Racconti

Diario di un delitto d’amore

Panzacchi Francesca

Descrizione: Un crimine, due diari, la vittima e il suo assassino.Una donna diabolica e affascinante trascina il commissario Cristiani nel vortice del delitto.

Categoria: Racconti

Editore: Delos Digital

Collana: Delos Crime

Anno: 2017

ISBN: 9788825403343

Recensito da Redazione i-LIBRI

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Diario di un delitto d’amore

Un crimine, due diari, la vittima e il suo assassino. Una donna diabolica e affascinante trascina il commissario Cristiani nel vortice del delitto.Con la prefazione di Bruno Elpis, Francesca Panzacchi ci offre un racconto dalle sfaccettature noir che ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti nazionali tra cui il Premio Speciale della Giuria per il noir alla 15a edizione del Concorso Letterario Nazionale Terzo Millennio con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (all’autrice è stata conferita la Medaglia del Senato). Francesca Panzacchi si è laureata in Scienze Politiche all’Università di Bologna con una tesi su Goffman. Scrittrice e fotografa, ha ottenuto importanti riconoscimenti in ambito letterario: al Premio Viareggio Carnevale la Medaglia della Regione Toscana per il romanzo storico Il normanno (Ciesse Edizioni, 2011); al concorso letterario nazionale Terzo Millennio il primo premio con L’alienato (Milena Edizioni, 2013) e la Medaglia del Senato quale premio speciale della giuria per il noir Diario di un delitto d’amore (Edizioni Imperium, 2015); al concorso letterario nazionale Il delfino il primo premio per il noir Andrea contro Sveva (Ciesse, 2014). Ha collaborato con Il Resto del Carlino e con alcune case editrici in qualità di curatrice di collana. Ha partecipato alla trasmissione radiofonica di Radio Uno RAI L’uomo della notte condotta da Maurizio Costanzo. Il suo racconto Adesso mi chiama è stato pubblicato nell’e-book Italians – una giornata nel mondo curato da Beppe Severgnini ed edito da Rizzoli.

Dalla prefazione:

Anche in questo romanzo Francesca Panzacchi dà vita a un personaggio “bello e impossibile”: Veronica, la sensuale e volubile protagonista del Diario di un delitto d’amore.
Dopo aver creato l’inquietante Sveva e dopo aver contribuito all’affresco della capricciosa contessa Sofia nei “Delitti al castello”, con il suo ultimo romanzo la prolifica autrice emiliana ci porge un altro “fiore del male”, recidendolo dalla fantasia nero-romantica e cogliendolo nella serra – come implicitamente dichiarato citando Baudelaire – della tradizione artistica che canta la bellezza maledetta. Con la quale Francesca  colloquia nel crescendo di una tensione che scorre parallela al desiderio. In un gioco molto simile a quello del gatto con il topo, in una relazione ove gli amanti si scambiano continuamente i ruoli.

Lo schema narrativo è quello del doppio diario, fatto di pagine spesso simmetriche o speculari. Di pagine bianche. E di pagine strappate.
In questo diario il lettore si insinua con istinto vagamente voyeuristico, per assaporare il gonfiarsi di un desiderio che è fatto di attese, di appostamenti, di incursioni, di rimandi, di segnali contrastanti, di incertezze (“Volevo che capisse che mentivo. Volevo che non si sentisse al sicuro”), di sogni, di tradimenti e – all’apice del climax – di morte.
Il tutto avviene attraverso un feticismo soltanto accennato, che si materializza in una sottoveste trafugata, in un profumo di “zucchero a velo”, nella pioggia che cade a bagnare le vesti, nella profanazione furtiva del domicilio e del letto vuoto che promana le fragranze della persona amata…

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Giovanni ha diciotto anni, trascorsi quasi tutti a Verona, dove è nato. Una vita tranquilla, qualche amico e, ogni giorno, i lunghi allenamenti in piscina per prepararsi alle gare. Anche a casa regna la quiete: Giovanni vive solo con suo padre, notaio, in quel genere di grande appartamento abitato da due uomini che ogni donna può immaginarsi. Selvaggia ha diciotto anni, molte amiche e diversi spasimanti, vive sul mare e assapora l'estate appena iniziata quando sua madre le sconvolge la vita: si trasferiranno per ragioni di lavoro. Selvaggia cambierà scuola, dovrà ricominciare tutto da capo e lo dovrà fare a Verona, la città dove è nata e da cui proprio la mamma, tanti anni prima, l'aveva portata via, separandola dal padre e dal fratello gemello. Quando Selvaggia varca per la prima volta la soglia della nuova casa, Giovanni è rintanato in camera sua. Gli basta la voce di lei per capire che nulla sarà più come prima. Giovanni scopre quella voce come un regalo, ma al tempo stesso la riconosce, è un suono che vive da sempre dentro di lui: Selvaggia, la sorella perduta, è tornata nella sua vita, per sempre. Lei a Verona non conosce nessuno: solo Johnny - come lo ha subito ribattezzato - può farle da guida e tenerle compagnia nei tre lunghi mesi che devono trascorrere prima della ripresa scolastica. Selvaggia è bellissima, piena di fascino ma anche capricciosa fino allo sfinimento, croce e delizia per il fratello ritrovato. Presto tra i due si sprigiona un'elettricità, un magnetismo, un'affinità che ha un solo nome, per loro impronunciabile: desiderio. Questo romanzo è la cronaca dell'amore tra due ragazzi che si affacciano alla vita, un amore meraviglioso e impossibile nel modo più crudele, perché non è la diversità a separare i due innamorati - non sono una sirenetta e un principe, un vampiro e una fanciulla - ma, proprio nella terra dei Montecchi e dei Capuleti, è la vicinanza assoluta a condannarli. Densissimo di echi letterari eppure diretto come il diario di un teenager, Le affinità alchemiche ha il candore e l'intensità per rinnovare nel nostro cuore un'emozione senza tempo, per ammaliarci ancora una volta con il miracolo e la tragedia della seduzione. Selvaggia e Johnny: ricordatevi questi nomi, la loro fiamma brucia alta nel cielo

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