Narrativa

Diavoli custodi

De Luca Erri - Mendini Alessandro

Descrizione: Dall’incontro di due personalità eccezionali nasce un libro unico e prezioso, che affianca a trentasei racconti di Erri De Luca altrettanti disegni (in bianco e nero e a colori) dell’artista Alessandro Mendini. Un duetto che rimanda a una nostra tradizione forte – basti pensare al connubio fra Rodari e Munari – e che qui comincia sempre con un’illustrazione, da cui poi il racconto prende liberamente l’abbrivio. “Quello che scrivo,” dice De Luca, “dipende dal riflesso di uno che è preso alla sprovvista.” E a stupire, a spiazzare sono quei disegni che fanno spalancare gli occhi come uno strappo nel cielo, fanno sentire nudi “come quei due nel primo giardino, dopo l’assaggio scippato dall’albero della conoscenza”, perché “la suggestione è una manifestazione della verità”. Erri De Luca e Alessandro Mendini iniziano quasi per gioco – ispirandosi ai disegni di un bambino caro a entrambi – e poi via via stabiliscono fra loro un dialogo di forme e parole serrato e ricco di senso, tracciano sulla pagina le proprie paure, le tentazioni, le fiere ostinazioni, e tutto un vivace campionario di “mostruosità terrestri”. Compongono dunque un libro di eroismi quotidiani che scandaglia, attraverso percorsi tutt’altro che logici e prevedibili, il nostro più profondo sentire: facendoci avvertire il fiato dei mostri dietro le nostre spalle e al contempo consegnandoci le chiavi del serraglio dentro cui tenerli a bada. I mostri sono i diavoli custodi dell’infanzia, nessun angelo può tenerli a bada.

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: I Narratori

Anno: 2017

ISBN: 9788807032554

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

I diavoli custodi di Erri De Luca e Alessandro Mendini

In quest’opera composta a quattro mani – anzi a sei, se consideriamo anche quelle del bimbo, Pietro – Erri de Luca riflette sul rapporto tra parola e illustrazione: “L’immagine e la scrittura quando vanno insieme si affrontano. L’immagine, che ha più vasta platea, dispone la scrittura a sua didascalia. La scrittura invece vuole che l’immagine sia a sua illustrazione.
In questa occasione sono sospese le ostilità. Qui l’immagine ha la precedenza e da lei origina la pagina di destra, che è seguente.”
La mente va ai libri illustrati, formula spesso utilizzata nella letteratura per l’infanzia, oltre che nelle graphic novel, ma soprattutto a opere – come Le petit prince – nelle quali lo scrittore arricchisce la narrazione con le immagini.

La formula prescelta ne I diavoli custodi s’ispira ai disegni di Pietro: “Un bambino dislessico disegna minuziosamente pagine di mostri. Metterli in una forma li riduce d’immensità, d’intensità e di angoscia… Alessandro Mendini si coinvolge negli incubi accurati del bambino, li compara ai suoi e rivolge a se stesso la punta di matita….”

Le illustrazioni realizzate da Alessandro Mendini offrono il destro a Erri De Luca per scrivere pagine che non sono racconti, ma piuttosto riflessioni su incubi e mostri: storici e personali, dei nostri giorni e dei giorni passati: il terremoto, la minaccia silente rappresentata dal Vesuvio, l’esperienza del tonfo (a partire da La Chute di Camus), la guerra dei Balcani, il bagno di folla (“Per vizio e per istinto smonto le frasi fatte”), gli attentati e il terrorismo (ancora citando Camus: “In questo momento si lanciano bombe dentro i tram di Algeri. Mia madre può trovarsi in uno di questi tram. Se è questa la giustizia, preferisco mia madre”), per indicarne alcuni.

Immancabile, il riferimento alle tragedie dei nostri giorni: “Attraversare il mare senza che il cielo lo sappia… Oggi il ventre del cavallo di legno di Ulisse non porta soldati Greci dentro le mura di cinta. Porta fuggitivi oltre il filo spinato, porta assediati in salvo.”

Così come costante è la riflessione sul ruolo e sulla funzione dello scrittore (“Artista è chi riporta in superficie la vita che gli scorre sotto traccia”).

Tra i mostri, quello che chiude la rassegna è l’indifferenza, un male tipico degli ultimi decenni, laddove in passato “si poteva crescere spietati, non indifferenti”. Un velo di nostalgia per gli anni in cui si combatteva e ci si metteva in gioco (“Vietnam: oggi si sa forse dov’è per qualche ragione di turismo. Allora era un centro nervoso del mondo”).

Possiamo considerare riuscito questo che è “il prodotto di amicizia tra un gran signore della matita e uno scrittore di quaderni”?
Come giudicare il connubio tra arti complici?
Le domande esprimono dubbi.
Vero è che il libro si conclude con un capovolgimento dei fronti: “L’ultima parola spetta a Alessandro Medini. Per questa pagina finale invertiamo la sequenza…”

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Erri

Luca

De

Libri dallo stesso autore

Intervista a De Luca Erri - Mendini Alessandro

Ci sono fatti che possono essere accantonati. Altri addirittura dimenticati. Ma ce ne sono alcuni, terribili, devastanti, su cui nessuno può passare sopra. Questo è il caso di Michele. Una parte della sua vita se ne è andata, una parola fine scritta dalla penna del destino. Incomprensibile, inimmaginabile. Un dolore che sembra non finire mai, che conduce la mente nell'oblio più profondo. Michele non può sopportarlo. Deve fare qualcosa. Deve scegliere il proprio destino. Il nostro destino. È davvero nostro? Siamo veramente noi a sceglierlo? Michele si trova nel bel mezzo di una spirale di eventi di cui lui stesso non è in grado di carpire il filo conduttore. Pensa di avere in mano la situazione, di poter controllare il flusso degli eventi. Eppure c'è qualcosa nei suoi piani che sta per andare in fumo. Qualcosa che non aveva calcolato e che nessuno può fermare. È una voce, un'idea, una persona. O forse niente di tutto questo. È il disegno del destino.

Il disegno del destino

Simoncini Davide

L'arte della gioia è il libro scandalo di una scrittrice straordinaria. È un romanzo d'avventura. È un'autobiografia immaginaria. È un romanzo di formazione. Ed è anche un romanzo erotico, e politico, e sentimentale. Insomma è un'opera indefinibile, piena di febbre e d'intelligenza, che conquista e sconvolge.

L’ARTE DELLA GIOIA

Sapienza Goliarda

In questo libro Jesper Juul condensa numerosi spunti di riflessione e indirizza il lettore verso possibili soluzioni relative alle questioni che più di frequente caratterizzano i rapporti nelle famiglie ricostituite, sostitutive, patchwork o, nelle parole dell'autore, famiglie bonus, quelle cioè in cui si intrecciano le relazioni dei figli con i nuovi partner dei propri genitori. Il bonus è il vantaggio dato dall'ingresso di un nuovo adulto in un nucleo familiare dopo una separazione. Il loro ruolo non è semplice: Jesper Juul propone alcuni accorgimenti per coglierne le migliori opportunità e non cadere nelle trappole più comuni, illustrando le une e le altre con interessanti esempi tratti dalla sua esperienza di terapeuta della famiglia. Rivolgendosi ai nuovi adulti che si introducono nella famiglia del partner, Juul invita a riflettere su alcuni temi basilari: l'importanza di scegliere con cura quando e come introdurre un nuovo adulto nella vita familiare; la necessità di un buon contatto, nel rispetto dei limiti altrui e dei propri; l'inutilità di recitare la parte degli educatori e l'invito a divenire amici adulti; il ruolo degli ex partner, ma non ex genitori; la necessità di condividere la responsabilità dei loro precedenti insuccessi nelle relazioni di coppia; la necessaria consapevolezza che nessun consiglio potrà servire, se l'amore e la disponibilità verso gli altri, i figli, non andranno di pari passo con la voglia di maturare e di crescere insieme con loro.

Un genitore in più

Juul Jesper

Amélie torna in Giappone ma abbandona i tragicomici panni di impiegata nella multinazionale Yumimoto, vicenda narrata in Stupore e Tremori, e si concentra sulle peripezie sentimentali di quel periodo. Rinri è il suo fidanzato giapponese, bello e ricco, li lega un amore bizzarro ma non privo di poesia, raccontato con il solito umorismo, affondando lo sguardo chirurgico che le è proprio nell'incandescente universo dell'amore. Ma l'emozione più grande e la relazione più forte è ancora una volta quella che lega l'autrice al paese in cui è nata, e dove ha trascorso gli anni mitici dell'infanzia.

Né di Eva né di Adamo

Nothomb Amélie