Poesia

Creatura breve

Galloni Gabriele

Descrizione: La nuova raccolta poetica di Gabriele Galloni.

Categoria: Poesia

Editore: Ensemble

Collana: Alter

Anno: 2018

ISBN: 9788868812928

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Creatura breve di Gabriele Galloni

Sulle pagine web del nostro giornale ci siamo già occupati di Gabriele Galloni in un precedente articolo che, dello stesso autore, commenta In che luce cadranno (cliccate sul titolo dell’opera per rileggere le note critiche alla silloge, scritte da Angelo Favaro).

Incuriositi dall’entusiastica segnalazione, abbiamo letto i componimenti – densi, epigrammatici, misterici – molecole della Creatura brevche vede la luce in questo mese di settembre carico di colori e malinconie preautunnali. Ed è una luce obliqua e metafisica quella che trapassa i versi di un giovane poeta sorprendente per intuizione, concisione e inquietudine.

Dopo la provocazione iniziale di un Outtake che, come tale, non dovrebbe apparire, ma si manifesta con spirito ribelle, titoli iterativi (Fabula e Pro verbis declinati con il # numerato) si inseguono inframezzati da un interludio che è una galleria di sei ritratti (“Padre Alessandro trucca i morti…” – “Padre Giorgio ha cent’anni…” – “Padre Claudio disseppellisce i corpi…” – “Padre Jonathan C., di Philadelphia./Scoprì per primo la casa del Diavolo…”). Sei profili, non più di sei: “Qui finisce la galleria di ritratti per il poco tempo concesso all’Autore“.

Tra ontologia

È questo:
che il mondo
diventa le cose.

Le tante
perdute

e simbolismo contemporaneo, lo spirito irrequieto del poeta percorre lungo un asintoto artistico – da eresiarca, sotto lampi profani – un mondo popolato da creature angeliche e demoniache, salme, ombre, fantasmi e reliquie in luoghi (Tijuana, Siviglia…), non luoghi (l’Erebo) e deserti (“Su questa terra secca che si sbriciola…”) da oltrepassare

a dirci che un nuovo paesaggio
(sia pure lontanissimo) è possibile“.

Lo stile è oracolare, ispirato, iniziatico, chirurgico, impietoso. Taglia, ferisce, allude e si fa esplicito.

Gabriele Galloni, Creatura breve: una voce nuova e originale, senza echi ma fortemente evocativa.

Il link dell’opera nel sito della casa editrice Ensemble

Il link dell’opera su Amazon

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Gabriele Galloni

Nato a Roma nel 1995. Ha pubblicato le raccolte poetiche Slittamenti e In che luce cadranno. Autore e ideatore, per la rivista «Pangea», della rubrica “Cronache dalla ne dodici conversazioni con altrettanti malati terminali”.

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Galloni

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W. Somerset Maugham non ha mai dovuto dilungarsi troppo a spiegare che cosa fosse il suo secondo e più celebre romanzo, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare. In diverse occasioni, si limitò infatti a precisare che Schiavo d’amore non era «un’autobiografia, ma un romanzo autobiografico» – e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell’esistenza, era solo il protagonista di una finzione, e non la controfigura del suo autore. I lettori (allora come oggi) erano quindi liberi di seguire Philip prima durante gli studi a Heidelberg, poi negli anni della bohème parigina, e alla fine per tutto il lungo, tormentoso e distruttivo amore per Mildred, la cameriera reprensibile, perfida e perciò ancor più desiderabile (di cui non a caso Bette Davis è stata la definitiva incarnazione cinematografica) che finirà quasi per ucciderlo. Ma se si può anche fingere di credere a quel diabolico illusionista di Maugham quando sostiene di aver prestato a Philip solo i sentimenti, è legittimo sospettare che poche altre volte, in letteratura, la menzogna romanzesca – anche la più sofisticata e avvincente, come questa – abbia coinciso in modo tanto fedele e tanto necessario con una personale, e quasi feroce, autenticità.

Schiavo d’amore

Maugham W. Somerset

Dell’aurora

Bandiere

L'aria tersa tremola per la calura di giugno. Judith, in piedi all'ombra di un albero ai bordi della spiaggia di Narbonne, si guarda intorno. Niente è come dovrebbe essere. È tutto falso. È tutta una menzogna. Sul sentiero non c'è anima viva. È su questa strada che Judith, uno zaino in spalla e tanta confusione in testa, sta per ricominciare la sua vita. Ha appena perso il marito Arne, e non ha che una certezza: per chiudere con il passato deve ripercorrere i passi di lui, seguendo gli appunti del diario che Arne aveva scritto durante il suo ultimo viaggio verso Santiago de Compostela. Con lei ci sono le amiche più care, quelle del martedì: la selvaggia Kiki, la fredda Caroline, l'eccentrica Estelle e la perfetta Eva. Per loro quello è un viaggio ribelle e scanzonato, come ai vecchi tempi quando dormivano sotto lo scintillio notturno delle costellazioni. Ma per Judith quel viaggio assume immediatamente una dimensione diversa. Sconvolgente. Bastano pochi chilometri per capire che nel diario di Arne c'è qualcosa di strano: le indicazioni sono sbagliate, nulla di quello che lui descrive corrisponde a ciò che lei vede. È tutto inventato o copiato da internet. Judith non riesce ad accettare che l'uomo che le è stato accanto non era quello che credeva. Eppure deve imparare a leggere dietro quelle parole per capire cosa nascondesse Arne. E deve imparare a leggere anche dietro le parole delle sue amiche. Judith non si può più fidare di niente e di nessuno. A guidarla adesso c'è solo una stella, solo una costellazione, quella del suo cuore. Solo così potrà finalmente imparare a credere in sé stessa.

LA QUINTA COSTELLAZIONE DEL CUORE

Peetz Monika