Narrativa

Comodo, silenzioso, vicinanze metrò

Spinaci Antonio

Descrizione: È un annuncio surreale quello che un lunedì come tanti compare sul Metroquadro, rivista milanese di inserzioni immobiliari: una vecchia contessa caduta in miseria mette in vendita un loculo cimiteriale della tomba di famiglia al Monumentale di Milano. Il cliente ideale? Secondo lei il pendolare che, intrappolato ogni giorno sui treni sovraffollati che fanno la spola tra Milano e l'hinterland, troverà in quell'offerta la soluzione ai suoi problemi. Almeno fino a quando l'anziana morirà. Allora, e solo allora, l'inquilino dovrà restituirle la dimora del suo eterno riposo. Colpevole della svista che ha permesso la pubblicazione dell'inserzione è Federico Plomb, impiegato alla redazione del Metroquadro e pendolare lui stesso. Dopo aver rischiato il licenziamento per questo errore, Federico assiste inerme alle reazioni a catena che ha innescato, a partire dall'atteggiamento dei media che, dapprima interessati al lato folkloristico della vicenda, ne fanno poi oggetto di serie discussioni nei talk show. Ha inizio un nuovo fenomeno: i milanesi che possiedono un loculo trovano l'idea della contessa ottima per guadagnare, e i pendolari, stanchi delle risse quotidiane per un posto sul treno regionale, rispondono alle inserzioni. E comprano. Le leggi di mercato fanno il resto. È il boom di un nuovo mercato immobiliare.

Categoria: Narrativa

Editore: Betelgeuse Editore

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788863490282

Recensito da Angela Del Prete

Le Vostre recensioni

Federico Plomb lavora come correttore di bozze alla redazione di un giornale di annunci immobiliari, il Metroquadro. Federico tutte le mattine e tutte le sere affronta l’odissea del pendolarismo. Fa parte di quei lavoratori che dalla provincia si riversano su Milano in quei pochi treni che sembrano sempre di più dei carri bestiame.

Un giorno, distratto dalla festicciola di compleanno per il direttore dell’agenzia, manda erroneamente in stampa un annuncio particolare.

L’annuncio propone la vendita di un loculo al Cimitero Monumentale, per… i vivi. In particolare per i pendolari stanchi dei viaggi in treno, delle botte, dello stress.
Quando il fatto viene scoperto si levano proteste da molti canali (Chiesa, istituzioni, ecc.) e vengono fatte le dovute scuse. Federico si prende un rimprovero dal direttore dell’agenzia Zambon e si pensa che la cosa venga presto dimenticata.
Invece qualcuno la prende sul serio, e la contessa Puricelli Gigli, che ha messo l’annuncio, viene contattata davvero da persone interessate al loculo. A quel punto si scatena un vero e proprio marketing ‘tombale’ e le persone, veramente stanche dell’inferno del pendolarismo, cominciano ad acquistare loculi, nei quali si trasferiscono fino a quando non dovranno liberarlo per la persona anziana che dovrà riposarci per sempre.
Federico è inizialmente scettico, ma poi, distrutto dall’ennesima lotta per tornare a casa, esasperato dalla violenza sia dei civili che delle forze dell’ordine nei confronti dei pendolari, abbandonato dalla fidanzata, si fa coinvolgere nell’acquisto di un loculo. Scattano così per lui tutta una serie di eventi caratterizzati da una notevole sfortuna.
“Comodo, silenzioso, vicinanze metrò” è un libro divertente e tragico allo stesso tempo. Si ride se si pensa al direttore Zambon che, solo e cinico, a un certo punto non può fare a meno di occuparsi di un pesce rosso regalatogli, per dispetto, dai suoi impiegati; si ride se si pensa che delle persone hanno solo potuto pensare di abitare in cimiteri, come se fossero campeggi.
Ma poi, anche se tutto è esasperato ai massimi, riflettiamo. Davvero ogni mattina per un pendolare è come se fosse una battaglia per la vita? In questo libro, per niente tra le righe, leggiamo violenza, cinismo, cattiverie pure. Si descrivono combattimenti corpo a corpo stile partita di rugby, non ci sono più tracce di rispetto nei confronti degli anziani o delle donne. E poi gli scontri con la polizia, le proteste anarchiche; il tutto in una Milano che sembra nutrirsi con soddisfazione di questo caos. Come si nutre del business dei loculi. Fior di locali per l’happy hour e lavanderie automatiche spuntano nei pressi dei cimiteri, gli agenti immobiliari cominciano a fare appostamenti ai funerali degli anziani per poter acquisire nuovi probabili clienti. Addirittura si arriva a occultare cadaveri per poter tenere il loculo tutto per sé.

“Comodo, silenzioso, vicinanze metrò” è un libro in cui le relazioni sono o finite o inesistenti oppure hanno secondi fini; nessuno mangia un pasto sano e si aspetta l’happy hour per cenare; i colleghi ti pugnalano alle spalle alla prima occasione. In questo libro si accetta di non avere intimità e privacy, pur di arrivare sereni al lavoro. Si mette in discussione uno dei punti base del nostro essere civili: la casa, intesa come le quattro mura che ci proteggono dalle brutture del mondo.

Siamo veramente diventati così? È un ritratto onesto, quello che fa Antonio Spinaci?
La domanda sorge anche pensando al finale perfettamente in linea con tutto il resto, ma che lascia comunque perplessi, anche se divertiti. Perché il dissacrante ritratto che l’autore fa della nostra società non delude, anzi il libro oltre a essere divertente, è brillante e ben scritto.
Un libro da leggere, insomma, per i pendolari di tutta Italia, non solo quelli milanesi che si riconosceranno nella descrizione della città. Un libro anche per i gestori delle nostre povere ferrovie e per gli agenti immobiliari. Un libro per tutti quelli che vogliono divertirsi, ma non vogliono perdere il contatto con la realtà. Bisogna leggerlo, riderci su e poi chiedersi se vogliamo davvero finire così…

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Antonio

Spinaci

Libri dallo stesso autore

Intervista a Spinaci Antonio

Mezzanotte. Nell'ascensore di un albergo una donna si alza la gonna per controllare le autoreggenti. Sta salendo al quinto piano. Ad attenderla, nella stanza 58, c'è un uomo che ha conosciuto un anno e mezzo prima. I due non si sono più visti da allora; per sei mesi non si sono nemmeno cercati, poi hanno cominciato a scriversi, per e-mail. La stanza è immersa nella penombra, così come hanno concordato. La donna entra. Si guardano, si spogliano. Lui le chiede di sdraiarsi sul letto. Lei cerca di trascinarlo con sé, lo desidera da troppo tempo. È questo l'inizio di un travolgente gioco al rialzo lungo sette notti di passione e disciplina della volontà, esplorazione reciproca del corpo e della mente. Sette notti in cui una donna e il suo amante si seducono e si scoprono, in una vertiginosa ascesa verso il culmine del piacere, verso una pienezza mai paga di se stessa.

LA SETTIMA NOTTE

Reyes Alina

Questo romanzo di Sibilla Aleramo è del 1906. La sua immediata fortuna in Italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che in seguito avrebbe fornito altre prove di valore, segnatamente nella poesia. Ma soprattutto esso richiamò l'attenzione per il suo tema: si tratta infatti di uno dei primi libri 'femmisti' apparsi da noi.

Una donna

Aleramo Sibilla

Roma, 25 agosto 1960. È in pieno svolgimento la cerimonia d'apertura della XVII Olimpiade moderna. Davanti ai capi di Stato di tutto il mondo sfilano atleti provenienti dai quattro angoli della Terra, portando con sé speranza, giovinezza, ma anche le delicate questioni di politica internazionale. Negli ambienti dei servizi segreti si diffonde la voce che ci sarà un tentativo di rapimento ai danni del presidente Gronchi da parte di una frangia deviata degli stessi servizi e di un gruppo di attivisti di estrema destra. Unendo la ricostruzione storica alla leggenda e all'invenzione, Colombati tratteggia un affresco d'epoca, nel quale scorre un thriller terribile e incalzante. Tra i protagonisti ci sono personaggi storicamente esistiti, su tutti lo scrittore americano John Fante, che si trova invischiato in una vicenda di spie e controspie. E quelli inventati, ma non meno reali, come Agostino Savio, agente segreto affascinante e ambiguo. O anche Olimpia Meneguzzer, figlia di un crudele maggiore del SIFAR in odore di golpe, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti di questo romanzo.

1960

Colombati Leonardo

Anita, redattrice in una rivista di moda, è quello che tutte sognano di essere: bella, giovane, elegante e colta. Ma anche tremendamente complicata. Sua madre e sua sorella, così concrete, non capiscono da dove arrivi la sua inquietudine, quella voglia di mangiarsi ogni attimo come fosse l'ultimo e di scappare a gambe levate non appena qualcuno minaccia di metterla in gabbia. Anita però lo sa bene: quando si guarda allo specchio, le sue "mille me" - così le chiama lei - riflettono i suoi cambiamenti di umore e la incoraggiano, la contraddicono, la rimproverano quando sbaglia. Perché Anita sbaglia spesso, soprattutto quando si tratta di uomini. I suoi errori più grandi sono tre: Filippo, affascinante e indisponibile, incontrato per caso su un volo per New York; Flavio, un incrocio di sguardi che si è trasformato in passione; e poi Jacopo, il marito che le è sempre stato accanto ma ultimamente sembra non capirla più. Anita crede di amarli tutti, ma forse la verità è che la vita le sta sfuggendo di mano, come la sua immagine riflessa nello specchio. Dovrà scavarsi dentro e fare i conti con un passato ancora dolorosissimo, per imparare a prendersi cura di sé senza smettere di innamorarsi e di sbagliare: solo così potrà ricominciare a vedersi, e a esistere, davvero.

Se non ti vedo non esisti

Levante