Saggi

Di regine, di sante e di streghe

Franceschi Susanna Berti

Descrizione: Una delle espressioni più comuni nella nostra epoca, per asserire che il mondo oggi va meglio di allora, è: "Non siamo mica nel Medioevo!". Eppure quel periodo definito buio non lo era poi quanto si crede e si dice.Troviamo qui le storie di venticinque donne che furono regine, sante e streghe. Quello che accomuna tutte loro è il potere, più o meno grande, che giunsero ad avere, nonostante la dominanza maschile vigente allora in quasi tutti i campi. Queste donne del Medioevo raccontano una realtà diversa da quella che viene proposta nei libri di storia. Le regine governano su vasti territori e sottomettono uomini, le sante e le mistiche sono donne di notevoli doti intellettuali che apportano alla comunità il loro sapere e indirizzano le scelte dei potenti, le streghe sono contadine che conoscono l'arte medica, e quelli che noi chiamiamo "i rimedi della nonna". I racconti, sintetici e incisivi, mostrano come il "periodo di mezzo" debba esser conosciuto anche per la vivacità intellettuale delle donne di allora, riconoscendo la loro grande forza e importanza, in modo che si possa ristabilire, nella storia di questo periodo, il giusto "equilibrio di genere".

Categoria: Saggi

Editore: Elmi's World

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788897192039

Recensito da Diego Manzetti

Le Vostre recensioni

Quando si parla di medioevo, raramente lo si fa in un’ottica femminile. Si narrano storie di re, nobili e cavalieri mentre le donne sono spesso relegate in ruoli comprimari. L’autrice di questo breve saggio ci presenta in poche pagine la vita di 26 donne che, grazie al loro carisma e alle loro incredibili capacità, hanno, ognuna a proprio modo, segnato il loro tempo. Le loro storie sono in alcuni casi note, ma in altri sconosciute ai piu’.

Le storie narrate sono divise in tre gruppi, “corrispondenti alle tre categorie di nobili, streghe e sante […] Il confine tra le categorie […] è labile, poco netto. Ma in questo testo adottiamo ugualmente, seppur in modo sommario, questa divisione allo scopo di permettere […] una più agevole comprensione del periodo storico e di rendere più facile la ricerca e la memorizzazione dei personaggi presentati.”

Come l’autore stesso ci spiega, dunque, la classificazione delle storie ha l’intento di facilitare la lettura del testo. “Le definizioni stesse sono, per altro, soltanto indicative. Nella categorie “Regine”, infatti, abbiamo inserito anche donne di potere che non hanno questo titolo, ma hanno comandato su genti e territori; nella categoria “Sante” collochiamo anche le mistiche, coloro cui la Chiesa ha riconosciuto uno speciale rapporto col “divino”, anche se il loro essere visionarie avrebbe potuto farle considerare delle “Streghe”“.

Ad ogni personaggio sono dedicate solo poche pagine, nelle quali sono narrate brevemente la vita e ciò che ha reso la sua storia degna di essere raccontata. Il libro fornisce dunque solo degli spunti che il lettore interessato potrà poi approfondire.

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Cinque racconti, cinque storie, cinque incontri legati dal filo rosso del destino. Le strane abitudini del caso è un paso doble con la vita. Cinque viaggi attraverso i chiaroscuri del cuore, un gioco di apparenze che colora di luce e d'ombra situazioni e personaggi sempre sospesi, come in bilico tra presente e passato. Perché la sorte di ognuno sta nell'illusione che, allo stesso tempo, tutto sia vero, tutto sia falso: la felicità e il dolore, l'amore e il disincanto, l'attesa, la realtà e la fantasia. Le strane abitudini del caso sono finestre accese sul buio, sfere di vetro dove la neve scende per molto, per poco, dove il silenzio, come il destino, è uno sparo lontano.

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