Saggi

Croce rossa

Puliafito Alberto

Descrizione:

Categoria: Saggi

Editore: Aliberti

Collana:

Anno: 2011

ISBN:

Recensito da Ivana Bagnardi

Le Vostre recensioni

Testo di inchiesta scomodo che svela il lato oscuro di una struttura che gode, nell’immaginario collettivo, di un’immagine internazionalmente immacolata, la Croce Rossa Italiana.

Alberto Puliafito, già avvezzo a inchieste di questo tipo (ha scritto Protezione civile Spa), decide di inoltrarsi in vicoli decisamente ostici, nel tentativo di costruire un pensiero critico nei confronti di un simbolo ritenuto intoccabile, come può essere la CRI, cercando di dimostrare alcune tesi di fondo:

- è possibile un modello alternativo a quello proposto, internazionalmente, della Croce rossa.

  • - esiste uno scollamento fra gli intenti originari della Croce rossa e l’operato dei suoi vertici.
  • - esiste uno scollamento fra i vertici della Croce rossa e la base dei volontari, dei precari, dei militari, quelli che lavorano sul campo e non dietro a una scrivania.
  • -  esiste un’idea di Croce rossa che non è affine a quell’immagine raccontanta mediaticamente.

Partendo dalla storia della CRI, che affonda le sue radici nella ottocentesca battaglia di Solferino contro gli austriaci, Puliafito elenca i sette Principi Capitali, che ne costituiscono lo spirito e l’etica: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità, evidenziando il paradosso logico che ne scaturisce. La neutralità costringe il volontario a non prendere posizioni, ritrovandosi ad operare anche in regimi come quello nazista, mantenendo spesso il silenzio su fatti tragici, ma questo comportamento cozza con il primo principio, quello dell’Umanità.

L’esigenza di neutralità ad ogni costo non può esistere nemmeno negli aiuti umanitari. E’ questa la tesi che sposa l’autore dell’inchiesta, cercando di affermare che potrebbero esistere diversi modelli di cooperazione e aiuto che partono dal basso.

 

La CRI oggi è un ente di diritto pubblico non economico con prerogative di carattere internazionale. Ha per scopo l’assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace sia in tempo di conflitto. Ente di alto rilievo, è posta sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica e sottoposta alla vigilanza della Stato.

Tuttavia ciò che rende il tutto poco chiaro è la logica del commissariamento straordinario: i  commissari ricevono i loro incarichi per nomina politica (la CRI viene commissariata prima dal 1980 al 1998, poi dal 2003 fino a oggi) e questo meccanismo preclude il concetto di indipendenza della CRI.

Puliafito si concentra sull’opera svolta dagli ultimi commissari straordinari: Mariapia Garavaglia, Maurizio Scelli e Francesco Rocca.

L’inchiesta svela buchi neri nel bilancio della CRI, 154 immobili di cui si sono perse le tracce, pacchi doni per l’Abruzzo o fondi raccolti per Haiti utilizzati poi per altri fini, per non parlare del 118 in Sicilia che è divenuto un meccanismo di assunzione in campagna elettorale, con un danno per le casse pubbliche di circa 37 milioni di euro.

 

Lavoro di critica decisamente interessante, ben sviluppato e in linea con un’idea di informazione libera, il più possibile autocostruita, capace di svelare i lati oscuri non solo della Croce Rossa Italiana, ma di gran parte del nostro sistema politico/sociale, di cui la CRI ne è uno specchio eloquente soprattutto per l’immagine immacolata che da sempre l’accompagna.

Puliafito, giovane giornalista nonché regista, proprio grazie alla freschezza di un linguaggio moderno, pur cercando di salvaguardare le motivazioni profonde dei volontari, non ha paura di dirigere il mirino dell’inchiesta verso i vertici più alti:

“Raccontare è un diritto e un dovere, allora, sì, se occorrerà, se necessario sarò anche disposto a sparare sulla Croce Rossa.”

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