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DEDALUS – di James Joyce

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dedalusTitolo: Dedalus
Autore: James Joyce
Editore: Adelphi



Ambientato a Dublino, come quasi tutti i lavori di James Joyce, e successivo di poco alla raccolta “Gente di Dublino”, “Dedalus” (dal cognome del protagonista) o, più propriamente, “Ritratto di un artista da giovane” (secondo la traduzione letterale del romanzo), è un’opera semi-autobiografica, un po’ come “David Copperfield” per Charles Dickens.  L’autore infatti molto ha tratto dalle sue esperienze culturali e di vita nell’affrontare il tema della progressiva decadenza economica della famiglia del protagonista, i suoi studi dai Gesuiti e il suo interesse per la letteratura e la filosofia, con la conseguente scelta di dedicarsi all’arte. Splendido il momento dell’epifania, che per il protagonista è rappresentato da una giovane ragazza che emerge dalle acque del mare con la veste bianca sollevata, quasi a simulare un paio d’ali, tanto che si suole definire l’apparizione come quella della “ragazza uccello”.

 

Simbolica appare la scelta del nome e cognome del protagonista, Stephen Dedalus: Stefano, il protomartire, fu il primo a scegliere Cristo sfidando apertamente i farisei; Dedalo volle sfidare le leggi della fisica tentando di volare. Mito cristiano e mito classico dunque si fondono attraverso due uomini che vollero andare contro la logica comune. (Per Baudelaire l’artista è paragonabile all’albatro elegante e maestoso in cielo ma goffo e maldestro sulla terraferma, tanto da essere canzonato dai triviali marinai, metafora che a sua volta ricorda la soldataglia romana che si fa beffe del Cristo vilipeso prima di salire al Golgota).

 

Particolarmente interessante l’uso del linguaggio: a parte le caratteristiche tipiche del romanzo modernista che rifiuta la cronologia e la narrazione onnisciente, finora, ai primi del Novecento, punti fermi nella prosa di finzione, l’autore cura lo sviluppo del linguaggio del protagonista  partendo da una lingua infantile e sconnessa fino ad arrivare alle raffinate cogitazioni filosofiche che citano Tommaso D’Aquino e Aristotele.

 

Così come Joyce, anche il giovane Dedalus deciderà di lasciare la sua amata e chiusa Irlanda, madre-matrigna, ma tornerà sconfitto e deluso, novello Telemaco accanto al padre prescelto, l’ebreo Leopold Bloom in “Ulisse”, il riconsciuto capolavoro del grande scrittore irlandese.

 

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