Giallo - thriller - noir

D’argine al male

Conventi Gaia

Descrizione: Nell'estremo lembo della provincia ferrarese, dove il Po incontra il mare, Giovanni e Iolanda, fratelli e nemici, devono patteggiare per sopravvivere...

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Le Mezzelane

Collana: Ossessioni

Anno: 2017

ISBN: 9788899964559

Recensito da Redazione i-LIBRI

Le Vostre recensioni

Segnaliamo la pubblicazione di D’argine al male (Dove i topi non muoiono), l’ultimo romanzo di Gaia Conventi.

In attesa di commentare da queste pagine l’ultima opera dell’autrice ferrarese, riportiamo qui biografia e sinossi illustrate nella pagina web che la casa editrice Le Mezzelane ha dedicato a questo nuovo romanzo.

Intanto, come aperitivo, Vi riproponiamo i link relativi a due racconti di Gaia, nonchè l’intervento della scrittrice nella nostra rubrica dedicata a “Le città invisibili” di Calvino:

Da lassù abbraccia piazza Trento e Trieste

Il vestito del morto

Sofronia

I racconti sono impreziositi dalle foto catturate dallo sguardo critico, artistico e al tempo stesso ironico di Gaia.

La redazione

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Gaia Conventi è nata a Goro (FE) nel 1974 ed è diplomata al Liceo scientifico. Ha frequentato Scienze dell’educazione all’università di Ferrara, facoltà che ha lasciato per lavorare come metalmeccanico alle Poste Elettroniche di Bologna. È stata anche pescatore di vongole e barbiere. Ha vissuto per un decennio a Ferrara per poi trasferirsi a Copparo, dove collabora alle iniziative culturali della Biblioteca Comunale. I suoi testi sono sempre ambientati a Ferrara e nella provincia, come omaggio ai luoghi e alle persone che ama. Ha iniziato a scrivere gialli nel 2003 per ovviare a una giornata di pioggia.

Ha pubblicato diversi romanzi e antologie: con Stefano Borghi le raccolte mistery Sulfureo racconti in giallo e nero (Edizioni Edigiò, 2007), Chiaro di lama (Edizioni Edigiò, 2008), I deliziosi delitti di LittleTown (Edizioni Edigiò, 2009); il breve romanzo storico Enigma pagano (Edizioni Carta e Penna, 2008), ancora con Stefano Borghi; i gialli comici Una scomoda indagine e un cane fetente (Caravaggio Editore, 2008) – vincitore del Piemonte Noir 2008 –, La morte in pentola (Edizioni Forme Libere, 2010) – secondo classificato al Premio Nazionale di Arti Letterarie 2009 e vincitore del premio Passi nel buio 2009 –; il noir erotico CipriaVaniglia (Edizioni Damster, 2011), scritto con Maria Silvia Avanzato e vincitore dell’Eroxè Context 2011; il giallo comico Giallo di zucca (Betelgeuse Editore, 2013) – terzo classificato al concorso nazionale Delitto d’autore 2009, finalista al premio Dal manoscritto al libro III edizione di Perrone Editore, menzione d’onore nella sezione editi di Garfagnana in Giallo 2013 e secondo classificato al Premio Internazionale Giornalistico di Ferrara –; il volume Novelle col morto (Betelgeuse Editore, 2014) che raccoglie due brevi romanzi gialli dal taglio comico. I suoi racconti sono presenti in molte antologie: Lama e Trama 2010, Orme Gialle 2010, Riso Nero, Melissa il fantasma dell’A4 – antologia tributo a Danilo Arona, Nero per 9.

Nel 2009 ha vinto il MystFest – Gran Giallo Città di Cattolica col racconto La morte scivola sotto la pelle (Giallo Mondadori n° 2993) e nel 2010 è tornata in finale col racconto inedito Dieci insonni nel limo.

Nel 2015 è stata tra gli organizzatori del festival letterario GialloFerrara e segretaria del concorso letterario nazionale Giallo Ferace. Dal 2015 segue in qualità di fotografo il campionato italiano di tiro dinamico sportivo. I suoi resoconti dai campi di gara si trovano sul giornale online Il Mostardino. Sul web si è occupata di editoria e recensioni per i lit-blog La poesia e lo spirito e Sul Romanzo, sul suo blog Giramenti pubblica recensioni librarie e gallerie fotografiche.

Ha da sempre l’hobby della fotografia, legge di continuo e quando può parte all’avventura. Negli anni ha stabilito che la meta importa poco, ovunque ci sono cose curiose da fotografare e persone interessanti da conoscere. Dal 1998 è sposata con un musicista, da molto prima ascolta canzoni italiane degli anni Trenta.

D’argine al male – Nell’estremo lembo della provincia ferrarese, dove il Po incontra il mare, una piccola comunità deve fare i conti con le bizzarrie del grande fiume. Allo stesso modo, Giovanni e Iolanda, fratelli e nemici, devono patteggiare per sopravvivere. La loro casa è nascosta nella golena; lì accanto, nella campagna bonificata, il cimitero. Il Po e l’Adriatico scandiscono ore e stagioni come le campane a morto segnano i giorni dei protagonisti. Lui con un passato di ricoveri psichiatrici, lei priva di uno scopo e intenzionata a trovarne uno.

L’anziana madre ha lasciato dietro di sé le macerie di un morboso rapporto con la figlia. E Giovanni, a cui la madre ha sempre preferito Iolanda, ora può finalmente far scontare alla sorella anni di materne angherie. Ma non sarà questo a innescare il meccanismo che li porterà allo scontro, perché mentre Giovanni trama Iolanda agisce: rimasta senza la madre da accudire, l’anziana donna cerca una bambola a cui prestare attenzioni. Francesca, una bambola viva. Sarà lei a riportare a galla il marcio che cova nel passato di Giovanni e Iolanda. Divisi seppur inscindibili, ma nella vecchia casa non c’è spazio per entrambi.

...

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“D’argine al male” su I-Libri – oj29r3ej

[…] I-Libri (QUI) alcune cosette che mi riguardano: una vecchia intervista, qualche racconto, la sinossi di […]

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