Narrativa

CREPUSCOLO

Gay William

Descrizione: Sospettando che ci sia qualcosa di strano nella sepoltura del padre, l'adolescente Kenneth Tyler e sua sorella Corrie fanno una terribile scoperta: la bara è stata profanata. Ma scoperchiando altre tombe, capiscono che c'è di peggio: cadaveri evirati, morti composti in fogge oscene. A dedicarsi alle perverse pratiche necrofile è l'impresario funebre, Fenton Breece. Mentre sua sorella vorrebbe ricattare il becchino, Tyler è invece ossessionato dall'idea di consegnarlo al giudizio della legge e degli uomini. Deve però sfuggire a Granville Sutter, un criminale assunto da Fenton Breece per recuperare - ad ogni costo - le prove incriminanti raccolte dal ragazzo. Comincia così l'avventurosa fuga per la salvezza del giovane Tyler, un inseguimento per le tortuose lande dell'Harrikin, oscura terra di nessuno e di confine.

Categoria: Narrativa

Editore: Gea Schirò

Collana:

Anno: 2006

ISBN: 9788895860053

Recensito da Alessandra Lusso

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Kenneth e sua sorella Corrie scoprono che Fenton Breece, impresario di pompe funebri, è la persona peggiore alla quale avrebbero potuto affidare la sepoltura del padre: le tombe sono profanate, i cadaveri ricomposti in pose oscene e i morti disturbati nel loro riposo eterno. Prima che la terribile verità possa venire allo scoperto, Breece assolda un uomo, Granville Sutter, perché recuperi per lui le prove incriminanti raccolte dai due ragazzi. Ad ogni costo.

Il Tennessee è patria di ottimi scrittori. Lo è stata per Cormac McCarthy, che vi ha ambientato più o meno velatamente gran parte dei suoi romanzi, cogliendo le suggestioni potenti di una terra aspra e bellissima. Lo è ora anche per William Gay, che di McCarthy ha molto, e che nel suo “Crepuscolo” ha calato una storia terrorizzante e nera in un contesto dalla bellezza quasi fiabesca, ossia le sconfinate bassure vergini e ricoperte di vegetazione del Tennessee, che Gay chiama semplicemente “i territori”. E’ qui che Gay racconta un’America lontana almeno qualche mondo da quella affascinante e patinata, a volte decadente, di cui siamo abituati a sentire dalle voci della letteratura e della cinematografia più nota di grande distribuzione: quella di Hollywood e di Kerouac, di Ellis e delle palme sbattute dal vento sulla Mulholland Drive.

Ed è questo il vero innesco della storia, il fatto che sotto i piedi dei protagonisti si dipani una magica terra di nessuno -la regione selvaggia dell’Harrikin- in cui ci sia spazio per una dimensione di assoluta bellezza, fuori dal tempo, pronta a inghiottire nel silenzio le umane vicende e tutti i loro drammi.

Il bestiame sconfina nell’Harrikin e se ne perde notizia. Anche alcuni cacciatori sono scomparsi, e gente che pensava di conoscere i boschi ha perso ogni senso dell’orientamento; qui perfino le bussole diventano inaffidabili e strane.

In fuga da una implacabile caccia all’uomo nelle terre di nessuno, lontano da ogni regola morale o giuridica, i protagonisti di Crepuscolo conosceranno aberrazione e paura, ma anche la grandezza di forze misteriose capaci di travolgere ogni patimento:

Quello che pensava Tyler era che i morti sono talmente al di là di qualunque cosa i vivi possano fare per loro da rasentare l’inconcepibilità, e lui non si era impegnato a incontrare nessuno da nessuna parte. Temeva che oltre il raso grigio trapunto della bara ci fosse solo un mondo di mistero che oltrepassava ogni comprensione umana e non teneva i vivi nella sia pur minima considerazione. Un mondo di tenebra assoluta e profondissimi silenzi“.

Violenza e bellezza, paura e contemplazione sono miscelate in un unico romanzo, che addirittura un lettore d’eccezione come Stephen King definisce “Il più bello e terrorizzante degli ultimi anni”.

Edito in Italia da una piccola casa editrice, la Gea Schirò, Crepuscolo è una piccola perla nera che ci sia augura raggiunga il vasto pubblico che merita anche prima di una trasposizione cinematografica.

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