Letteratura inglese

David Copperfield

Dickens Charles

Descrizione: David, orfano di padre, vive una infanzia felice con la madre, ma questa poi si risposa con il signor Murdstone, un uomo crudele che la porta alla tomba. Privo di affetti, David sperimenta la dura scuola del maestro Creakle. Il patrigno gli impone un lavoro avvilente in un negozio di Londra. Disperato fugge a piedi a Dover, dove una zia, Betsey, accetta di occuparsi di lui. Lo manda a Canterbury, per educarlo, in casa del suo avvocato, padre di Agnes, una dolce fanciulla. Divenuto cronista parlamentare e conquistata anche fama letteraria, David sposa Dora che pochi anni dopo muore. Il giovane allora si accorge della dolce Agnes che sposa, dopo aver salvato il futuro suocero dalle trame del suo amministratore.

Categoria: Letteratura inglese

Editore: Einaudi

Collana: Tascabili Classici

Anno: 2005

ISBN: 9788806177058

Recensito da Gloria Somaini

Le Vostre recensioni

Aggiungerò soltanto, a quanto ho già scritto della mia perseveranza in quell’epoca della mia vita e di un’energia paziente e costante che cominciò a maturare in me e che so essere la parte forte del mio carattere (se ho  forza di qualche tipo), che qui, volgendomi  a guardare indietro, riconosco la fonte della mia riuscita. Sono stato fortunatissimo nelle cose materiali: molti hanno lavorato più di me e non hanno ottenuto metà dei miei risultati; ma io non avrei mai potuto fare quello che ho fatto senza le abitudini maturate in quel periodo, abitudini d’ordine, di puntualità, di diligenza, senza la determinazione di concentrarmi su un oggetto alla volta, anche se  seguito a brevissima distanza da un altro. Sa il cielo che non scrivo questo con spirito di autoesaltazione. L’uomo che passa in rassegna la propria vita, come faccio io qui svolgendola pagina per pagina, deve essere stato davvero se può farlo senza che la coscienza gli rimproveri molte qualità neglette, molte occasioni perdute, molti sentimenti contrastanti e perversi sempre in lotta nel suo cuore e continuamente vittoriosi su di lui. Posso dire di non avere una sola dote naturale di cui non abbia abusato. Voglio soltanto dire che, qualsiasi cosa io abbia cercato di fare in vita mia, ho cercato di farla bene, con tutta l’anima; a qualunque cosa mi sia dedicato, mi sono dedicato interamente; che, nelle cose grandi e nelle piccole, ho sempre fatto veramente sul serio.

Charles Dickens nasce il 7 febbraio 1812 a Landport, una cittadina vicina a Portsmouth, Inghilterra. Il David Copperfield esce a puntate nel corso del 1849 ed è certamente il suo romanzo maggiormente autobiografico, in cui Dickens ripercorre tante vicissitudini della sua vita, dagli studi legali ai primi approcci alla scrittura, dai debiti paterni che lo costringono a un periodo di prigionia alla morte della prima donna amata.

Il personaggio di David parla direttamente al lettore attraverso una maschera, paradossalmente non ingannevole, di ironia e ingenuità, che spesso permette di seguirne le disavventure con un lieto sorriso sul volto. David Copperfield è un romanzo in crescendo, che inizialmente si presenta come semplice cronaca e biografia. Somiglia a un insieme di puntini che poi, allontanandosi pian piano, svela un intero quadro.

Tanti sono i personaggi che prendono parte alla vita del piccolo David, e ciascuno di loro ha caratteristiche proprie che riescono a renderlo unico e reale. Alcuni cambiano, mostrando un lato più sensibile e giustificando così un atteggiamento inizialmente burbero, mentre altri riconoscono semplicemente la propria debolezza e vi si arrendono, spegnendosi come dei bellissimi ma caduchi fiori sbocciati troppo presto.

La figura femminile è descritta in questo romanzo con una gentilezza e una poeticità che raramente si trovano nei romanzi odierni; tutte le donne che ruotano attorno a David, dalla madre alla prima moglie Dora, dall’affettuosa bambinaia Peggotty alla saggia Agnes, sono per lui dei fari che lo aiutano ad orientarsi nella vita, e vengono presentate come completamento irrinunciabile per la formazione di quella figura di uomo adulto che il protagonista rincorre per tutta la vita.

La bontà che contraddistingue i personaggi maggiori dell’opera non perde occasione di seminare qualche traccia anche in chi, come Steerforth, sembra irrimediabilmente perduto, e riesce comunque a migliorare il loro ricordo, come se una luce migliore risplendesse anche suoi meno meritevoli proprio grazie all’intervento del buon cuore di David. La cattiveria senza scrupoli attribuita a Heep o al patrigno di David è invece descritta da Dickens attraverso stratagemmi particolari (come l’abitudine di compiere certi gesti) che li rinchiudono in una dimensione di uomini dannati da cui è impossibile scappare.

Se inizialmente il buon cuore di David viene presentato al lettore come la sua maggiore debolezza, con il tempo la lettura lascia intravedere una sorta di giustizia divina, che pareggia sempre i conti e restituisce il raccolto seminato a chi di dovere. La fiducia nel prossimo e l’intramontabile volontà di fare del bene sono erti a simbolo di un’esistenza giusta, unici mezzi per riuscire a conquistare una felicità che è possibile. Il dubbio, in cui cade lo stesso David e da cui rischia di essere schiacciato, è permesso e anzi quasi richiesto dall’autore, che lo indica come indispensabile per giungere ad affrontare una riflessione che richiede non poco tempo per essere portata a termine in maniera soddisfacente.

David Copperfield è un romanzo incredibile, capace di far passare dal sorriso alle lacrime in una sola pagina, che arricchisce chi riesce a non farsi spaventare dalla sua mole e che, senza dubbio, lascia il lettore con un piccolo vuoto nel cuore al suo termine, spazio in precedenza occupato da personaggi che non si può evitare diamare.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Charles

Dickens

Libri dallo stesso autore

Intervista a Dickens Charles


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

È il racconto degli avvenimenti vissuti nel corso di una giornata da Leopold Bloom e Stephen Dedalus a Dublino, in un vagabondaggio che ripercorre le tappe dell'Odissea. Episodi, scene e fatti sono costruiti con più o meno evidente parallelismo rispetto all'opera omerica. Il romanzo però non si esaurisce in questo, vuole essere anche una "summa" di tutti gli aspetti dell'uomo moderno e dei suoi rapporti con la società.

Ulisse

Joyce James

Eveline Crone, studiosa di psicologia dello sviluppo, spiega sulla base delle ricerche più recenti delle neuroscienze le logoranti turbolenze che si verificano durante la pubertà. E mostra con esempi illuminanti come il comportamento, spesso terribilmente irritante, dei più giovani dipenda da un processo molto particolare: la progressiva riorganizzazione del cervello durante l'adolescenza. Crone non solo fa capire perché ragazzi e ragazze sono così inclini a eccessi e sbalzi emotivi e a comportamenti pericolosi, finendo non di rado per essere disorientati o bruciarsi, ma mostra anche i limiti e le opportunità propri di questa fase della vita. Un libro chiaro e tranquillizzante per insegnanti, educatori e genitori, che non riescono più a capire i loro figli. Un libro che promuove la comprensione e la pazienza, ma solleva anche interrogativi su come gli adulti possono trattare con gli adolescenti nel modo più adeguato.

Nella testa degli adolescenti

Crone Eveline

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Bianca come il latte rossa come il sangue

D'Avenia Alessandro

Che cosa può spingere un vecchio fantasma aristocratico sull'orlo della depressione? Il povero Sir Simon di Canterville, che in preda a uno scatto d'ira uccise la moglie, è condannato a un eterno vagare per il castello, con l'unica gioia rimastagli di far scappare dalla paura ogni nuovo inquilino. Ma non ci sono catene scricchiolanti e ululati sinistri che tengano, quando ad abitare il castello arrivano il ministro americano Hiram B. Otis e famiglia. Contro il loro scetticismo, le burle dei gemelli e il pragmatismo della signora Otis che lava le pozze di sangue con lo smacchiatore, il povero fantasma finisce nel ridicolo, fino a desiderare di morire di nuovo.

Il fantasma di Canterville

Wilde Oscar