Narrativa

Divorare il cielo

Giordano Paolo

Descrizione: La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c'è un'inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un'idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2018

ISBN: 9788806222277

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Divorare il cielo: può essere un modo emozionale e introiettivo di affrontare la vita, certamente intenso e attivo, senza possibilità di compromesso, adatto a chi cerca, con tenacia, di realizzare la propria promessa esistenziale.
Paolo Giordano torna con un romanzo complesso, articolato, molto letterario, ambientato nella Puglia delle masserie, degli ulivi, della scarsità idrica, della tentazione capitalistica di rinnegare la purezza del passato rurale, corrompendola con le contaminazioni economiche.

Teresa, la protagonista di Divorare il cielo, trascorre le vacanze giovanili a Speziale (“A Natale ero ancora in preda alla nostalgia di Speziale”), nella villa pugliese della nonna paterna, che confina con la proprietà ove Cesare e Floriana realizzano una comunità adottiva ispirata a principi religiosi che oscillano tra ispirazioni bibliche, metempsicosi ed ecologismo (“Pensavo che per voi testimoni di Geova fosse proibito… Chi ti ha detto che sono un testimone di Geova?”).
L’incontro con il carismatico Bern(ardo), (“Il cuore di Bern è stato toccato dal maligno”), Nicola (“Bern e Tommaso erano dei fratelli per me. Loro erano siamesi forse, ma io ero comunque loro fratello”) e l’albino Tommaso – che condizionerà come un sogno tutto il futuro della ragazza (“Bern non poteva cambiare la sua residenza con nessun altro luogo al mondo, perché la sua anima era incastrata lì, fra quelle piante, fra quei sassi”) – imprime un nuovo corso alle estati di Teresa, che entra in contatto con i riti adolescenziali (“la casetta sul gelso”) e con uno stile di vita affascinante e promettente. Ma è soprattutto l’amore immediato per Bern, nipote in affido a Cesare, lo stimolo che induce Teresa ad abbandonare gli osteggianti genitori (“Come se mio padre, parlandomi del tedesco e delle tombe, volesse allontanarmi da Bern”), Torino e gli studi universitari, per intraprendere nella masseria abbandonata una vita comunarda (“Credo che si possa definirci abusivi”) che – sul finire degli anni novanta – assomiglia a una riedizione evolutiva degli afflati ecologisti e contestatori della cultura hippy (“Mostrai ai ragazzi l’erba di Violalibera”) e post-sessantottina.
Quando la piccola comunità formata con le coppie Danco-Giuliana e Tommaso-Corinne implode e si scioglie (“La fine di un sogno opaco che nessuno di noi, con la sola eccezione di Bern, aveva mai creduto potesse compiersi sul serio e poi durare”), Teresa e Bern decidono d’impeto di sposarsi, anche per affrontare la difficile esperienza della maternità eterologa, che tuttavia avrà un esito fallimentare e fatale per la relazione.

La vita dei due amanti si complica, s’ingarbuglia, naufraga: lo spirito indomito di Bern si esprime in forme di protesta che assumono ora la tattica dei black bloc, ora l’intonazione letteraria del Barone rampante (ndr: per connessione di argomento: chi si ricorda di questo caso di cronaca?). La protesta culmina in uno scontro con la polizia e Nicola (“Un agente di polizia. Si chiamava Nicola Belpanno”) rimane vittima di un omicidio che riecheggia il fratricidio biblico di Caino.

Il finale (Parte terza – Lofthellir), ambientato nella spettacolare natura artico-lunare dell’Islanda (“L’Antropocene? L’era geologica in cui viviamo, in cui ogni cosa del pianeta, ogni luogo, ogni ecosistema è stato alterato dalla presenza dell’uomo… Cominciò a emergere in lui il desiderio di trovare almeno un’eccezione. Qualcosa che non fosse ancora stato visto, rovinato. Qualcosa di puro”), è tanto surreale quanto improbabile (“Bern dentro una grotta: era possibile. In tutti quegli anni… era vissuto in una torre diroccata, in una casa senza corrente elettrica, sopra un albero”), ma consente a Paolo Giordano di formulare la propria ipotesi di una sorprendente coincidentia oppositorum esistenziale: non arriviamo mai a conoscere veramente gli altri, eppure l’intuizione amorosa ci consente di penetrare in profondità l’altro…

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Paolo

Giordano

Libri dallo stesso autore

Intervista a Giordano Paolo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Tim, diciassette anni, albino, è un outsider, precipitato al prestigioso college di Irving per un solo semestre. Alla vigilia del suo arrivo a scuola conosce in aeroporto la bella Vanessa, ma l'incanto di quella notte si infrange contro il muro della realtà: Vanessa intesse una relazione clandestina con Tim ma non intende lasciare il suo Patrick. La tragedia si consuma durante la festa di fine anno: Tim, annebbiato dalle medicine che sta prendendo senza prescrizione, sale su una slitta trascinando con sé Vanessa, e finisce contro un albero. Lei entra in coma e lui perde la vista. È il materiale di partenza per quella che alla Irving diventerà una tradizione: il Tragedy Paper, la tesi di fine anno.

Io sono la neve

Laban Elizabeth

Una passione d'amore bruciante, un lungo viaggio nelle profondità del desiderio di una donna per un'altra donna.

Scritto sul corpo

Winterson Jeanette

Romanzo epocale, "Il tamburo di latta" compie cinquant'anni e conserva tutta la sua carica provocatoria. In modo umoristico e grottesco, narra la vicenda del protagonista Oskar Matzerath, il tamburino inseparabile dal suo tamburo e con una voce potentissima che manda in frantumi i vetri. Dal manicomio dove è rinchiuso Oskar rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla storia tedesca della prima metà del Novecento. Scorrono così nel fiume del suo racconto immagini memorabili, a partire da fatti leggendari come il concepimento e la nascita della madre sotto le quattro gonne della nonna, passando per la sua venuta al mondo ricca di presagi, fino all'ascesa irresistibile del nazismo e al crollo della Germania. È stato nel giorno del suo terzo compleanno che Oskar, in odio alla famiglia, al padre, alla società ipocrita, ha deciso di non crescere più. Da quell'osservatorio particolare che è la città polacco-tedesca di Danzica e poi da Düsseldorf, grazie alla sua prospettiva anomala di nano, può guardare al mondo degli uomini dal basso e scorgerne così meglio le miserie e gli orrori, mentre la sua deformità si staglia contro la ripugnanza della normalità piccolo-borghese. Con occhi disincantati e spalancati sulla ferocia e violenza del mondo grida una rabbia che non risparmia la viltà e la corruzione di nessuno, neppure le proprie. Di questa pietra miliare della letteratura contemporanea viene ora proposta una nuova traduzione.

Il tamburo di latta

Grass Günter

Dopo il dolore causato dalla fine della sua storia con Gabriel, Ayleen ha finalmente ricominciato ad amare: si tratta di un ragazzo misterioso del quale non conosce neppure il nome, ma le è bastato sedere al suo fianco sulla riva del lago per capire che il suo posto è dov'è lui. Ma perché ha la sensazione di potersi fidare ciecamente di un uomo del quale non sa nulla mentre Tamara, la sua migliore amica, le intima di stare alla larga da lui? E se di giorno i dubbi la tormentano, la notte porta con sé incubi dai quali si risveglia immemore con un solo nome a fior di labbra: "Nathan". Gabriel e Nathan, il Bene e il Male e, nel mezzo, una maledizione che attraversa i secoli. Dalla Roma degli intrighi al naufragio del Titanic passando attraverso il Quattrocento di Caterina Sforza, Ayleen viaggerà nella Storia per compiere la scelta più dolorosa, e capirà che il segreto dell'amore riposa nel tempo che scorre sulle cose, travolgendole. Perché l'amore, esattamente come il tempo, non può essere misurato che da un metro soltanto: l'eterno.

Il gioco dei ricordi

Bellini Laura