Letteratura femminile

EMMANUELLE

Arsan Emmanuelle

Descrizione: Un romanzo nel quale il corpo passa da oggetto del desiderio a soggetto che desidera e cerca di appagare i propri sogni.

Categoria: Letteratura femminile

Editore: Bompiani

Collana:

Anno: 2009

ISBN:

Trama

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…l’erotismo – l’erotismo di qualità – rifugge dalle folle come ogni arte. Rifugge dalla mischia, dal rumore, dai lampioni da fiera, dalla volgarità. Ha bisogno del numero ristretto, di mancanza di tensione, di lusso, di scena. Ha le sue convenzioni, come il teatro“.

L’erotismo è arte, è tensione perenne verso il bello, è cambiamento costante, è rispetto delle regole: una morale della bellezza e del piacere, l’unica capace di condurre l’uomo verso la libertà e la felicità, riscattandolo dalla sua atavica natura brutale.

Perché ciò avvenga è necessario che l’individuo impari ad ascoltare il desiderio e a conoscere il proprio corpo. Non vi sono istinti elementari da soddisfare nell’erotismo, ma conoscenza e lentezza, slancio e passione, razionalità e asimmetria.

Emmanuelle Arsan – pseudonimo della scrittrice thailandese Marayat Bibidh’- ha le idee chiare sull’erotismo: il corpo esige piacere, ma ciò richiede conoscenza e preparazione. Non ci si improvvisa buoni amanti.

Emmanuelle, la protagonista di queste pagine, donna avvenente e di indole curiosa e inquieta, si lascia condurre da mani esperte – ora femminili ora maschili – alla ricerca del piacere erotico, scoprendo dentro di sé una naturale propensione per l’arte di godere.

Emmanuelle è avida di carezze capaci di indagare i suoi punti più sensibili, di penetrare le aperture del suo corpo e generare in lei il massimo godimento. Emmanuelle non è fatta solo per ricevere ma anche per donare piacere, lei “dispensatrice di più serena soddisfazione“, impegnata ad ingenerare nel partner – con la bocca, le mani ed il sesso – un flusso crescente di euforia.

Emmanuelle comprende la necessità di saper provocare da sola il proprio piacere, cosciente del fatto che “il regno dell’erotismo continuerà a restare chiuso per colui che non sa aprire la porta alla sua solitudine“; tuttavia riconosce – anche attraverso la lezione di etica erotica del seducente Mario – che, come ogni forma d’arte, anche l’erotismo necessita di spettatori per essere “arte felice“.

Ecco che allora la giovane donna si lascia prendere dal marito Jean sotto l’occhio indiscreto della servitù, si cimenta in una fellatio nel tempio dedicato al dio Priapo sotto gli occhi accesi di desiderio di uomini devoti, si denuda e masturba il suo maestro di erotismo Mario a bordo di un sam-lo che li conduce tra le vie di Bangkok, perché “una certa audacia non è affatto volgare: volgare è solo l’eccesso di pudore“.

Emmanuelle Arsan – con il suo libro uscito per la prima volta nel 1965 – ci propone un erotismo affrancato dal peso di una morale ipocrita e frustrante, finalmente libero di esprimersi al di fuori degli argini del pudore, ma regolato da dinamiche nuove e più attente alle esigenze del corpo, senza tuttavia diventare schiavo di pulsioni primitive. L’erotismo è il bello e ciò che è bello “è affrettarti a scoprire, a prendere il tuo slancio […], è fare ciò che non hai ancora tentato, […], è essere capaci di conoscere tutto, […], è ciò che non ha mai lo stesso gusto e non ha il gusto di nient’altro, […], è essere il contrario dell’animale gregario, addomesticabile e pigro, […] è dire no alla tentazione che ti immobilizza, che ti lega o che ti limita […]. Ciò che è bello è trovarsi ogni giorno un nuovo soggetto di stupore, una ragione di meraviglia“.

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