Narrativa

Cuore primitivo

De Carlo Andrea

Descrizione: Mara Abbiati, scultrice italiana, e suo marito Craig Nolan, famoso antropologo inglese, hanno una piccola casa di vacanza vicino a Canciale, paesino ligure arrampicato tra il mare e l’Appennino. Un mattino d’estate Craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo, e la vecchia copertura gli cede sotto i piedi. I Nolan, alla ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con Ivo Zanovelli, un costruttore dall’aspetto ribelle e con molte ombre nella vita. Nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente l’equilibrio già precario di ognuno dei tre si rompe, facendo emergere con violenza dubbi, desideri, contraddizioni fino a quel momento dormienti.

Categoria: Narrativa

Editore: Bompiani

Collana: Letteraria italiana

Anno: 2014

ISBN: 9788845277405

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Il teatro di “Cuore Primitivo”, l’ultimo romanzo di Andrea De Carlo, è un paesino ligure: “Canciale gli era sembrato un luogo rude, sciatto, semidesolato; l’umida, sparsa periferia campestre di un paesino preappenninico arrampicato sulle ripide coste di monte tra luce e ombra”.

Lì, nella casa di vacanza, si attua l’agonia sentimentale di Mara Abbiati (“una giovane scultrice di talento appena uscita faticosamente da una lunga e difficile storia con un liutaio ciclotimico”), artista specializzata nella scultura di gatti (“i suoi gatti sono il risultato di un lungo percorso di ricerca e affinamento, l’unico soggetto a cui si dedica da anni”), e del marito, l’antropologo Craig Nolan, “uomo diffidente, iperrazionale, emotivamente sorvegliato”, che sta lavorando alla “uscita dell’edizione italiana di Cuore primitivo”.
Dopo la rovinosa caduta dal tetto di Craig, la coppia decide di affidare il ripristino della copertura a Ivo Zanovelli (“con quella catena d’oro al collo, quelle maniche tagliate per mettere in mostra le spalle e le braccia muscolose, i tatuaggi tribali”) e questa è l’occasione per far emergere conflitti e incomprensioni astiose della coppia (“i balcanici indemoniati picconano il tetto come furie, lo squarcio nel soffitto… si allarga a vista d’occhio, la polvere satura l’aria…”).

Andrea De Carlo approfitta di una trama in sé semplice per dare libero sfogo alle abilità espressive che lo contraddistinguono: spaziando dall’analisi psicologica dei personaggi (“No grazie, sono vegetariana”… “A lei sembra che sia un buon punto di separazione tra le loro due visioni radicalmente diverse della vita, un elemento simbolico d’importanza decisiva in termini etici e intellettuali”), all’immedesimazione nei lori punti di vista, all’approfondimento delle dinamiche umane, l’autore conduce il lettore nei meandri socio-culturali e perfino lessicali (“Del resto sarcasmo non deriva dal greco sarkazein, che vuol dire strappare la carne, digrignare i denti per la rabbia?”) che articolano la complessità della vita relazionale.

La ricerca narrativa che abbiamo conosciuto in “Treno di Panna”, la profondità drammatica di “Due di due”, l’umorismo sottilmente intellettuale di “Giro di vento” e la caratterizzazione dei personaggi di Uto confluiscono in quest’opera nella quale si assapora il gusto dell’espressione e dell’analisi.

Lo stile è quello che rende Andrea De Carlo riconoscibile a colpo d’occhio: nel climax delle domande (“L’ipotesi dell’ossessione erotica per un maschio non evoluto, favorita da un equivoco semantico?”), negli echi culturali (un capitolo sembra riproporre in versione contemporanea l’inno alla velocità del futurismo: “Quello che gli piace è essere la bestia, corpo ruote telaio motore”), nell’utilizzo frequente di onomatopee da fumetto (“Stonk! Sbam-sbam-sbam!…”), nell’attenzione per le manifestazioni corporee ed esteriori (“Craig Nolan e sua moglie restano per qualche secondo sul prato in atteggiamenti generici… Per quanto la posizione eretta di un essere umano fermo possa sembrare statica, le misurazioni strumentali mostrano uno stato di oscillazione continua dalla caviglia al piano saggitale, quasi inavvertibile allo sguardo”), nella conduzione di retropensieri paralleli alla dinamica superficiale dei dialoghi (come nel colloquio tra Craig e la vicina Launa che stende la biancheria: “Le possibili ragioni per cui un’anziana signora come questa indossi biancheria intima non puramente funzionale”).

Un romanzo molto psicologico (per alcuni passaggi mi ha ricordato “Scene da un matrimonio” di Bergman) ed etnologico. Intellettualmente divertente.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Andrea

Carlo

De

Libri dallo stesso autore

Intervista a De Carlo Andrea

Romanzo d'esordio di un giovanissimo scrittore, La solitudine dei numeri primi è stato uno dei più eclatanti casi letterari degli ultimi anni: cresciuto grazie all'entusiastico passaparola dei lettori, il libro ha incontrato il plauso della critica ed è arrivato a conquistare molti premi, tra cui il principale riconoscimento letterario italiano, lo Strega. Al centro della storia - e di una narrazione che corre tesa verso il finale e brucia per le sue implicazioni emotive - le vite speciali di Alice e Mattia, entrambe segnate da un episodio traumatico accaduto nell'infanzia: un marchio a fuoco che li accompagna, insieme allo sguardo dell'autore, attraverso l'adolescenza, la giovinezza, l'età adulta. I loro destini si incrociano e i due ragazzi si scoprono strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.

IL CORPO UMANO

Giordano Paolo

In una Istanbul labirintica e malinconica, un giovane avvocato scopre improvvisamente che la moglie è svanita nel nulla. Anche il fratellastro di lei, un celebre giornalista, è introvabile. Inizia così un giallo filosofico che porterà l'improvvisato detective a scoprire ciò che non avrebbe mai voluto sapere.

IL LIBRO NERO

Pamuk Ohran

Roma 1139. Inquieto, un uomo alza gli occhi alla volta celeste. Seguendo le indicazioni dei suoi predecessori, è arrivato nella Città Eterna per assistere all'eclissi che mostrerà un allineamento astrale unico. All'ora stabilita, la luna a poco a poco si dissolve nell'oscurità, rivelando 112 stelle. È il segno che l'uomo aspettava: ancora 112 papi, poi, sulle rovine della Chiesa, sorgerà un nuovo mondo. Roma, 2000. Incredula, una giovane archeologa fissa il cielo. Poche ore prima, il Vaticano le ha ordinato d'interrompere gli scavi nelle catacombe di San Callisto, mettendo così fine alla sua carriera accademica. E adesso lei giace sull'asfalto, in una pozza di sangue. Tuttavia, nell'istante in cui l'aggressore le ha conficcato il pugnale nel petto, Elisabetta ha notato un dettaglio agghiacciante. Un dettaglio impossibile da dimenticare. Roma, oggi. Sconcertata, una suora studia i simboli astrologici tracciati sul muro. Ma quello non è il solo enigma custodito dall'antico colombario di San Callisto. Intorno a lei, infatti, ci sono decine di scheletri caratterizzati da un'anomalia inquietante: la stessa anomalia del sicario che, anni prima, aveva cercato di ucciderla. Decisa a far luce sul mistero, suor Elisabetta entra in possesso di un rarissimo esemplare del Dottor Faust di Marlowe e intuisce che quei versi sono il codice per svelare il cerchio diabolico che lega passato, presente e futuro. Perché il papa è morto, il conclave è alle porte e la profezia sta per compiersi…

Il marchio del diavolo

Cooper Glenn

Scritto nel 1795 con il titolo di Elinor and Marianne, "Ragione e sentimento" viene pubblicato nel 1811. Come gli altri maggiori romanzi della Austen, descrive le vicende di un'anima ingenuamente romantica che, attraverso l'esperienza, giunge a comprendere infine la realtà dell'esistenza. Protagoniste sono le giovani sorelle Dashwood, Elinor e Marianne, che, alla morte del padre, sono costrette a fare i conti con le ristrettezze economiche nella loro nuova e modesta casa nel Devonshire. Qui conosceranno le pene e le gioie dell'amore e, imparando a conciliare la ragione con il sentimento, diventeranno donne. Attorno a questo processo di maturazione la Austen tesse una trama piena di grazia e ironia, in cui con la sua elegantissima prosa riesce ad analizzare e descrivere con straordinaria sottigliezza il contrasto e il dissidio tra istanze psicologiche e morali.

Ragione e sentimento

Austen Jane