Saggi

Cronache dal Big-Bang

AA.VV.

Descrizione: Vorrei poter scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell'inizio, l'attesa ancora senza oggetto. (Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore)".Questo è un libro "solo di incipit": i più significativi della letteratura mondiale (da Omero alla letteratura contemporanea) narrati, con "svolgimenti molteplici, inesauribili", da una ventina di scrittori, a cui si aggiungono le testimonianze sulla "potenzialità" e difficoltà dell'inizio" di Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Melania Mazzucco, raccolte dallo scrittore e magnifico "conversatore" Paolo Di Paolo.

Categoria: Saggi

Editore: Hacca

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788889920695

Recensito da Nicoletta Scano

Le Vostre recensioni

 

Quelli di Hacca da qualche mese han pubblicato un libro sui libri. Anzi, sugli incipit dei libri. Non che siano i primi a portar questa idea in libreria. Ad esempio ci avevano costruito un quiz Fruttero e Lucentini, che nel 1993 hanno curato Incipit. 757 inizi facili e meno facili. Un libro di quiz e di lettura, curiosità non taciuta ma anzi raccontata da Lidia Sirianni che in questo libro di Hacca scrive una bella divagazione sugli incipit in fondo alla raccolta.

Ma che bellezza leggere questo libro: sebbene i lettori più assidui troveranno citati incipit ben noti, è sempre un piacere quasi corporeo assaporare le parole messe in scritto proprio in quel delizioso ordine che ci ha colpito la prima volta che abbiamo letto un romanzo. Quel carattere, quella forza di trascinarti dentro un mondo racchiuso tra le pagine che non ti consente di riemergere fino alla fine del viaggio: ecco dove sta la forza di questi bellissimi incipit scelti e raccontati, analizzati quasi scientificamente e al contempo venerati da sedici autori che raccontano il loro incipit preferito, seguiti da due pezzi di più ampio respiro di Lidia Sirianni e Giulio Ferroni e conclusi magicamente da quattro conversazioni sugli incipit tra Paolo di Paolo e quattro big della nostra letteratura. Tra cui il compianto Antonio Tabucchi. E ci mancherebbe. Se non si parlasse di lui, o meglio con lui degli incipit, si tralascerebbe uno degli inizi più incisivi, e originali, e incalzanti degli ultimi decenni: quel Sostiene Pereira, reiterato quasi ossessivamente, che regge il ritmo di tutto il suo romanzo più noto.

Ognuno ha il suo preferito, di incipit. Ma ammettiamolo, spesso son le prime righe di un libro a fissare l’impressione che abbiamo dell’opera: a volte un incipit di carattere, da solo ci fa perdonare intere pagine di noia. Un po’ come un colpo di fulmine, noi lettori ci innamoriamo di una folgorazione, un’impressione attraente, un’affermazione arguta.

Così mi sono incantata con i miei libri preferiti, come un’innamorata che col batticuore incrocia il primo sguardo con lui. E i primi amori non si scordano mai, si dice. E infatti son quei libri che ho letto e riletto fino a mandarne alcuni passaggi – e sempre gli incipit – a memoria. Lettrice superficiale, potrei dirmi, come ingenuo è un colpo di fulmine, che prescinde dalla sostanza.

Può darsi. Ma non sarà un caso che molti di quegli incipit sian ripresi in questo libro. E che leggendo quelli di cui si son innamorati altri qui, nelle Cronache del big bang, mi sia venuta voglia di entrare in libreria, e procurarmi anch’io quelle avventure.

 

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Aa.vv.

Libri dallo stesso autore

Intervista a AA.VV.

Mantieni il bacio

Recalcati Massimo

La sovrana è sola nei suoi appartamenti. Ha congedato anche le dame di compagnia, contravvenendo a ogni etichetta di corte: l’incontro che sta per avvenire non deve avere testimoni. Perché l’ospite di Caterina de’ Medici, quell’ometto zoppicante dai lunghi capelli grigi, è messer Nostradamus, maestro dell’occulto. A lui Caterina vuol chiedere l’interpretazione dei sogni di morte che la tormentano sin dall’infanzia, a lui vuol chiedere una rassicurazione per il futuro dei propri figli, ma soprattutto da lui vuole una spiegazione sulla trentacinquesima quartina delle Profezie, che, ne è sicura, riguarda suo marito, Enrico II di Francia, destinato a morire giovane «di crudele morte». La risposta dell’astrologo è criptica, come le sue quartine: lui scrive quello che deve, ma non pretende di comprenderne il significato. Dentro di sé però Caterina conosce la verità, chiusa in quella perla insanguinata posata sul suo cuore: il destino non può essere ingannato, e il sangue versato chiama solo altro sangue...

LA REGINA MALEDETTA

Kalogridis Jeanne

Una sparatoria in pieno giorno sulla porta di un bar nella periferia di Brescia. E, mentre una Vespa si allontana a tutto gas verso la tangenziale, un barbone che passava di lì per caso si accascia sul marciapiede. Sembrerebbe una faccenda di poco conto, eppure... Subito emergono alcune stranezze: se si trattava di un vagabondo, perché allora indossava una camicia cifrata e di ottima fattura e aveva le unghie dei piedi curate? E come mai è stato colpito da ben due colpi, uno di striscio alla spalla e l'altro, letale, in pieno viso? Un proiettile vagante passi, ma due... I conti non tornano per il commissario Miceli, che, in assenza del commissario titolare Grazia Bruni, è stato reintegrato a tempo pieno, con buona pace della sospirata e sempre più lontana pensione. E, come sempre, quando i conti non tornano, Miceli chiama in aiuto il suo vecchio amico, l'inossidabile ex giudice Petri. Nonostante le flebili, se non quasi inesistenti tracce - un anonimo mazzo di fiori di campo lasciato chissà da chi sul luogo del delitto -, i due investigatori riusciranno a dare corpo a un caso che rischiava di scomparire, come la sua vittima.

Fiori per un vagabondo

Simoni Gianni

Laura è giovane, bella e molto amata. Ha sposato un famoso scrittore che la venera, lei stessa scrive, va a teatro, è un’esperta storica dell’arte. E’ capace di concedersi emozioni intense con altri uomini, senza farsi travolgere dal senso di colpa. E’ generosa di sé e delle proprie ricchezze. Ma, in certi momenti, su di lei cala un cono d’ombra. “Ho il ghibli” dice, secondo l’immagine evocata da uno dei suoi amanti: perché davvero è come se si alzasse nel suo cuore il temibile vento del deserto, che la prostra e la costringe a giorni di reclusione durante i quali nessuno deve azzardarsi a toccarla. Poi torna la bonaccia, e Laura è di nuovo la donna volubile ma anche luminosa che tutti ammirano. Fino a che, una notte, Laura scompare. Incontrando chi l’ha conosciuta, presto il commissario Maurizi – incaricato delle indagini sulla sua sparizione – capirà che di Laura, come di una divinità antica, ognuno ricorda un volto diverso. Al primo sguardo sembra una donna facile, che non vuole perdere una sola occasione. E invece le tracce che portano a lei sono quelle invisibili lasciate dalle domande che si è posta senza tregua, dalla tensione bruciante nascosta in ogni suo gesto. Proprio come nel movimento dei corpi al centro dell’affresco del Beato Angelico che Laura stessa aveva saputo interpretare con una intuizione straordinaria, quello dedicato alle parole che Gesù dice a Maria Maddalena dopo essere risorto: Noli me tangere, Non toccarmi…

Noli me tangere

Camilleri Andrea