far parte della nostra vita sono in grado di togliere via uno strato di pellicola. Chi solo un punto, chi una riga ben marcata come una cicatrice. Ed era in quelle scanalature che l’inchiostro delle emozioni si depositava per comporre la tavola dell’esistenza. Di quale fosse il risultato finale, non c’era modo di averne un’idea chiara. Si poteva scorgerne la forma in controluce in alcuni momenti, ma se fosse un’opera grandiosa o una mediocre, questo non era dato saperlo se non al termine della propria esistenza.

L’origine della profonda malinconia che scandisce le esistenze di Jean ed Eloise ha radici profonde e la narrazione ci riporta, con continui flashback, al passato in cui tutto ha avuto inizio, a un tempo in cui tutto sembrava ancora possibile.

Jason Warner, già autore del best seller Norah. L’ombra della ragione, con Come il sole a mezzanotte si conferma uno scrittore del reale, attento ai dettagli che mai appesantiscono la lettura e credibile nelle sue ricostruzioni. Scarno ed essenziale, il suo stile arriva al lettore e lo coinvolge naturalmente nella narrazione. I personaggi ben delineati e i luoghi che fanno da sfondo alle loro esistenze si fondono sapientemente, creando un tutt’uno armonioso e convincente.

 La pioggia tamburellava rumorosamente sulle carrozzerie delle auto, sugli ombrelli dei passanti, sul tetto del chiosco dei giornali impedendo così qualsiasi forma di conversazione. Salirono sul 33 pochi minuti dopo, accalcati nella ressa. Un uomo robusto, con la sua mole l’opprimeva. Jean le fece segno di prendere il suo posto. In quel momento in cui si scambiarono di posizione sentì per la prima volta il calore del suo corpo. Jean scese per primo. Si salutarono con un semplice sorriso e gesto del capo.

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