Esordienti

Il disegno del destino

Simoncini Davide

Descrizione: Ci sono fatti che possono essere accantonati. Altri addirittura dimenticati. Ma ce ne sono alcuni, terribili, devastanti, su cui nessuno può passare sopra. Questo è il caso di Michele. Una parte della sua vita se ne è andata, una parola fine scritta dalla penna del destino. Incomprensibile, inimmaginabile. Un dolore che sembra non finire mai, che conduce la mente nell'oblio più profondo. Michele non può sopportarlo. Deve fare qualcosa. Deve scegliere il proprio destino. Il nostro destino. È davvero nostro? Siamo veramente noi a sceglierlo? Michele si trova nel bel mezzo di una spirale di eventi di cui lui stesso non è in grado di carpire il filo conduttore. Pensa di avere in mano la situazione, di poter controllare il flusso degli eventi. Eppure c'è qualcosa nei suoi piani che sta per andare in fumo. Qualcosa che non aveva calcolato e che nessuno può fermare. È una voce, un'idea, una persona. O forse niente di tutto questo. È il disegno del destino.

Categoria: Esordienti

Editore: Mjm Editore

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788867130825

Recensito da Redazione i-LIBRI

Le Vostre recensioni

Presentazione dell’autore

Il torneo Ioscrittore? È stata un’esperienza formativa. Come un banco di prova per cercare di diventare un autore conosciuto. E sopratutto letto. Ahimé, le cose vanno di rado come le abbiamo sperate. Quella volta andò nel solito modo, alla stregua delle descrizioni fatte dai concorrenti dell’anno precedente. Il banco c’era, ma i commenti lasciati dai lettori-scrittori l’han fatto completamente saltare.

Così è nato quello che ora è Il Disegno del Destino, il primo titolo del sottoscritto, da sempre toscano con la sfrenata passione per il ciclismo e la narrativa.

Più che dubbi, quelle uscite dal torneo sono state delle vere e proprie tragedie. Trame dilaniate, personaggi squarciati, originalità a malapena superiore a quella di uno degli straordinari esemplari nel pollaio dello zio Tobia.

Mi sono sorpreso di me stesso. Avevo creato qualcosa in grado di stimolare una carneficina peggiore di quella che io stesso avevo cercato di narrare. Non capita tutti i giorni.

Ho lasciato perdere. Mi sono dedicato ad altre storie e se devo essere sincero oggi ho uno stile completamente diverso da quello che si trova nel libro. Diciamo che questo romanzo sarà una parentesi prima di svelare davvero quella che sarà la mia impronta. Un indomani. Forse, chissà.

Alla fine, dopo aver steso altri due romanzi, ho deciso di tentare. Ho preso il mio vecchio testo e l’ho revisionato. Ho alleggerito la narrazione, anche se in realtà era impossibile farlo del tutto perché avrebbe perso la sua essenza. Quindi l’ho riletto, corretto, confezionato e imbustato. Qualche tempo più tardi, ecco la notizia. È stato accettato. Oddio, pubblico un libro. Davvero? ho pensato.

Alla fine si, l’ho pubblicato. Il Disegno del Destino è uscito davvero, grazie alla collaborazione di MJM Editore.

Come descriverlo?

Prima di tutto un libro, e questo è l’essenziale. Poco importa quello che abbia da dire, la metà delle volte non lo so nemmeno io. Però è sempre meglio entrare più nel dettaglio, dicono che la gente lo apprezzi. Quindi? Il Disegno del Destino si trova a metà tra giallo e narrativa. La parola “Thriller” può tradursi come “Intreccio”, quindi il libro è letteralmente un thriller. Per come invece noi conosciamo il thriller, il testo se ne discosta un po’. I personaggi sono narrati, certo, ma per lo più sono scarnificati: vengono descritti pian piano, strato dopo strato, come fossero cipolle. E le loro vite vengono costruite pagina dopo pagina, le loro sensazioni si addentrano sempre di più nel profondo. Si arriva a conoscere i loro pensieri più reconditi, i loro misteri più nascosti. E sono terribili, tutti collegati, tasselli dello stesso puzzle. Le descrizioni, la storia, le parole che escono dalla bocca dei personaggi, tutto quanto rasenta la pazzia fino a sfiorare l’inverosimile. Ed è questo il punto dove si voleva arrivare: il dramma della vita che spinge a cose che non avremmo mai immaginato possibili. Fatti di cui siamo coscienti, che pensiamo di avere in pugno, che siamo certi di controllare. Invece, il romanzo dimostra che non è così. Qualcuno dei personaggi è sempre un passo avanti agli altri. Ognuno di loro è il fautore del destino di uno o più dei rimanenti. Tuttavia, alla fine a governare tutto è sempre lui, il Destino. Come un uroboro che dopo aver percorso il suo tragitto si ritrova a mangiarsi la coda, così termina il romanzo: con un unico vincitore, proprio quel destino che sembrava al comando di tutti gli avvenimenti.

Ed è così, forse. Lascio ai lettori l’ardua sentenza.

Davide Simoncini è nato a Pietrasanta, in toscana, seppur non vi abbia mai abitato. Da sempre residente a Massa, studia attualmente alla facoltà di Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Pisa. Ha iniziato a scrivere a 19 anni e Il Disegno del Destino (MJM Editore, 2013) è il suo primo libro.

Per ulteriori informazioni: http://davidesim92.wix.com/davidesimoncini

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Davide

Simoncini

Libri dallo stesso autore

Intervista a Simoncini Davide

«Quello del musicista è un mestiere che si sceglie per passione, si potrebbe quasi dire che sia una missione: alla continua ricerca di una verità interpretativa, di una irraggiungibile perfezione». Nel suo nuovo libro, Riccardo Muti ci accompagna alla ricerca del mistero della musica attraverso otto lezioni che intrecciano la storia dell’arte dei suoni, la sua grande esperienza di direttore e i ricordi più intimi: i maestri che ha incontrato sulla sua strada; il sogno – realizzato – di creare un’orchestra di giovani musicisti italiani e un’Accademia dell’opera italiana in un Paese che spesso dimentica il ruolo dell’arte nella società. Poi l’inestinguibile passione che lo lega da sempre non solo ai grandissimi, Mozart e Verdi, ma anche ai compositori italiani a lungo dimenticati. Una riflessione affascinante alla scoperta della potenza della musica e dei segreti della partitura, che un gesto può trasformare in un’emozione capace di raggiungere il cuore di tutti.

Incontro con Riccardo Muti

Muti Riccardo

Per Isabella Bossi Fedrigotti la scrittura è sempre stata una «scorciatoia segreta» per indagare a fondo i legami familiari, svelando le tensioni e i veleni ipocritamente nascosti in molti inferni domestici. In questo libro, la sua scorciatoia segreta l’ha condotta ancora più in fondo, lì dove abitualmente regna il silenzio dell’incomprensione e del dolore. L’ha portata a raccontare storie di figli dimenticati e lasciati soli da genitori fragili, frustrati o semplicemente egoisti. La sua attenta compassione ci inchioda commossi al racconto di queste piccole vite difficili segnate dalla solitudine: Lorenzo – con i suoi «non voglio» gridati e le sue instancabili domande – che, sconfitto e domato, finisce con lo spegnere la sua energia e la sua curiosità diventando un adolescente silenzioso, assente e indifferente. Annalisa, intoccabile e irraggiungibile, innamorata del suo corpo senza carne. Paolina, bambina soave che finisce a vivere per strada, infagottata, sporca e arrabbiata. Pietro, che scappa continuamente di casa per sottrarsi alla triste giostra della famiglia allargata. Francesco e la sua trascinante vitalità prosciugata da videogiochi e film porno. Dopo aver letto queste storie sarà davvero difficile farsi cogliere impreparati dalla solitudine dei nostri figli.

Se la casa è vuota

Fedrigotti Bossi Isabella

Testamento spirituale del maggiore poeta finlandese. i "Canti di Pentecoste", raccolta di ballate, leggende e miti, sono le tappe di un viaggio in un immaginario intimo e primitivo e un maestoso sforzo poetico di sintesi tra coscienza europea, tradizione balto-finnica e simbolo universale. Redatti in due tomi (1903 e 1916) ed ispirati alle "cerimonie liriche di Pentecoste" o helkajuhla di Ritvala, rito pagano della fertilità permeato da elementi del cristianesimo medioevale, i ventinove poemi sono riflessioni originali e profonde sulle questioni centrali del pensiero moderno: il superuomo e la volontà eroica di fronte alla morte, lo slancio faustiano e la magia come riscatto cosmico dell'io, l'identità nazionale, l'interpretazione romantica e la dimensione tragica, vero sigillo d'equilibrio tra forze apollinee e dionisiache.

Canti di Pentecoste

Leino Eino

Un romanzo fluviale, comico e insieme profondo: un atto di fede nella forza delle storie, e nella loro capacità di prendere per il collo e raccontare il mondo. Le avventure di Lenore, che si mette alla ricerca della bisnonna, antica studiosa di Wittgenstein, fuggita dalla sua casa di riposo insieme a venticinque tra coetanei e infermieri; del fratello LaVache, piccolo genio con una passione smodata per la marijuana; del pappagallo di famiglia, Vlad l'Impalatore, che recita sermoni cristiani su una Tv via cavo; di Norman Bombardini, re dell'ingegneria genetica, che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero; di Rick Vigorous, il capo e l'amante di Lenore, negazione vivente del suo stesso cognome. Una galleria di personaggi uno piú esilarante e paradossale dell'altro, sullo sfondo di un'America impazzita, grottesca, piú vera del vero. «La scopa del sistema è una grandissima sorpresa, che emerge direttamente dalla tradizione dell'eccesso praticata da Thomas Pynchon in V o da John Irving ne Il mondo secondo Garp. La principale qualità di Wallace è la sua esuberanza - personaggi che sembrano cartoni animati, storie a incastro, coincidenze impossibili, un amore sincero per la cultura pop e soprattutto quello spirito giocoso e quell'umorismo che sembravano scomparsi dalla maggior parte della narrativa piú recente».

LA SCOPA DEL SISTEMA

Foster Wallace David