Narrativa

Sei come sei

Mazzucco Melania G.

Descrizione: Christian insegna letteratura latina cristiana, è ricco e appassionato di cronologia. Giose è stato una meteora della musica punk-rock anni Ottanta, non si è mai preoccupato dei soldi e cucina in modo splendido. Christian è razionale, prudente e talvolta distaccato; Giose è istintivo, esuberante, affettuoso fino all'eccesso. Si amano. Per avere un figlio sono andati fino in Armenia: li è nata Eva. La loro è una famiglia felice, che però si spezza con la morte improvvisa di Christian. Giose non è ritenuto un tutore adeguato e la bambina viene affidata a uno zio. Tre anni dopo Eva è una ragazzina di seconda media, fiera e orgogliosa. Durante un litigio nella metropolitana di Milano spinge un compagno di classe sotto il treno in arrivo. Convinta di averlo ucciso, fugge e raggiunge Giose in un casolare sugli Appennini: con lui risalirà la penisola per affrontare le conseguenze del suo gesto. Durante il viaggio scoprirà molto su se stessa e sui suoi genitori, e conoscerà la storia meravigliosa cui deve la vita.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Anno: 2013

ISBN: 9788806209469

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

In “Sei come sei” Melania Mazzucco narra la storia di Eva, adolescente figlia di due padri (“Mio padre si è scordato di me… Quale padre? chiese la bidella”), Christian e Giose (“Giuseppe Autunno… ha pubblicato anche un volume con le liriche delle sue canzoni, Sei come sei  - 2003, Clessidra editore”), assai diversi per estrazione sociale, cultura, carattere e personalità (“La razionalità di Christian si scontrava con l’istinto di Giose”).

La fotografia narrativa viene scattata in uno snodo delicato della figlia Eva: Christian è morto in un incidente stradale, il sistema giuridico italiano ha strappato Eva – spirito ribelle e volitivo (“Voleva il suo letto, la sua stanza, le sue barbie, i suoi padri, voleva tornare a casa, da loro”) – al genitore superstite e l’ha affidata agli zii, Michele e Sabrina, sradicandola dalla sua realtà familiare, inconsueta, ma non per questo inautentica.
Eva reagisce in malo modo allo scherno dei compagni, di cui è oggetto, e fugge da Milano per ricongiungersi a Giose. Il suo viaggio attraverso l’Italia e il ritrovarsi con il padre sono l’occasione per ripercorrere le tappe di un amore contrastato dalle istituzioni, dalla facoltosa famiglia di Christian (“i Gagliardi si tramandavano da generazioni la carriera in diplomazia o presso banche…”), dalla società.

Il romanzo ha il pregio di mostrare in chiave romanzata le traversie della paternità non canonica: la sofferta decisione di figliare (“Chi dei due lo avrebbe fatto non sapevano ancora, non sembrava importante”), la selezione del paese ove sia consentito attuare i propri obiettivi (nel romanzo, l’Armenia), la scelta della donatrice, l’inseminazione, la figura della surrogata, le difficoltà dell’impianto embrionale, il periodo dell’attesa palpitante, la scoperta dell’esperienza genitoriale.
Alla complessità del percorso clinico, si sommano ben presto le difficoltà che sopraggiungono per i pregiudizi e le sovrastrutture sociali.

Il romanzo, naturalmente, scatena nel lettore valutazioni etiche e pone drammatici interrogativi, per i quali forse non esiste una risposta univoca.
Il finale aperto è intelligente, nel lasciare uno spiraglio che consente di intravedere per quale soluzione parteggi l’autrice…

Bruno Elpis

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La storia di Paolo e “Sei come sei” di Melania Mazzucco – i-LIBRI

[…] analogia di argomento, oggi pubblichiamo il commento a ““Sei come sei”, il romanzo nel quale Melania Mazzucco narra la complicata storia della figlia di due […]

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G.

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Intervista a Mazzucco Melania G.


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Questo romanzo si svolge dall’inizio degli anni sessanta al 1984 tra una casa editrice milanese e un museo parigino dove è esposto il pendolo di Foucault. Si svolge dal 1943 al 1945 in un paesino tra Langhe e Monferrato. Si svolge tra il 1344 e il 2000 lungo il percorso del piano dei Templari e dei Rosa-Croce per la conquista del mondo. Si svolge interamente la notte del 23 giugno 1984, prima in piedi nella garitta del periscopio, poi in piedi nella garitta della statua della Libertà al Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi. Si svolge la notte tra il 26 e il 27 giugno dello stesso anno nella stessa casa di campagna che Jacopo Belbo, il protagonista, ha ereditato da suo zio Carlo, mentre Pim rievoca le sequenze temporali di cui si è detto sopra. In sintesi: tre redattori editoriali, a Milano, dopo avere frequentato troppo a lungo autori “a proprie spese” che si dilettano di scienze occulte, società segrete e complotti cosmici, decidono di inventare, senza alcun senso di responsabilità, un Piano. Ma qualcuno li prende sul serio.

Il pendolo di Foucault

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Il muggito di Sarajevo di Lorenzo Mazzoni

Mazzoni Lorenzo

Perché proprio 365 storie d'amore? Perché questo genere letterario è il solo che riesce a muoversi fra i vari sottogeneri della letteratura senza mai perdere la propria identità. Il romance è infatti declinato in decine di sfumature che contemplano escursioni nello storico, nel thriller, nella fantascienza, nell'erotico, nel fantasy e chi più ne ha più ne metta, pur mantenendo sempre la passione e i sentimenti saldamente in tolda di comando. Insomma, l'importante è che siano belle storie d'amore, dopodiché poco importa se ne sono protagonisti un pistolero e una bella ragazza all'epoca del far west o due viaggiatori dello spazio. E non importa nemmeno se i due innamorati sono entrambi uomini o entrambe donne, perché al lettore di romance piace esplorare tutte le possibili declinazioni dell'amore, senza restare ingabbiati nel pregiudizio eterosessuale. Un genere letterario, quindi, estremamente aperto e ricettivo, che offre grandi possibilità ai lettori ma anche agli scrittori, che possono sbizzarrirsi a descrivere storie d'amore e di passione all'interno dei sottogeneri a loro più congeniali.

365 STORIE D’AMORE

AA.VV.

"Dunque realismo! - proclama l'autore nella premessa al suo romanzo - E realismo vuol dire verità, vuol dire ricerca di ciò che veramente succede, sia pur doloroso e brutto; vivisezione, fisiologia palpitante, studio della vita quale essa si mostra, senza rispetti umani e senza reticenze." E l'esortazione è decisamente messa in atto nelle pagine del volume, che sono dense di vividi personaggi - primo fra tutti, la camaleontica protagonista Nanà, che, partita da Parigi, Arrighi fa capitare "per caso a Milano sullo scorcio del 1869" - e che fotografano un mondo, quello della Milano della seconda metà dell'Ottocento, con la lucidità di chi non è disposto a nascondere proprio nulla. "...Nanà giunta a Milano non era più né poteva essere più la stessa donna ch'ella era a Parigi. Io l'ho conosciuta nei pochi mesi che stette nella mia città, l'ho studiata e ho trovato che il mutamento avvenuto in lei era cosa degnissima di studio attento e profondo, e che il mondo milanese che s'aggirava intorno a lei sarebbe stato un vero peccato mortale se lo si fosse trascurato e non si fosse pensato da alcuno a portarlo innanzi ai lettori, fotografato a caldo in una fisiologia di costumi contemporanei."

NANA’ A MILANO

Arrighi Cletto