Narrativa

L’erba delle notti

Modiano Patrick

Descrizione: Jean è uno scrittore solitario che fatica a distinguere il presente dal passato, i ricordi veri da quelli immaginari. Eppure non ha sognato: sul suo vecchio taccuino nero degli anni Sessanta sono infatti annotati nomi, numeri di telefono, date di appuntamenti, e persino brevi testi «che hanno qualcosa a che fare con la letteratura». Fra questi nomi spicca quello di Dannie e Paul Chastagnier, Duwelz e tutta la loro banda di loschi personaggi che frequentano locali equivoci come l’Unic Hotel o il bar «66» vicino ai giardini del Luxembourg, teatro di frequenti retate notturne. Nelle sue lunghe passeggiate negli stessi quartieri di allora, fra i palazzi e la folla anonima della Parigi moderna, Jean ricorda un’epoca in cui non esistevano gli iPhone, un tempo in cui la città era diversa: una topologia dove il reale trascolora nel sogno, quasi un paesaggio interiore dove a volte si apre un varco nel tempo, e dalla memoria scaturiscono fantasmi del passato o scrittori come Gérard de Nerval, Tristan Corbière e perfino Jeanne Duval, la musa di Baudelaire. Così, riaffiorano alla mente dettagli incompiuti, segreti mai svelati, misteri irrisolti: perché la polizia lo aveva interrogato? Cos’era successo al pianoterra di quell’appartamento sul lungosenna? C’è forse un legame con la guerra d’Algeria e l’affare Ben Barka? E poi, quale significato attribuire alle parole di Dannie: «Cosa diresti se io avessi ucciso qualcuno» e, soprattutto, alla sua improvvisa scomparsa? La verità è lì a un passo, eppure irraggiungibile. Un romanzo onirico, evocativo che incanta con la sua melodia coinvolgente e risuona a lungo nella memoria e nel cuore, come il sassofono preciso e malinconico di Stan Getz.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2014

ISBN: 9788806216931

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Con “L’erba delle notti” il premio Nobel Patrick Modiano affronta un tema caro alla letteratura francese che dal secolo scorso – con la filosofia di Bergson e “La recherche” di Proust – s’interroga su meccanismi, dinamiche e caratteristiche di un’entità che è al tempo stesso enigma, opportunità e fonte di sentimenti: il tempo. Sperimentando “quella leggera vertigine che ti coglie, appunto, ogni volta che si apre una breccia nel tempo”.

Così anche Jean, scrittore, si muove in una Parigi ove le dimensioni spazio-temporali si sovrappongono (“Marie Anne Leroy, ghigliottinata il 26 luglio 1794 a ventun anni”) e ove i personaggi reali s’intrecciano a presenze metafisiche (“Mi ero detto che fosse la reincarnazione di Jeanne Duval, o Jeanne Duval in persona”). Emergono così i particolari di una storia di gioventù, che giace sepolta nella memoria e può essere forse rivitalizzata grazie agli appunti di un diario (“Tra tutti questi appunti, alcuni hanno una risonanza più forte di altri”). Si tratta dunque di risalire a dettagli e indizi, connetterli, interpolarli (“Finalmente grazie a un codice segreto riesci a decifrare ciò che hai vissuto immerso nel caos, senza capire bene…”) per pervenire a una verità anche dolorosa rispetto a fatti vissuti senza una coscienza completa (“Tutti questi particolari mi tornano in mente alla rinfusa, a sprazzi, e spesso al luce si offusca. In contrasto con le precise annotazioni del taccuino”) e per questo smarriti nel tempo.

La narrazione di Modiano è affascinante e si svolge interpretando il mistero degli eventi con dovizia di nomi, località (“Dovevo arrendermi all’evidenza: rue Vandamme non esisteva più”), situazioni che disorientano il lettore, ma gli trasmettono la sensazione della complessità esistenziale e fenomenologica. La ricomposizione degli eventi sarà tardiva, avverrà grazie a un fascicolo di polizia e giungerà a compimento quando l’amata Dannie sarà sparita, come tutti gli attori (“Erano seduti sulle poltrone della hall, Aghamouri sul bracciolo di quella dove si era sistemato Marciano, mentre gli altri, Paul Chastagnier, Duwelz e l’uomo che chiamavano semplicemente Georges occupavano ciascuno una vecchia poltrona di pelle marrone”) di un tragico misfatto che nell’Unic Hotel e nel “66” sembrano avere il loro covo.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Patrick

Modiano

Libri dallo stesso autore

Intervista a Modiano Patrick


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Milano, 2014. Valerio ha ventisette anni e una vita vuota e vive in un monolocale su cui aleggia la presenza del precedente proprietario: lo zio Willy, morto in odore di satanismo, che si dice avesse accumulato un tesoro mai ritrovato. Per guadagnare qualcosa, Valerio affitta l’appartamento per brevi periodi. Ha però un vizio: entrare in casa di nascosto dai suoi ospiti, per curiosare fra i loro oggetti e immergersi con la fantasia in esistenze diverse dalla sua. Una di loro, la bella ed enigmatica Viola, lo colpisce al cuore. I due si confidano, sembra nascere qualcosa; poi Viola scompare lasciandogli la speranza di tornare da lui, un giorno. Ma Viola è una donna sposata e in fuga dal marito, e forse il suo passaggio dalla casa di Valerio non è stato casuale. Che c’entri in qualche modo la leggenda del tesoro dello zio Willy? Ma com’è possibile? Per Valerio comincia un viaggio alla ricerca della donna, che dalle strade di Milano lo porta al Rio delle Amazzoni, un viaggio in cui fra scoperte dolorose e squarci di inattesa felicità, la sua vita precaria cambierà per sempre. Un libro dove i fondamenti della narrazione romanzesca (il denaro, l’amore, l’avventura, il mistero, la comicità) catturano il lettore e si fondono nel ritratto di un personaggio vero e tenerissimo. E di una generazione derubata del proprio futuro e costretta a inventarsi il presente ogni giorno, con rabbia ma anche con ironia.

Sempre più vicino

Montanari Raul

L'anonimo protagonista di questo romanzo è il proprietario e l'anima di un'azienda di design per collezioni di moda, carte e oggetti. Lei, Bianca, insegnante di discipline pittoriche in un liceo delle arti, gli propone una serie di suoi disegni ispirati ai fiori. Disegni bellissimi, luminosi, intensi, unici. Lui se ne innamora e, come fa sempre, decide di acquisire non solo l'opera ma anche di sedurre l'artista, singolare e incantevole come quei disegni. Comincia così il corteggiamento, ma presto si accorge di essere lui ad aver bisogno di lei, conquistato e allo stesso tempo sconcertato dalla sua purezza quasi spirituale, dalla sua natura appassionata ed esigente, dalla gratuità dei suoi gesti, dalla sua vita con il figlio Gabriele in una casa piena di piante e di acqua che fa pensare a un paradiso. Ma il suono dell'acqua occorre saperlo ascoltare..

Una storia quasi perfetta

Veladiano Mariapia

L’uomo seme

malgama di slanci e ritrosie, il dubbio è il vero e imponderabile (abarico) motore di quella ricerca che rende possibili i nostri esigui brandelli di verità: a questi a volte ci arrocchiamo, spacciandoli con orgoglio per grandi certezze, incuranti o inconsapevoli della loro ossidante caligine che cela l’orma davanti alla nostra e la lunghezza della strada… «Per la nostra autrice la Poesia è predestinazione e salvezza, impegno vitale, ricerca ed esperimento: “tra ritrosi belati dell’io / continua a chiamarmi un canto”.» (dalla Prefazione di Anna Maria Bonfiglio) «Angela Caccia, in questa raccolta, lascia al lettore il compito di percepire le profonde scanalature che il fondale sommuove, inesorabilmente, nel giro dell’esistenza. Non siamo dentro le acque quiete del mare che conosciamo. Leggendo i versi compare la poeta che recita nel chiuso della nostra postazione un puzzle multicolore, un labirinto enigmatico delle ore, nel transito del quotidiano. Il nostro tempo si sospende. Il racconto poetico prende corpo. Poesia intimista che libera energia costruttiva e catartica. Un notturno alla Chopin. Un esercizio virtuoso delle mani, tumultuoso e cieco: “(…) e sono l’orma di passi nel vicolo cieco / un ammasso di venti senza scampo” (da Fantasie).» (Vincenzo D’Alessio)

Il tocco albarico del dubbio

Angela Caccia