Racconti

Del sacro e del profano

Pozzati Simone e autori vari

Descrizione: In un pittoresco mosaico di stravaganti preghiere si dipanano storie cucite ad arte, tra il sacro ed il profano. Questi racconti sono perle di un rosario, gocce stillanti, e voci fuori dal coro. Un campionario di vicende narrate senza filtri, dove il perbenismo non è ammesso e dove prendono vita in maniera spontanea e bestiale, solipsistiche aberrazioni del sé. Perché la verità condita da bianche bugie è più nera del sole. Profane preghiere scandiscono il tempo dell'incertezza. Qui dove nessuna lezione di vita viene impartita. Racconti diversi a volte per-versi inscenano un carosello di esistenze violate. Dove il sacro è pretesto per riscoprire il corpo e il credo solo un vincolo profano. Non vi è spazio per l'ipocrisia della correttezza in queste pagine sporcate dalle penne di anime originali e controcorrente. Una raccolta di diciotto racconti curata dall'autore Simone Pozzati. Un mix di scrittori in cui spiccano i racconti di autori noti al panorama nazionale come Marilù Manzini, il poeta beat Antonio Veneziani, il regista Livio Galassi, il biografo e poeta Ignazio Gori, lo scrittore Maurizio Valtieri, il commediografo Simone Romano e l'editore Simone Di Matteo.

Categoria: Racconti

Editore: DiamonD EditricE

Collana: Dittici

Anno: 2018

ISBN: 9788896650387

Recensito da Redazione i-LIBRI

Le Vostre recensioni

Del Sacro e Del Profano V antologia di racconti del XXI secolo a cura di Simone Pozzati (cliccate qui per visualizzare la pagina web dell’opera sul sito della casa editrice)

In uscita per DiamonD EditricE nella collana Dittici, la V antologia del XXI secolo dal titolo Del Sacro e Del Profano. Il volume antologico curato dall’autore Simone Pozzati è una raccolta di diciotto racconti. Un campionario di vicende narrate senza filtri, dove il perbenismo non è ammesso e dove prendono vita in maniera del tutto spontanea e bestiale, solipsistiche aberrazioni del sé. L’impalcatura dell’opera sarà ben solida sostenuta da un mix di validi scrittori. Spiccano sicuramente i racconti di autori noti al panorama nazionale come l’autrice di romanzi Marilù Manzini, il poeta beat Antonio Veneziani, il regista Livio Galassi, il biografo e poeta Ignazio Gori, lo scrittore Maurizio Valtieri e non ultimo lo stesso Simone Pozzati.

Tra le sorprese il cantautore Andrea Del Monte e l’autore Simone Romano. Mentre l’editore e scrittore Simone Di Matteo sarà presente sia in veste di autore che in qualità di illustratore grafico per quanto concerne la copertina del volume.

Questa raccolta va a concludere la prima fortunata serie dei Dittici, un insieme di antologie contraddistinte da tematiche contrapposte. Fanno parte infatti di questa collana altri titoli tra cui: Del Rosso e del Nero, Dei Vizi e delle virtù, Eros e Thanatos e Del Giorno e della Notte. Dunque la congerie di questa raccolta farà, del Sacro, un pretesto per riscoprire il corpo e del Credo, solo un vincolo profano.

Biografia del curatore

Simone Pozzati, classe 1989, scrittore e autore di canzoni. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie, tra le ultime Del giorno e della notte – IV antologia di racconti del XXI secolo – dedicata alla memoria di Franca Rame (DiamonD EditricE 2014). Il suo primo libro, Labbra Blu (DiamonD EditricE 2015), adottato nelle scuole del Lazio, è una raccolta di storie nere, di inusuale follia, che rievocano le dantesche e infernali cantiche. È stato il curatore editoriale del libro contro la violenza sulle donne Era mio padre – Claudia Saba (DiamonD EditricE 2016). Il drago di Carta (Augh Edizioni 2017) è una favola per bambini (illustrata da Valeria Cerilli) volta a far riflettere sul valore dei sogni, presto diventata anche spettacolo teatrale di burattini. Ha collaborato come autore al disco In bianco e Nero dei Remida (di prossima uscita per Radiocoop edizioni), band modenese per la quale in precedenza ha scritto iniseme a Davide Ognibene il brano ironico Gli Spostati dedicato all’omonima coppia formata da Simone Di Matteo e Tina Cipollari partecipante all’edizione 2016 di Pechino Express. Attualmente sta lavorando a un romanzo e a un saggio sulla scrittura di canzoni.

Nota introduttiva tratta dal libro

Avvertenza: si sconsiglia la lettura ai bigotti.

La Letteratura e in particolare questa antologia sono solo per i curiosi, per coloro i quali sono disposti a mettere in dubbio le loro credenze. Ribaltare il punto di vista è il bello della scrittura. Un ambiente neutrale dove un santo può scrivere con gli occhi di un assassino e l’assassino con gli occhi del santo.

Sacro e Profano si sposano da sempre in contrasto. Si veda l’arte ad esempio nei dipinti di Tiziano o nella scultura del Bernini.

I due termini però nell’accezione assunta oggi non sono uno il contrario dell’altro. Non per una questione puramente relativistica e caotica. Ma perché la storia del linguaggio ha subito a mio avviso un processo di ribaltamento di contenuti e valori. Messo in atto dall’uso travisato di parole e simboli da parte dei poteri, e sancito da un passaggio storico fondamentale, verosimilmente iniziato con l’eliocentrismo di Copernico. Momento di frattura dove crollarono dogmi secolari, e in cui l’uomo poté giungere alla verità senza l’ausilio di entità superiori o tramiti. Un esempio recente quanto eclatante può essere l’utilizzo della svastica da parte dei nazisti. In origine simbolo preistorico di luce per culture religiose originarie dell’India.

Pro- fanum significa fuori dal tempio o meglio ancora avanti il tempio.
Mentre sacrum significa da radice indoeuropea attaccato, avvinto, incollato o può riferirsi a una radice sanscrita andando ad indicare verbi come seguire, accompagnare.
Dunque sacro non è solo il religioso pellegrinaggio dei fedeli davanti ad una reliquia o un menhir.
Sacro può essere il sesso nei secoli demonizzato da alcune confessioni. E profano per alcuni fu il bosco in cui altri culti vi radicarono i loro templi (venerati) distrutti.
Così come alcuni uomini con i sacri voti, vestiti da paramenti benedetti profanano corpi innocenti.
Profane guaritrici furono bruciate su roghi. E innocenti trucidati sotto l’effige di qualche Dio.
Il fuoco sacro non è quindi sempre una buona cosa, e nella vita di sacro ci vuole tanto osso o sedere o anche culo per i più sinceri e veraci.
Immagini sacre ne potremmo parlare lungamente ma non vorrei offendere i bigotti che a questo punto della pagina hanno già storto il naso e somatizzato uno strabismo di venere acquisito. Perché tutto ciò che è sacrilego e scelleratamente provocatorio incuriosisce anche il più testardo. Per cui non avranno seguito le mie avvertenze e saranno andati avanti.

«A te convien tenere altro viaggio,»
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
«se vuo’ campar d’esto loco selvaggio;
Divina Commedia, Canto I

Allora buona lettura auspicandomi che le pagine di questa antologia instillino una goccia di dubbio. Se sacra o profana lo deciderete voi.
Siete ancora in tempo per abbandonare questo viaggio.

Simone Pozzati

Scheda Tecnica

DEL SACRO E DEL PROFANO a cura di Simone Pozzati
V Antologia di racconti del XXI secolo
Copyright© 2018 Diamond Editrice
Tutti i diritti riservati

Progetto editoriale: Diamond Editrice
© Copertina a cura di Simone di Matteo
Progetto grafico: Daniela De Santis
www.diamondeditrice.eu
diamond.editrice@libero.it 

AA.VV: Maurizio Valtieri, Antonello Altamura, Alessandro Vizzino, Ignazio Gori, Marilù Manzini, Ilaria Palomba, Nazareno Sesta, Simone Pozzati, Antonio Veneziani, Simone Di Matteo, Livio Galassi, Gianluca Campagna, Andrea Del Monte, Ornella Ferrari Pavesi, Antonella Rizzo, Giorgio Neiwit, Simone Romano, Roberto Campagna.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

E

Simone

Pozzati

Libri dallo stesso autore

Intervista a Pozzati Simone e autori vari


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Il principe Myskin, ultimo erede di una nobile famiglia decaduta, è "uno che cerca nell'intimo della sua coscienza le motivazioni essenziali del suo modo di essere", mosso dalla candida fede nella fratellanza umana e dal proposito di fare il proprio dovere con onestà e sincerità. Tornato a Pietroburgo dopo un lungo soggiorno in Svizzera per curarsi dell'epilessia, viene travolto dalla vicenda di Nastas'ja Filippovna. Decide di chiederla in moglie per sottrarla ai suoi due contendenti: il violento Rogozin, che per un amore folle alza la propria offerta in denaro, e il segretario del generale Epancim, Ganja, che mira invece alla dote. Ma Nastas'ja, turbata dalla proposta, fugge con Rogozin, mentre del principe si innamora Aglaja, la figlia del generale.

L’idiota

Dostoevskij Fedor Michajllov

Berenice di Edgar Allan Poe

Claude, giunto a Parigi, trova una vita diversa da quella che aveva sempre immaginato passeggiando con i suoi amici sotto il sole della Provenza. A fargli compagnia il freddo, la fame e un quaderno, su cui annota le proprie impressioni e sentimenti; e ad acuire il suo malessere la solitudine e la mancanza di qualcuno da amare e con cui condividere la sua miserabile esistenza. Ma ecco che Laurence, una ragazza precocemente invecchiata a causa di una vita di dissolutezze e di stenti, irrompe prepotentemente nella sua vita e Claude decide di salvarla dalla sua sciagurata esistenza. "La confessione di Claude" è un romanzo autobiografico, in cui Zola racconta i primi e difficili anni della sua vita parigina. Pubblicato nel 1865, il libro attirò le attenzioni della polizia francese per la sordida ambientazione delle vicende e per lo stesso motivo lo scrittore venne ripudiato dall'editore Hachette.

La confessione di Claude

Zola Emile

Dopo il terribile inverno di Case Rosse, il commissario Roberto Serra ha lasciato l'Appennino emiliano per Termine, nel profondo Nord Est, sulle colline del Prosecco: quattro case, tre strade, una chiesa, un cimitero, e intorno solo vigneti, a perdita d'occhio. Lì, di sera, Roberto sfoga in incognito la sua passione per la cucina e per i vini nel piccolo ristorante ricavato nel chiostro di un antico monastero. Di giorno, invece, lavora nella questura della scintillante e perbenista Treviso. Una vita che scorre lenta, tra le sempre più rade visite della sua Alice e le sempre più frequenti chiacchierate con Susana, una bella sudamericana andata come lui a voltare pagina in quell'angolo di mondo. Sino a quando, un giorno d'inverno, il commissario non incontra Francesca, una ragazza eccentrica e disperata che cerca di convincerlo a occuparsi del caso di una giovane sparita nel nulla. Per quanto Roberto punti i piedi in nome della serenità ritrovata tra i vigneti di Termine - anche grazie ai farmaci che assume per non sprofondare nelle visioni angosciose che lo tormentano - davanti a lui si delinea una scia di scomparse misteriose: tutte donne, tutte giovanissime, tutte straniere. Invisibili per la procura, per la polizia, per la gente. Roberto non può più scappare. è costretto ad affrontare un'indagine che lo porterà a scrutare le acque nere dei laghi nascosti tra i vigneti, a scoprire che un passato irrisolto può allungare le sue dita fatali fino al nostro presente, a sondare gli abissi più oscuri della mente umana. Dormienza, pianto, allegagione, invaiatura... le fasi della vita delle vigne scandiscono la nuova indagine del commissario Serra, i cui occhi hanno la luce speciale di chi si sente, in ogni luogo, straniero - e proprio per questo vicino alla sofferenza delle vittime, alla disumanità dei carnefici. Con scrittura mobile, asciutta, a tratti intensamente poetica, Giuliano Pasini dà vita a un romanzo sull'amore e sull'odio, sul dolore e sulla redenzione. Un thriller -spumante, torbido e profumato- come un calice di Prosecco sur lie.

IO SONO LO STRANIERO

Pasini Giuliano