Teatro

Edipo re

Sofocle

Descrizione: L'"Antigone", la più antica delle sette tragedie sofoclee pervenutaci, riportò la vittoria negli agoni tragici del 442 a. C. e narra di Antigone che trasgredisce gli ordini del re Creonte in nome delle leggi divine e decide di seppellire il fratello Polinice. "Edipo re" è uno dei capolavori del teatro tragico di tutti i tempi; uno dei monumenti della poesia e del pensiero greco. Il re tebano che inconsciamente uccide il padre e sposa la madre, e che poi lentamente scopre i propri misfatti, non è solo il protagonista di un dramma scenico tecnicamente perfetto, ma altresì il simbolo dell'oscura, inconsapevole vicenda dell'uomo, creatura di enorme e nessun valore, di sublime e inetta capacità, alla fine sventurata. Ma quando poi "Edipo a Colono" riprende la storia e presenta il protagonista che, dopo essersi accecato, a distanza ormai di anni, approda con l'unico sostegno della figlia Antigone alla terra ospitale di Atene per morirvi, il delitto e la sventura hanno trovato nella sofferenza la catarsi. Gli orrori sono resi sublimi, l'esperienza eroica. La tensione si è allentata, l'equilibrio ristabilito, e la tragedia, ancora dolente ma piena di saggezza e di affetti, sfuma in una religiosità rasserenante.

Categoria: Teatro

Editore: Einaudi

Collana: Tascabili Classici

Anno: 2009

ISBN: 9788806196516

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Il ciclo di Edipo ha fornito attraverso i secoli una varietà pressoché infinita di ispirazioni.

Vi si è appellato Sigmund Freud, che ha assunto il complesso d’Edipo come centrale nelle dinamiche psicanalitiche.

C’è anche chi ha visto “l’Edipo Re” di Sofocle come il padre della détective story: la tragedia si apre con una pestilenza, della quale si ignora la causa; sullo sfondo, un omicidio illustre: quello di Laio, sovrano di Tebe al fianco della regina Giocasta. Rivelazione dopo rivelazione, proprio come nei thriller, il tragediografo traccia il disegno che restituisce soluzione e razionalità a tutti gli eventi misteriosi che affliggono Tebe.

In chiave decisamente più leggera, ricordo che un noto (il più noto?) settimanale di enigmistica intitola al tragico eroe diverse  rubriche come “L’Edipeo enciclopedico” e, per gli amanti dei rebus, “l’antologia di Edipo”, che allude all’abilità del futuro re di Tebe nel risolvere i quesiti della Sfinge.

In questo mare di allegorie e di simbolismo, per una volta ascolterò il monito della ‘bad girl’ della letteratura mondiale: Amélie Nothomb, che ne “L’igiene dell’assassino” sbeffeggia i commentatori sempre pronti a intravedere simboli e i critici proclivi a decodificare i retropensieri di un’opera. “Posso permettermi di scrivere le verità più rischiose, in esse non si vedrà mai altro che metafore”.

E quindi, forte di questo monito, desidero sottolineare alcune dimensioni della tragedia-capolavoro di Sofocle. Dimensioni che risiedono in re ipsa e non nelle interpretazioni della stessa.

Innanzitutto la poetica corale: nel parodo, negli stasimi e nell’esodo della tragedia. Sono momenti introduttivi, di passaggio e di riflessione profonda nell’incalzare degli eventi tragici.

In secondo luogo, superba è la capacità di creare un’atmosfera di tensione, prima attraverso la minaccia della Sfinge, poi con il ricorso a profezie da decriptare: l’oracolo di Delfi, interpellato da Giocasta e da Creonte; il vaticinio dell’indovino Tiresia.

Tertium: la trama è complessa e a incastro. Identifica – dopo tanta oscurità – il senso pieno degli eventi. Che poi è soltanto uno: l’uomo è fragile e solo di fronte alla potenza del destino. E la verità acceca.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Sofocle

Libri dallo stesso autore

Intervista a Sofocle


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Christian insegna letteratura latina cristiana, è ricco e appassionato di cronologia. Giose è stato una meteora della musica punk-rock anni Ottanta, non si è mai preoccupato dei soldi e cucina in modo splendido. Christian è razionale, prudente e talvolta distaccato; Giose è istintivo, esuberante, affettuoso fino all'eccesso. Si amano. Per avere un figlio sono andati fino in Armenia: li è nata Eva. La loro è una famiglia felice, che però si spezza con la morte improvvisa di Christian. Giose non è ritenuto un tutore adeguato e la bambina viene affidata a uno zio. Tre anni dopo Eva è una ragazzina di seconda media, fiera e orgogliosa. Durante un litigio nella metropolitana di Milano spinge un compagno di classe sotto il treno in arrivo. Convinta di averlo ucciso, fugge e raggiunge Giose in un casolare sugli Appennini: con lui risalirà la penisola per affrontare le conseguenze del suo gesto. Durante il viaggio scoprirà molto su se stessa e sui suoi genitori, e conoscerà la storia meravigliosa cui deve la vita.

Sei come sei

Mazzucco Melania G.

Un pericoloso maniaco, detto il Collezionista di occhi, rapisce i bambini e li nasconde. Uccide la madre. Il padre ha quarantacinque ore a disposizione per scoprire il nascondiglio. Questo è il gioco. Quando l’ultimatum scade, la vittima muore. Ma l’orrore non finisce qui, perché al cadavere del bambino manca qualcosa: l’occhio sinistro. L’assassino però non vuole essere considerato un collezionista, ma un giocatore. E in questo gioco sinistro è intrappolato anche il reporter Alexander Zorbach, un ex poliziotto, narratore in prima persona, che man mano che la storia procede si rende conto che sta diventando sempre di più una pedina in un duello mortale. Il Collezionista di occhi finora non ha lasciato tracce. Ma improvvisamente compare una testimone misteriosa: Alina Gregoriev, una psicoterapeuta cieca, che sostiene di poter vedere nel passato dei suoi pazienti attraverso il semplice contatto fisico. E forse, ieri, ha avuto in terapia proprio il Collezionista di occhi…

IL GIOCO DEGLI OCCHI

Fitzek Sebastian

Sorridere è un esercizio del viso e dello spirito, minimo e, in entrambi i casi, salutare e cosmetico. Farlo di giorni inventati; di amori che, come cani, riportano piccioni raccolti per strada; di calzini appaiati, smarriti se lasciati da soli; di abiti che se interrogati, rispondono; di una nonna che fa la rana e di una vagina che si dà nomi. Farlo sull'amore, sulla parola futuro, sulla fine del mondo. Un mondo con meno rughe che, a ben vedere, è lo stesso che abitiamo. Poesia divertita, incantata, agguerrita, femminile, pop, che fa compagnia come le piccole verità.

Poesie antirughe

Racca Alessandra

I bambini osservano muti le giostre dei grandi

Marotta Giuseppe