Letteratura americana

DRACULA IN LOVE

Essex Karen

Descrizione: Londra, fine Ottocento: la giovane Mina Murray convive segretamente dall'infanzia con un dono inquietante, la capacità di leggere i pensieri e di vedere presenze invisibili agli altri. Quando il suo fidanzato Jonathan si allontana per lavoro, chiamato da un misterioso Conte, Mina raggiunge la sua amica Lucy nello Yorkshire: qui, tra leggende sugli spiriti locali e macabre avventure notturne, scopre la sessualità disordinata dell'amica, fidanzata con un Lord ma amante di un focoso pittore americano. Poco dopo il matrimonio con il Lord, Lucy viene a mancare: al funerale Mina conosce il dottor Seward, direttore dell'ospedale psichiatrico in cui Lucy è morta. Da alcune lettere, Mina scopre che Lucy era stata ricoverata a forza dal marito e sottoposta da Seward a torture spaventose per curarla, e decide di indagare. Nel manicomio sono ricoverate donne “isteriche”, curate con vere e proprie torture, spesso a sfondo sessuale. Mina viene imprigionata da Seward e sottoposta alle stesse torture che hanno ucciso Lucy, ma viene liberata da una belva misteriosa e si risveglia in casa del Conte. Qui troverà la spiegazione alle sue facoltà sovrannaturali, mentre il Conte che veglia su di lei la preparerà allo scontro finale tra il bene e il male, suggellato da un vampiresco patto di sangue.

Categoria: Letteratura americana

Editore: Bompiani

Collana: Narratori Stranieri

Anno: 2010

ISBN: 9788845266232

Trama

Le Vostre recensioni

Dopo aver apprezzato davvero molto le due precedenti opere di Karen Essex (I cigni di Leonardo e Le due donne del Partenone) mi sono avvicinata al suo ultimo romanzo con un pochino di timore: come mai una scrittrice tanto avvezza alla ricostruzione storica, all’indagine quasi scientifico-sociologica sul ruolo della donna attraverso i secoli, si cimenta in un romanzo che è quasi un fantasy?

Avverto i lettori che non ho raggiunto la consapevolezza della risposta, ma posso con sereno compiacimento dire che ho ritrovato anche in quest’opera le tematiche tanto care all’autrice e credo ai suoi lettori.

Aggiungo immediatamente che di vere e proprie digressioni e fughe fantasy non se ne incontrano per tre quarti del libro, e che la ricostruzione fedele e di taglio storico dell’epoca risulta come sempre molto affascinante ed istruttiva. Attraverso i pensieri e l’evoluzione della protagonista, Mina, che molti ricorderanno come protagonista sia del romanzo di Bram Stoker, sia del film di Francis Ford Coppola allo stesso ispirato, si riesce a comprendere la mentalità dell’epoca, la si riesce a percepire in modo vitale e davvero umano, lasciando da parte il freddo distacco dello studio sociologico fine a se stesso ed affrontandola con la consapevolezza che, a parte le convenzioni, l’indole umana è la stessa che potremmo incontrare in ogni epoca.

Si potrebbe riflettere e dire molto delle incongruenze di trama rispetto agli illustri predecessori cui il romanzo si ispira volutamente e anche di quella mitica Mina immaginata e creata da Bram Stoker e rivoluzionata dal film di Coppola; osservo solo che in questo libro, che si propone in sostanza come un diverso punto di vista della vicenda, interamente focalizzata dal punto di vista interno di Mina (ma lontano per la maggior parte del tempo dalla vicenda fantastica in cui è invece coinvolto Dracula insieme agli altri personaggi, da Lucy a Seward e Van Helsing, a Jonathan Harker), ci siano molte più somiglianze con la versione cinematografica che con quella letteraria ottocentesca.

Probabilmente questo permette all’autrice una maggiore duttilità in funzione dei temi a lei cari, più moderni rispetto a quelli trattati nel libro di Stoker, che in fondo è ben fermo nella rappresentazione orrorifica del vampiro e della sua disumanizzazione, mentre in quest’opera si da molto risalto all’evoluzione passionale e sensuale della vicenda, alle credenze popolari e alla critica al fanatismo, ed in fondo l’autrice gioca davvero bene sull’orlo del confine tra superstizione e cultura, lasciando aperte più chiavi di lettura.

Che abbiate apprezzato o solo conosciuto i prodotti letterari o cinematografici cui Karen Essex si ispira in questo suo nuovo romanzo, o che non ne sappiate nulla, penso di poter dire che questa storia piacerà o colpirà la maggior parte dei lettori che la avvicinino: a patto che non rimangano sconcertati dalle tante, forse troppe, scene erotiche raccontate nello scandire l’evoluzione psichica della protagonista, e che nutrano una sana e robusta curiosità verso le epoche storiche passate (ma non troppo lontane, in fondo).

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