Racconti

Dritto al cuore

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Descrizione: "Io sono per il finale aperto. Diciamo che sono uno strenuo difensore dei puntini sospensivi. [...] Sono perle predisposte a diventare girocollo e ruota panoramica da Luna Park quando gli scrittori si incontrano nello stesso libro, anche se alcune storie puzzano di zolfo prevale l'essenza di zucchero filato. Un'essenza che passando per le narici arriva 'dritto al cuore'. [...] Puntini sospensivi non sono solo canzonette questi racconti. Se scrivi solo di 'testa' ti può venire un'emicrania, se scrivi di 'pancia' rischi la pancreatite, se scrivi di 'cuore' hai un fine, non una fine." (dalla prefazione di Andrea G. Pinketts) "Molti potranno pensare che sia di cattivo gusto pubblicare racconti di morti, delitti e misteri a favore dei bambini, ma abbiamo voluto indirizzare l'antologia non a chi conosce e vive l'Ospedale Bambino Gesù, ma ai lettori accaniti di un genere che non ha età. Non ci interessa che siano i genitori dei supereroi ad acquistare una copia di Dritto al Cu ore, ma speriamo che siano soprattutto i lettori che non hanno idea di cosa significhi vivere mesi e anni nell'attesa che la medicina risponda a silenziose domande di speranza." (dall'introduzione di Sira Terramano)

Categoria: Racconti

Editore: Galaad Edizioni

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788898722143

Recensito da Elpis Bruno

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La raccolta “Dritto al cuore” viene proposta come “antologia del mistero, del grottesco e della follia”.
Nella prefazione, Andrea G. Pinketts ricorre all’immagine di “perle predisposte a diventare girocollo e ruota panoramica da Luna Park”, asserendo che “se scrivi di cuore hai un fine, non una fine”.
L’opera è stata pubblicata per un’importante finalità benefica: il ricavato sarà devoluto al progetto “Mettici il cuore” dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Al link http://www.galaadedizioni.com/dritto-al-cuore/ potrete aderire fattivamente all’iniziativa, mediante l’acquisto dell’antologia.

Anche noi riprendiamo un passaggio importante dell’introduzione di Sira Terramano, instancabile curatrice (insieme a Igor De Amicis e Vincenzo Valleriani) di questo progetto: “Molti potranno pensare che sia di cattivo gusto pubblicare racconti di morti, delitti e misteri a favore dei bambini, ma abbiamo voluto indirizzare l’antologia non a chi conosce e vive l’Ospedale Bambino Gesù, ma ai lettori accaniti di un genere che non ha età. Non ci interessa che siano i genitori dei supereroi ad acquistare una copia di Dritto al Cuore, ma speriamo che siano soprattutto i lettori che non hanno idea di cosa significhi vivere mesi e anni nell’attesa che la medicina risponda a silenziose domande di speranza.”

Peraltro, a questi pensieri e autorizzati dall’interessata, noi rispondiamo pubblicando uno dei racconti dell’antologia. Non a caso, scegliamo “Notte al Museo” di Marina Paolucci: per sua stessa professione, la nostra testimonial non si sente portata a scrivere nel genere al quale, purtuttavia, è approdata con il solo fine di andare direttamente “Dritto al cuore”… rappresentando, con romantica fantasia, il coraggio ingenuo e (in questo caso, anche narrativamente) disarmante che può avere un bambino…
A proposito, avete mai pensato che il termine “coraggio” ha la stessa radice di “cuore” (dal latino cor, cordis)?

Notte al Museo 

Quella sera la classe si recò al museo d’arte contemporanea.
La “notte al museo” era contemplata nelle uscite scolastiche.
Il guardiano accolse quattordici bambini di quinta elementare accompagnati dall’insegnante di scienze. Chiuse il cancello dell’edificio e rientrò nella guardiola.
La classe iniziò il percorso entrando in una piccola sala, che si immetteva in un’altra. Così via. Un labirinto.
Visitò il museo, alla scoperta di capolavori. Rimase divertita dai quadri di Antonio Conte, pittore dei pesci rossi, e rapita da quelli vitali e surreali di Nicola Piscopo.
A mezzanotte si accampò nella penultima sala per dormire. L’ultima era troppo umida, confinava con il giardino.
L’insegnante spense la luce e augurò la buonanotte.
Nel silenzio esplosero sonore risate e pernacchie. Il buio divenne un animato brusio. Brillavano occhietti vispi, rischiarati dai raggi della luna che filtrava dalle finestrelle.
Giunsero dei rumori dall’ultima sala. Chi era?
Qualcuno accese la luce.
Due ladri, col volto coperto dal passamontagna!
Gli alunni gridarono terrorizzati. Qualcuno pianse.
«Tutti a terra! Fermi, o sparo!» urlò un ladro, armato di pistola.
L’insegnante si offrì come ostaggio.
All’improvviso, un bimbo paffutello, dai capelli pel di carota e il viso punteggiato di lentiggini, puntò un dito verso i banditi.
«Voi, ce l’avete una famiglia? Dei bambini? Uccidereste per dei quadri?»
I ladri rimasero colpiti al cuore da quelle parole. Tentarono la fuga. Vennero catturati dalla polizia, chiamata dal guardiano.
I bambini, rientrati a casa sani e salvi, ingigantirono l’accaduto come commedianti.
L’indomani, a scuola, il preside si complimentò con il coraggioso bambino e gli donò un bellissimo quadro d’autore, con dedica speciale.

Marina Paolucci

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