Giallo - thriller - noir

Dracula ed io

Morozzi Gianluca

Descrizione:

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: TEA

Collana: Narrativa Tea

Anno: 2019

ISBN: 9788850253012

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Cosa succede se Dracula abbandona la Transilvania e si manifesta a Bologna? L’esperimento è il tema di Dracula ed io di Gianluca Morozzi, che ambienta nella città felsinea una vicenda humour-horror con un protagonista irrituale: un vampiro che sfida i cliché (“Dracula aveva impiegato qualche secolo a imparare a uscire in pieno giorno senza danni”), le mitologie (“Lo aveva sempre divertito l’idea romantica del vampiro che dorme nella bara”) e le dicerie (“Come quelle altre sciocchezze sull’aglio, la croce, il frassino e gli specchi”), ferme restando la vocazione (“Dracula aprì la dispensa: c’erano fiale di sangue in numero tale da sfamare non solo lui, ma tutti i figli ancora vivi che aveva sparso per il mondo”) e le proprietà del personaggio (“Se fosse diventato nebbia, il pezzo di metallo in testa che lo devastava di dolore… sarebbe caduto per terra lasciandolo libero”).

L’io narrante è Lajos, figlio di uno scrittore famoso alla ricerca di una propria identità letteraria con l’avvenente e ambigua editrice Maddalena: abita in un palazzo maledetto, frequenta con i coinquilini Betty, Diana, Lobo e Orrido (“Saremo un’unica, splendida famiglia felice… sembra… l’undicesima stagione di Friends”) una bettola nel Quadrilatero (“Il Quadrilatero è bello e suggestivo, ma quelle vecchie stradine…”), gestisce la fumetteria Batcaverna coadiuvato dalla sensuale Henna (“Essendo la prima volta in assoluto che Henna e io avevamo un contatto fisico, l’evento aveva irrorato all’istante i miei corpi cavernosi”).

La vita di Lajos incrocia una delle vite del condomino Vlad alias Dracula (“Una sorprendente somiglianza con l’interprete di Iron Man… il sosia di Robert Downey Jr.”), che periodicamente – il 23 agosto di anni determinati dal lancio del dado – incontra l’ambivalente Indaco (“L’assassino conosceva la particolarità di Indaco, la resurrezione a senso invertito?”) proprio nell’osteria delle Tre spade, gestita da Ringo nel vicolo di Mezzo.

Introdotto da una scena splatter (“Jadel Piva spalanca gli occhi, fissando le proprie budella esposte all’aria, lì, davanti a lui”), il romanzo si snoda tra situazioni surreali e omicidi (“Jadel Piva, il ginecologo, viene trovato con un buco nella pancia e gli intestini srotolati. Oggi una donna incinta ricompare morta e senza più il bambino… Cos’è, il serial killer della pancia?”) che sembrano avere una matrice comune ascrivibile a un serial killer (“Dopo tre madri e tre bambini morti o spariti in un week end, il nome di Erode non suona poi male per definire il killer”) che s’ispira agli atroci destini delle consorti di Dracula (“Lettera dopo lettera, con calma degna di un antico amanuense, incide un altro messaggio per Dracula”).

Molto divertente il doppio finale: con doppia sorpresa e con appuntamento alla prossima puntata!

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Gianluca

Morozzi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Morozzi Gianluca

"[...] Una narrazione decentrata che ricerca la profondità e si proietta in realtà diverse e spesso inconciliabili facendoci godere dei gusti e delle diversità, del confronto, soprattutto con le nostre paure che ci palesano fragili. Letta l'ultima pagina, non ci resta che posare lievemente una nostra mano sul cuore e poi su questo libro, sulle esistenze che riporta, per difenderle dall'oblio." (dalla postfazione di Roberta Lagoteta)

Il cappotto blu

Balzano Anna Maria

È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.

La regola dell’equilibrio

Carofiglio Gianrico

Diciassette storie di servan, giganti, animali, streghe, vecchie megere e quant'altro abbia da sempre popolato i racconti della tradizione piemontese, e non solo. Diciassette storie a cavallo tra Piemonte e Liguria, di paura, follia, superstizione, esorcismi, di diavolerie in genere. Bruno Vallepiano ci accompagna in un mondo che è appena scomparso, ma le cui lunghe ombre ci toccano ancora, non facendoci dormire sonni troppo tranquilli.

La pietra delle masche

Vallepiano Bruno

Con questo romanzo, scritto nel 1904, Pirandello scrisse la prima grande "metamorfosi" della letteratura contemporanea. Mattia, bibliotecario ligure, detestato dalla moglie e dalla suocera, casualmente diventa ricco e, grazie a uno scambio di persona, inizia un viaggio che lo condurrà alla follia in una stanza dove un misterioso affittacamere, Anselmo Paleari, favorirà i suoi sdoppiamenti e le sue vertigini esoteriche in una spirale senza uscita, per molti versi simile a quella di Gregorio Samsa nella "Metamorfosi" di Kafka.

Il fu Mattia Pascal

Pirandello Luigi