Giallo - thriller - noir

Dalle nove a mezzanotte

Rambaldi Paola

Descrizione: Estate 1963. Brisa è una spilungona con un bel corpo, un naso "importante" e una vistosa eterocromia che impressiona chi la guarda. Non solo: Brisa è una stria, una strega in grado di leggere il futuro degli altri anche solo sfiorando una fotografia con una ciocca dei suoi lunghi capelli. La gente si rivolge a lei per sapere come finiranno le storie d'amore, proprie o di personaggi famosi, oppure per ritrovare parenti scomparsi. Durante una gita all'Isola d'Elba, l'intervento di Brisa permette di salvare la vita a Jolanda, una giovane donna caduta dal traghetto. Ma si era davvero trattato di un incidente? E, poi, che fine ha fatto la vecchia Avemaria, scomparsa all'improvviso dopo aver portato fiori al cimitero? Mentre alcuni misteri del passato trovano finalmente una soluzione e vecchi amori tornano a bussare alla porta del presente, Brisa si troverà coinvolta in una vicenda che solo la sua presenza di spirito permetterà di districare.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Clown Bianco Edizioni

Collana: I gechi

Anno: 2022

ISBN: 9791280575135

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Dalle nove a mezzanotte di Paola Rambaldi, romanzo finalista al concorso letterario Garfagnana in giallo 2022

Dalle nove a mezzanotte può succedere di tutto. E di tutto, di più, accade Dalle nove a mezzanotte – per mano di Paola Rambaldi – nella Ca’ de Casini (nomen omen, verrebbe da dire), una stamberga isolata ove, inconsapevolmente, si danno appuntamento le due inquiline (Brisa e Desdemona), un pretendente della prima (Puschin), la di lei cugina, due gemelli malassortiti e una banda di farabutti della peggior specie.

Ma procediamo con ordine e partiamo dalla protagonista di questo romanzo finalista al Garfagnana in giallo 2022.

Brisa è reduce dalla delusione d’amore che le ha cagionato Primino, titolare di un’impresa di pompe funebri (“L’unica impresa di pompe funebri di Gorino… era inevitabile che Smamarela si servisse dell’ex fidanzato di Brisa”). Dopo un soggiorno a casa di parenti, tra cugine che – per malvagità – assomigliano alle sorellastre di Cenerentola (“Cheti e Sara sono tutte vispe ed elettrizzate”), Brisa trova lavoro nello studio di un dentista (“Lo studio odontoiatrico… il dottor Sarti era stato chiaro: lì dentro non ci voleva palle di cristallo o pendolini… Il loro doveva solo essere un servizio supplementare per i pazienti ed esigeva che questi ne uscissero soddisfatti”) e decide di alloggiare alla Ca’ de Casini, ove già abita la collega di studio Desdemona, con la quale Brisa condivide la passione per le arti divinatorie (“Una carta come la morte doveva essere vista come il cambiamento che prelude una rinascita…”).

Nel paese si verificano misteriose sparizioni: dov’è finita la povera Ave? Alcuni bambini vengono ritrovati cadaveri (“Due bambini trovati morti senza una scarpa”). Di questi orrendi delitti viene sospettato Romeo detto “il castrato”. Agli eventi delittuosi si intrecciano gli strascichi di due gravidanze delle quali è artefice un prepotente personaggio con il ciuffo alla Little Tony.

Ma non vogliamo togliere il gusto della suspense ai lettori e, dunque, non riveliamo altri particolari della trama.

Ci soffermiamo piuttosto sulla protagonista: ha le phisique du rôle della strega (“A Gorino campava facendo la stria, la strega. Le sue doti erano richieste soprattutto per ritrovare gente scomparsa, per sapere se i futuri generi fossero o meno affidabili e per scoprire il sesso dei nascituri…”), sia per il profilo (“Quel naso gobbo e quegli occhi troppo diversi, poi, spaventavano perfino i bambini”), sia per un’anomalia genetica che la rende a suo modo attraente (“L’eterocromia… Capita a una persona su cento, ma quando è accentuata come la mia, la gente gira al largo”), sia per i poteri paranormali dei quali sembra godere (“Brisa coi suoi capelli ci mangia. Ci lavora…”).

E apprezziamo l’ambientazione anni Sessanta del romanzo, ricco di immagini e situazioni dell’epoca (“Ti offro un’Etichetta nera. Il brandy che crea un’atmosfera?”) e con una colonna sonora scandita da canzoni vintage.

Per non parlare dell’ambientazione gotica nella Ca’ de Casini: un casolare sotto il quale si snoda un labirinto di cunicoli (“Dai sotterranei si diramano un sacco di cunicoli che nemmeno so dove portano, stretti come quello di cinquanta metri che conduce al pozzo del cortile”), con una collezione di ganci da macellaio (“Dai soffitti pendono ganci da macellaio infestati da ragnatele nere e l’odore di muffa toglie il fiato”) e tagliole di ogni dimensione (“Oltre ai pipistrelli dalle pareti pende anche una collezione di tagliole disposte in ordine crescente”), e con un pozzo nel quale si concentreranno gli ultimi, drammatici e concitati minuti della vicenda.

Crediamo di aver fornito una panoramica completa degli intriganti ingredienti che caratterizzano questo romanzo, la cui divertente e avvincente lettura non può mancare agli appassionati del genere (e anche non), come avremo modo di approfondire anche nell’intervista all’affascinante autrice, di imminente pubblicazione sulle pagine web di www.i-libri.com

Bruno Elpis

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