Narrativa

COSA SOGNANO I PESCI ROSSI

Venturino Marco

Descrizione: Pierluigi Tunesi ha 45 anni, è l'amministratore delegato di una grande azienda, ha una figlia adolescente e una moglie che ama. Una famiglia felice. Fino al giorno in cui gli viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata. Non si potrebbe operare, ma un chirurgo abituato ai riflettori e agli interventi eclatanti lo fa lo stesso. Salvo parcheggiare poi il paziente in terapia intensiva quando l'operazione non riesce. Tra quest'uomo ormai menomato, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo che l'autore descrive nei dettagli più personali, suddividendo il romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico. Un romanzo durissimo e commovente. Un gesto civile, una testimonianza spietata e, allo stesso tempo, pietosa. L'autore è direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana:

Anno: 2005

ISBN: 9788804545330

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Mirabile azione, per un romanzo intimistico che si svolge all’interno di un ospedale.

Il dolore, la morte incombente, la vita che continua nonostante tutto…

Pierluigi Tunesi era un uomo felice e soddisfatto, ed ora si ritrova immobile in un letto della terapia intensiva. Non può camminare, non può parlare. Galleggia nella disperazione di un mondo che vede in trasparenza e lo tiene imprigionato: non è altro che un “pesce rosso”.

Il responsabile del reparto, invece, Luca Gaboardi, stessa età di Pierluigi, è una persona molto tormentata. Si sente un fallito, è in crisi con se stesso.

Venturino (che nella vita è davvero un medico)  incrocia le esistenze dei due uomini rappresentandone gli amari ed opposti punti di vista senza pietismi, nonostante l’angoscioso contesto.

Un libro originale ed emozionante.

Per le prossime tre o quattro ore il pericolo che Tunesi si tolga cateteri e sondini o che si butti giù dal letto è scongiurato. Possiamo andarcene tranquilli. Tunesi se ne starà in pace con i suoi incubi e noi possiamo tornare al nostro lavoro, che, ogni tanto, non riesco bene a capire quale sia”.

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