Poesia

Come un’Odissea

Crisafulli Mariapia L.

Descrizione: "'Come un'Odissea' ha come sottotitolo "appunti di viaggio", non un viaggio vero e proprio ma le impressioni di esso scolpite nella mente della protagonista, che è però poeta e sceglie le parole come mezzo per fissare le sue immagini non una macchina fotografica né una cinepresa: è soggetto, mezzo e scopo. Il riferimento è chiaro: Itaca è la meta che dà senso al viaggio, ma dopo non sarà più uguale, non sarai più uguale." (dalla prefazione di Angela Lo Passo)

Categoria: Poesia

Editore: Macabor

Collana: Quaderni di Macabor

Anno: 2019

ISBN: 9788885582538

Recensito da Laura Monteleone

Le Vostre recensioni

Come un’Odissea
Appunti di viaggio
Poesie di Mariapia L. Crisafulli

Dentro i versi di questa Odissea si sente fremere, in tutta la sua freschezza, la presenza di una donna combattiva, in cerca dell’essenza della vita. Si trova la metafora del viaggio di tutti, naviganti e complici, in quest’opera che è trasparenza di pensieri, sentimenti, desideri e passioni. Una ricchezza di espressioni colorate di purezza, incanto, speranza ed entusiasmo.

E tuttavia è un viaggio nuovo, nelle modalità e nella consapevolezza.

Come è giusto che sia, perché per ciascuno è necessario penetrare una realtà differente. Eppure si comprende senza difficoltà e ci rappresenta tutti, perché le parole sono capaci di stabilire un contatto preciso con la sostanza più universale di questa esperienza. È davvero bello il racconto che si snoda dentro il canto vibrante di questa giovane poeta, dove il mare è il compagno più potente e i richiami ad altri poeti creano familiarità e legittimità d’intenti.

Vi si riconosce una ricerca impellente, che non potrà mai essere quieta ed esaustiva, come nella poesia

L’Ineffabile

Il confine che divide il cielo e il mare
spezza anche me:
segna una linea netta
tra quel che vorrei essere
e quel che mai sarò

L’orizzonte nitido, no,
non mi soddisfa:
mai mi appagherà.
Io cerco l’ineffabile.

Ma il compito, la necessità, del poeta non si ferma davanti a nessun limite e ci svela, in fondo con semplicità, la fisionomia stessa della poesia.

Auto-psia

Il mondo che non vedo
ho imparato a crearlo:
un mondo fatto di carta
è la mia vita
che innamora inquietudini
e partorisce versi.

Poesia è la (mia) vita che non muore

Il protagonista del viaggio, novello Ulisse, dovrà conoscere e ri-conoscere sé stesso, avere la pazienza di governare (o farsi governare) da questa Odissea che ogni giorno sposta in avanti la sua meta, dove il traguardo non è altro che l’inizio del cammino più concreto, alla conquista del potenziale umano depositato in ogni creatura.

Ulysses

Quando tornerò
– solo allora –
inizierà il vero viaggio:
nel ripercorrere la strada già percorsa,
nel ritrovare i propri passi
e passarci sopra
fino a sotterrarli.
Con le nuove orme
lasciate
dalla persona che sarò.

Incantevole la prorompente femminilità dell’autrice. Debordante, come onde che trasformano impunemente la linea delle spiagge, prende inevitabilmente il sopravvento e occupa uno spazio per certi versi consacrato.

Sguardo di donna,
ammaliante prigioniero di passioni.
Quanti errori commessi
racchiusi in quel sorriso seducente:
un silente rompicapo
di lacrime nascoste.

La tela di Penelope

Quando verrai,
porta con te un fiore mai colto;
regalami il suo profumo,
senza averlo strappato alla vita.
Porta con te qualcosa di nuovo:
la tua carezza gentile
come un vigore rinato.

Quando verrai,
porta con te i tuoi silenzi;
ti prometto che saprò dargli parola.
Porta anche il nulla, se vuoi:
persino quello mi basta.
Purché tu venga.
Purché tu ci sia.

L’Odissea è un percorso affascinante, che ci ispira a guardare negli occhi il futuro, che ci insegna a fare il giusto uso della solitudine delle attese, maestra nella ricerca del senso e dell’unione con l’altro

Dia-logo

Ho imparato a scrivere perché non so parlare.
L’inchiostro è un ponte tra i pensieri
e le cose che tocco
e che vivo
e che amo
e che non so mai raccontare
occhi negli occhi dell’altro.
A voce piena.

Molto altro si potrebbe scrivere a commento di questa raccolta (fotografia di vita, idillio di creatività) ma la scelta migliore è lasciar parlare da sé ogni verso. Lasciarsi trasportare dalla convinzione e dalla verità che vi sottendono, lasciarsi modulare dalla sapiente e collaudata costruzione verbale, solo apparentemente semplice e diretta. E aderire all’accorato appello che l’autrice stessa verga in calce alla sua opera.

A te che leggi, chiunque tu sia…

Cadrai mille volte, tutte e mille farai fatica a rialzarti; ti verrà persino voglia di rimanere a terra pur di non subire l’ennesima sconfitta. Camminerai a testa bassa, spesso, lascerai il tuo entusiasmo fuori dalla porta. Sì: verranno giorni duri in cui vorresti smettere di esistere; saranno interminabili, a discapito di quelli lieti in cui ti sentirai un dio.  

La vita è una battaglia con il mondo e un armistizio con sé stessi; è un lungo viaggio in mare aperto tormentato da bufere. Un mare in cui si naufraga ma mai si affonda, perché solo così imparerai a nuotare: toccando il fondo, restando in apnea, per poi risalire su.  Ma non ti abbattere, non pensare che la tua esistenza sarà soltanto questo: non ti ingannare! Scoprirai che è molto meglio di quello che vogliono farti credere. Vedrai con i tuoi occhi – combattendo la tua battaglia – tutto il buono e le meraviglie che ci sono intorno a te. E ne godrai ancor di più perché risalteranno nello sconforto delle delusioni e della fatica. 

 Ricorda che è la notte, buia e tetra, ad accendere le stelle. E son le stelle a farci credere nei sogni. 

Mariapia

 

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