Narrativa

Dove troverete un altro padre come il mio

Campo Rossana

Descrizione: Rossana Campo, ancora una volta senza infingimenti e con lo stile dirompente e "difforme" che caratterizza la sua produzione letteraria, ma mettendosi in gioco forse più che in ogni altro suo libro, racconta qui il rapporto con Renato, il padre amatissimo e difficile scomparso di recente; o meglio con le molteplici figure, spesso contraddittorie, che Renato ha incarnato lungo tutta la sua vorticosa esistenza: il maestro di vita che fin da piccola esorta la figlia a rifuggire ogni forma di condizionamento e ipocrisia, ma anche l'irresponsabile che per niente e nessuno si separerebbe dalla sua amica più fidata: la bottiglia; l'individuo gioviale e irriducibilmente ottimista, ma anche l'attaccabrighe, dominato da una rabbia incontenibile; e ancora lo "zingaro" che non sopporta alcuna imposizione e non riconosce alcuna autorità, il contaballe prodigioso, il casinista indefesso, il terrone orgoglioso in un Nord che lo respinge... in una parola un essere infinitamente vitale e tremendamente fragile. Ne emerge un racconto, magari spudorato, ma proprio per questo di rara autenticità, della parte più profonda di sé.

Categoria: Narrativa

Editore: Ponte alle Grazie

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788868330675

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Rossana Campo si è aggiudicata il Premio Strega Giovani 2016 con il romanzo Dove troverete un altro padre come il mio (Ponte alle Grazie).
Il premio speciale viene decretato da una giuria composta da cinquecento giovani d’età compresa tra i sedici e i diciotto anni, studenti di cinquanta scuole superiori e quindi riveste, nella mia curiosità, un particolare significato in quanto la scelta operata dai giovani è sintomatica dei loro gusti e interessi ed è espressione di tendenze, preferenze e stati d’animo generazionali (ovvio, tutto ciò nell’ambito della precedente scelta che ha ristretto a dodici la rosa dei candidati).

Con questa curiosità socio-psicologica ho pertanto letto il romanzo di Rossana Campo, un poco prevenuto rispetto al linguaggio che tanto accomuna il testo alla parlata greve degli  adolescenti.
Possibile che sia soltanto questo il motivo della predilezione dei teenagers?
La risposta è giunta in modo autonomo con la lettura dell’ultima pagina del libro. E questa è la mia opinione finale: «Nossignori, questo romanzo ha coinvolto i ragazzi perché smuove l’intimità (“Io prendevo questi fogli con una tempesta nel cuore, lo sentivo un gesto molto intimo”), interpreta la pena, dà forma al senso dell’inadeguatezza (“Lui c’era? Ha assistito al parto?”) e della diversità che probabilmente impazza in molti di loro, come in molti di noi. E lo fa in modo grezzo, con linguaggio rude e cacofonico (“Mi stanno sul culo i normali, i precisini…”), attraverso l’estetica dell’inquietudine.»

Sarebbe stato facile celebrare un padre idealizzato.
Credo non sia affatto semplice ritrarre un padre irrequieto (“La sua amata compagna di vita, la sua stella polare, la sua bottiglia”), ripercorrere i ricordi di sofferenze (“Papà ha perso un’altra volta il lavoro, è di nuovo disoccupato e mamma cuce...”) inflitte da una condizione di disagio (“Quando dovevamo tornare a casa in silenzio, quasi di nascosto, nella casa devastata dalle sue crisi, dal suo dolore, dalle emorragie…”), isolare le gioie di una vita instabile (“Ho vinto il premio della Cassa di risparmio di Genova e Imperia”), aggrapparsi al vitalismo e all’originalità (“La lanterna troppo bella ma completamente sbagliata che mi aveva disegnato Renato”) di uno spirito irregolare. Ed è doloroso immedesimarsi in un padre difficile (“Ho cercato di assomigliarti il meno possibile, ma ti assomiglio troppo…”), sino a percepirlo coessenziale, sino a rimpiangerne l’assenza (“Non lasciarmi sola quaggiù pa’, io non sono attrezzata per stare al mondo senza di te, senza nemmeno più uno della mia tribù, senza nemmeno più un apache, uno zingaro…”)…

La parte finale del romanzo è struggente (“Questi millesettecento euro che ha lasciato a noi figli mi sembrano un regalo grandioso, come se ci avesse lasciato un castello”) e disperatamente raziocinante (“Com’è che hai cominciato a bere?”). Rossana Campo fa provare il rimorso al lettore che giudica (“C’è sempre qualcuno, un normale che arriva a dirmi che testa di cazzo è mio padre”). E lo coinvolge convincendolo che un padre come questo è speciale davvero, perché anche da morto sa inviare messaggi di appartenenza alla sua figliola prediletta (La lontananza sai è come il vento…).
E allora sì, si comprendono facilmente i motivi della scelta dei giovani.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Rossana

Campo

Libri dallo stesso autore

Intervista a Campo Rossana

Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro.

LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO

Fallaci Oriana

Questa è la terza avventura per l’investigatrice Stella Spada, apparsa sulla scena con “L’Ombra della Stella”, ritrovata poi in “Terra alla Terra”. Questo romanzo si svolge nella periferia estrema di Bologna, in un enorme palazzo grigio cemento, in una zona trascurata e degradata. In questo grande condominio, troppe persone negli ultimi anni sono rimaste vittime di incresciosi incidenti. Stella viene chiamata da una inquilina per indagare su queste morti, apparentemente non collegate tra loro. E Stella indaga, in quel suo modo così personale, fino alla soluzione del mistero. Nel suo percorso si appoggia al commissario Marconi, con il quale ha un rapporto di amore e odio, ma che le è indispensabile per le informazioni che le occorrono nell’indagine. Ritroviamo anche la precedente proprietaria dell’agenzia investigativa, Silvia, uccisa da Stella nel primo romanzo, che continua ad apparire accanto a lei nei momenti meno prevedibili. Molti sono i personaggi che ruotano attorno a Stella, portati all’estremo nella loro caratterizzazione, facenti parte del sottobosco di una grande città.

Grigio come il sangue

Lusetti Lorena

Qual è il segreto che custodisce un libro? Quali sono i libri che non abbiamo dimenticato e perché? Come può un libro essere un incontro? Cosa significa leggere un libro? In che modo l’inconscio può aprire un libro? Tutti questi interrogativi tracciano le vie lungo le quali Massimo Recalcati ci accompagna verso una nuova teoria della lettura con il racconto suggestivo dei libri che hanno segnato la sua formazione umana e intellettuale, dall’Odissea agli Scritti di Lacan. Ne scaturisce un’opera davvero unica: teorica e intima insieme, un intenso spaccato autobiografico di cosa può significare per una vita l’esperienza della lettura, un grande e appassionato elogio del libro in un’epoca che vorrebbe decretarne la morte. “I libri sono tagli nel corso delle nostre vite. Ogni incontro d’amore ha la natura traumatica del taglio. L’incontro con un libro è un incontro d’amore."

A libro aperto

Recalcati Massimo

Roma, 25 agosto 1960. È in pieno svolgimento la cerimonia d'apertura della XVII Olimpiade moderna. Davanti ai capi di Stato di tutto il mondo sfilano atleti provenienti dai quattro angoli della Terra, portando con sé speranza, giovinezza, ma anche le delicate questioni di politica internazionale. Negli ambienti dei servizi segreti si diffonde la voce che ci sarà un tentativo di rapimento ai danni del presidente Gronchi da parte di una frangia deviata degli stessi servizi e di un gruppo di attivisti di estrema destra. Unendo la ricostruzione storica alla leggenda e all'invenzione, Colombati tratteggia un affresco d'epoca, nel quale scorre un thriller terribile e incalzante. Tra i protagonisti ci sono personaggi storicamente esistiti, su tutti lo scrittore americano John Fante, che si trova invischiato in una vicenda di spie e controspie. E quelli inventati, ma non meno reali, come Agostino Savio, agente segreto affascinante e ambiguo. O anche Olimpia Meneguzzer, figlia di un crudele maggiore del SIFAR in odore di golpe, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti di questo romanzo.

1960

Colombati Leonardo