Narrativa

DEMIAN

Hesse Hermann

Descrizione: Scritto neI 1917 e pubblicato nel 1919, "Demian" è la storia di un ragazzo combattuto fra due mondi, quello bello e pulito del bene e quello terribile, enigmatico eppur allettante del male. Protagonista è il giovane EmiI Sinclair, caduto sotto l'influsso di un cattivo compagno di scuola, Franz Kromer, che lo spinge a ingannare i genitori, rubare e discendere la china del peccato. Sarà un altro compagno, Max Demian, che sembra vivere fuori del tempo o uscire da un passato senza età, ad attrarre Sinclair e a liberarlo dal nefasto influsso di Kromer, guidandolo verso una concezione della vita straordinariamente complessa e misteriosa.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Classici

Anno: 2007

ISBN: 9788804566991

PRIMA EDIZIONE

DEMIAN

Editore:

Anno: 1919

Info:

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

“… Se spara e uccide il nemico, avrà dalla sua il prete, la chiesa, la patria. Ma ad un tempo avrà contro di sé il divino divieto di uccidere. Allora sarà la sua coscienza a decidere se vuole obbedire ai comandamenti di Dio o a quelli della chiesa e della patria. Probabilmente attribuirà al prete e alla patria un’autorità maggiore che a Dio. Se invece non lo farà e comincerà a dubitare dell’assoluta autorità della chiesa e della patria, allora si troverà già fra coloro ai quali il Demian ha qualcosa da dire”.

Non è semplice individuare il confine tra il bene ed il male… Sono due mondi vicinissimi e confusi. Forse nemmeno esiste un vero e proprio confine, e Demian, con la sua complessità, con le problematiche e i dubbi che affronta, ne è una testimonianza.

“… Demian e sua madre sono, direi, simboli, racchiudono cioè e significano molto di più di quanto sia accessibile alla contemplazione razionale, sono evocazioni magiche. Il lettore potrà usare parole diverse, ma dovrebbe lasciarsi guidare dalla potenza dei simboli, non già da quello che nei miei libri può sembrare programma o opinione letteraria”.

Scritto in pochi mesi, nel 1917,  il romanzo viene pubblicato nel 1919 ed esercita un forte fascino sui giovani tedeschi battuti in guerra, certi che a scriverlo sia stato uno
di loro.
“Demian”, infatti, compare con uno pseudonimo sconosciuto, Sinclair, e solo la nona edizione svelerà il nome di Hermann Hesse. L’intento dello scrittore è quello di creare una voce nuova e fuori campo, che appaia scevra da ogni condizionamento e che, allo stesso tempo, suoni diretta e coraggiosa.
La suggestione funziona e, probabilmente, contribuisce ad accelerare la diffusione del libro: l’autore fantasma di “Demian” viene persino insignito del premio letterario “Fontane” che poi Hesse, quarantaduenne e tutt’altro che esordiente, naturalmente restituisce.

Ma chi è Demian? Hesse lo dipinge come un ragazzo che non ha l’aria da ragazzo e sembra vivere fuori dal tempo. Non è ben visto, non prende parte ai giochi e nemmeno alle
baruffe. È figlio di una vedova benestante, si è da poco trasferito in città e frequenta una classe superiore a quella di Sinclair.
Sarà lui a liberare il giovane protagonista dall’influsso deleterio di Kromer, il compagno “cattivo” che lo ha allontanato dalla casa paterna.
Dopo aver ascoltato la stessa lezione di religione su Caino ed Abele, i due si incontrano tornando da scuola e percorrono insieme un tratto di strada.

Sinclair si sente subito attratto da Demian, dal suo insolito modo di parlare e di vedere le cose anche se, sulle prime, non riesce a comprenderne appieno i ragionamenti e le considerazioni sul bene e sul male. Poi, però, si accorge che lui stesso da Abele è diventato Caino, giungendo addirittura a provare disprezzo per il proprio padre; si accorge di essere lui stesso portatore del “marchio” e comprende così che il mondo chiaro e lecito e quello buio e proibito sono intrecciati tra loro e si fondono l’uno nell’altro: il dio Abraxas unisce il divino e il diabolico…Come anticipato dal sottotitolo, “Storia di una giovinezza”, “Demian” non si limita a narrare la storia di un singolo, ma analizza le difficoltà di un’intera generazione, e la sua grandezza sta soprattutto nella capacità di rivelarne le contraddizioni e ricondurle ad armonia.

Dopo che la guerra ha mostrato “quanta menzogna e vuoto ci sono nel comportamento dei governi, degli intellettuali, di tutto il popolo”, Hesse mette in scena la vita più profonda di chi la guerra l’ha sperimentata, e lo fa attraverso il racconto di una persona qualunque, una persona comune, perché ciascun uomo, fintanto che vive in qualche modo ed adempie al volere della natura, è meraviglioso e degno di attenzione…

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Hermann

Hesse

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