Narrativa

Don Giovanni in Sicilia

Brancati Vitaliano

Descrizione: Scritto nel 1940, "Don Giovanni in Sicilia" è la storia di Giovanni Percolla, scapolo impenitente logorato, come tutti i suoi concittadini, da un'inestinguibile sete sessuale. Decide però di imprimere una svolta alla propria vita quando sposa la giovane Maria Antonietta, che lo convince a trasferirsi a Milano. Il viaggio risulta un fallimento, e i due sposi decidono di tornare alle radici, dove Percolla riprecipita nella stessa inerzia fatta di gesti sterili e ripetitivi.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Classici

Anno: 2007

ISBN: 9788804568285

PRIMA EDIZIONE

Don Giovanni in Sicilia

Editore:

Anno: 1941

Info:

Recensito da Serena Vissani

Le Vostre recensioni

Romanzo scritto nel 1941. 

Ci si potrebbe aspettare, leggendo tale riferimento, che l’autore avesse in mente di inserirvi determinati riferimenti storici, contro la guerra, contro il fascismo… ed invece ogni evento politico viene radicalmente escluso dalla narrazione. L’attenzione è tutta calamitata sulla vicenda di Giovanni Percolla, quarantenne di Catania che trascorre la propria giornata in due modi che alterna costantemente, a seconda delle varie fasi del giorno: dormire e parlare di donne.

Con questo testo, l’autore inaugura il tema del gallismo che sarà poi caratteristico della sua produzione successiva (si consideri Il bell’Antonio e Paolo il caldo). Per gallismo infatti s’intende quel comportamento dell’uomo secondo il quale si mostra come estremamente spavaldo e volgare nel momento in cui si tratta di parlare della donna, che di fatto rappresenta l’unico argomento di conversazione, seppur nelle sue varie sfumature ed accezioni. Ma quando a quest’uomo è richiesto di mettere in atto quanto afferma, ovvero di concretizzare la sua straordinaria tecnica seduttrice, ecco che lo pervade una timidezza fuori dal comune, quasi stilnovista: eh sì, perché proprio quando Giovanni s’innamora di Ninetta, il suo comportamento cambia, il suo linguaggio diventa più puro, le sue compagnie diventano sempre più elitarie. Il saluto della donna, il suo sguardo saranno elementi che metteranno alla prova la virilità del protagonista.

Dopo il matrimonio, Giovanni si trasferisce al nord, abbandona la Sicilia, e con essa gradualmente perde quelle abitudini che contraddistinguevano la sua vita quotidiana: comincia ad alzarsi sempre più presto, prende a lavorare seriamente e soprattutto smette di interessarsi delle donne. 

Potrebbe darsi che il protagonista abbia vissuto un processo di crescita, un’evoluzione, e sarebbe lecito supporre che continui così fino alla conclusione della storia.
Tuttavia, quando marito e moglie decidono di tornare in Sicilia per una breve visita a parenti ed amici e Giovanni rivede le vecchie amicizie, riprende anche vecchi toni e modi di fare, e la circolarità del racconto e il fallimento della sua crescita saranno rappresentati dal “pisolino” di diverse ore che compie sul suo vecchio letto, nella casa delle sorelle. Questo sonno rappresenta un definitivo ritorno alle origini, il simbolo di un cambiamento non riuscito.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Vitaliano

Brancati

Libri dallo stesso autore

Intervista a Brancati Vitaliano


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Il secondo regno dantesco "dove l'umano spirito si purga / e di salire al ciel diventa degno", è, dei tre, quello che porta nella sua struttura, sia fisica sia morale, la maggiore novità d'invenzione, tanto da poter dire che esso è un mondo, nel suo aspetto e nel suo spirito, soltanto dantesco. Circola per tutto il Purgatorio un'atmosfera difficilmente definibile, come di raccolto incanto, che coglie il lettore fin dall'inizio e l'accompagna fino alle soglie del Paradiso: attingere lo spirito di quella delicatissima aura che tutto avvolge è la via per intendere il Purgatorio dantesco nella profonda bellezza che lo distingue.

La divina commedia

Alighieri Dante

Pedro Páramo è un'opera al meno. È il lavoro della sottrazione continua.Una narrazione senza le astuzie del romanzo.Un brano di Storia senza date e senza eroi.Un tempo immobile.Una metafisica senza mondo. E anche per questo sta, come un sentiero di crinale, alla svolta della narrativa ispanoamericana del Novecento.

PEDRO PARAMO

Rulfo Juan

Quando Thomas si sveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai custodi. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce quando arriva una ragazza, la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo. Ed è il messaggio che porta con sé a stupire. Un messaggio che non lascia alternative...

Il labirinto. Maze Runner

Dashner James

Massimiliano Boni non è un eroe, se non per un giorno in un anno. Questa è la storia degli altri trecentosessantaquattro. In quel tempo fa due cose: corre e scrive. Poi, certo: lavora, legge, si occupa della famiglia, ricorda, rimpiange, sogna. Ma queste altre cose accadono di lato: al centro, corre e scrive. Si prepara alla maratona e tiene un diario. Non è spavaldo, in nessuna delle due sfide. Sa di non essere più un principiante, ma non ancora un campione. Abbassa la testa, cerca di imparare dai grandi e da chi gli viaggia a fianco. Lo accompagnano, tra gli altri, un amico straniero, la nonna "Baccajella", Murakami Haruki, Cormac McCarthy, la memoria di uno sciatore chiamato Roberto Grigis e la fantasia di un nuovo figlio in arrivo. È uno di noi, uno di voi, una delle migliaia di figure smilze e colorate che vediamo ansimare mentre le superiamo motorizzati, domandandoci: "Chi glielo fa fare?". Porta questo interrogativo a un livello più profondo. Scava dentro le proprie tracce per trovare il solco di un impegno che comprende molto più dell'allenamento per una gara. Ne fa una questione di fede: nelle proprie possibilità, nella legge umana e, infine, in quella divina. Il suo linguaggio si scioglie avanzando verso il traguardo dove la vita è in agguato, come sempre comica e tragica, pronta a dare in modo inatteso e a togliere quel che ci si aspettava. In entrambe le sue sfide Boni è un outsider, ma arriva in fondo. La fatica avvera i desideri.

Solo per un giorno

Boni Massimiliano