Narrativa

Confidenza

Starnone Domenico

Descrizione: Un giovane uomo e una giovanissima donna. Lei è vivace e brillante, insieme vivono un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a Teresa viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – dice a Pietro –, raccontami un tuo segreto inconfessabile, e io farò altrettanto. Così rimarremo legati per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Pietro incontra Nadia, e Nadia lo incanta. La morbidezza del suo corpo e del suo carattere sono come un respiro lungo, dopo tanti spigoli. Ma pochi giorni prima delle nozze Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. Dopo Lacci e Scherzetto, Domenico Starnone aggiunge una pagina potente al suo lavoro di scavo sull’ambivalenza delle persone e delle relazioni.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana:

Anno: 2019

ISBN: 9788806243562

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

La Confidenza di Domenico Starnone è quella che si scambiano Teresa, 23 anni, e Pietro, 33 anni: studentessa lei, professore lui, vivono un “rapporto che durò… circa tre anni tra esigenze mai davvero soddisfatte di reciproco assoluto possesso e tensioni che finivano in insulti, pianti e morsi”.

Nel pieno del conflitto interpersonale sgorga l’idea: “Io ti racconto un mio segreto… orribile… e tu però me ne devi confidare uno equivalente, qualcosa che se si sapesse ti distruggerebbe per sempre”.

Nelle intenzioni lo scambio di confidenze dovrebbe salvare il rapporto; di fatto, la relazione naufraga.

Teresa espatria negli Stati Uniti, ove si afferma come scienziata; Pietro sposa Nadia (“Sapeva essere gentile anche nei rimproveri”) che è l’antitesi di Teresa, diventa uno scrittore di buon successo in ambito pedagogico, mantiene una corrispondenza epistolare con Teresa (“Una sorta di matrimonio… etico”), rischia di tradire Nadia con la redattrice Tilde (“Se sgarri con quella povera ragazza, so cose che ti possono rovinare”)…

Per tutta la vita agisce sotto la minaccia che Teresa riveli il suo segreto inconfessabile (“Quella moglie d’oltreoceano, le cui irruzioni erano sempre un eccitante turbinio di possibile salvezza e probabile rovina”) e tale pericolo – una sorta di vita parallela  (“La chiamavo la mia consorte fantasmatica”) – lo costringe a un equilibrio dinamico che vivifica ed energizza.

L’epilogo – la resa dei conti – è in agguato: Pietro deve essere insignito con una onorificenza (“Ti premiamo insieme ad altri due insegnanti per tutte le cose che hai scritto e fatto per la scuola”) e Teresa (“Una vecchia megera, pronta a dire malissimo di tutti e in particolare di tutto ciò che è italiano”) viene richiamata per pronunciare la gratulatoria in una cerimonia pubblica. Sarà il momento tanto atteso della rivelazione  (“Che ci deve fare con questa onorificenza?”)? Sarà il momento della verità su un rapporto viscerale, ma impossibile (“L’invenzione del gioco del goringhio con quella nostra allegra riduzione di tutte le arti e le scienze ad aorgh, uah, vu vu vu”)? Sarà l’ora di svelare l’inconfessabile (“Erano di sicuro cose orribili ma non così orribili da essere indimenticabili, in seguito ne ho viste e sentite ben altre”)?

Narrata a tre voci – quella di Pietro  (“Un bacio è il riassunto del coito”), quella di sua figlia Emma e quella di Teresa –  la storia, per certi versi paradossale e inverosimile, vive nella tensione narrativa del segreto inconfessabile per stanare, quasi in una dimostrazione per assurdo, le forze che possono salvaguardare lo slancio vitale e la creatività esistenziale contro il rischio dell’assuefazione o della noia di rapporti annientati dall’abitudine e dall’appiattimento.

Bruno Elpis

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