Narrativa

EREDITA’

Gruber Lilli

Descrizione: Una saga familiare che si intreccia a un capitolo poco conosciuto del nostro Novecento. Una vicenda tutta al femminile che emoziona e sorprende: inattesa, profonda, viva. "Non avevo mai pensato di scrivere della mia famiglia. Cosa c'era da raccontare? Finché non ho trovato il diario di Rosa, la mia bisnonna. E ho capito che tra quelle pagine c'era anche la storia di un popolo e di una regione, quella in cui sono nata. Una storia che in Italia conoscono in pochi e che potrebbe, invece, insegnarci molto. Rosa comincia il suo diario ai primi del Novecento, quando il Sudtirolo è territorio austriaco. È l'8 aprile 1902, il giorno del suo matrimonio con Jakob Rizzolli. Lungo la linea dei secoli e di due altre generazioni di donne ­ mia nonna Elsa, mia madre Herlinde ­ la sua eredità è arrivata fino a me".

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788817045377

Recensito da ElisabettaTerigi

Le Vostre recensioni

La storia di un popolo e di una terra raccontata dai protagonisti: È anche questo “Eredità” di Lilli Gruber, edito da Rizzoli. Attraverso le pagine del diario della bisnonna, Rosa Tiefenthaler, la famosa giornalista altoatesina ripercorre le vicende della propria famiglia e il passaggio dell’Alto Adige dall’Impero asburgico allo Stato italiano. Pagine di diario, documenti e ricordi d’infanzia compongono la storia di una famiglia che ha vissuto due guerre mondiali, la fine di un’epoca e la nascita di un nuovo mondo.

Il libro si apre con le cronache della Grande Guerra e il crollo dell’Impero austroungarico.
Dopo poco che il Sud Tirolo divenne italiano, anche in questo lembo di terra arrivarono le camicie nere. Iniziò così l’incubo della dominazione fascista che in Alto Adige venne vissuta come obbligo di sottomissione a un regime straniero. La serenità di un tempo fu cancellata per sempre, crebbero la paura del nemico, al quale ormai si doveva ubbidire, e la rabbia per essere stati derubati della propria patria.

Nel 1924 Rosa, donna colta e libera, determinata e forte, scriveva: “Da quando qui si sono stabiliti i Welschen (parola in tedesco utilizzata per indicare gli italiani) sembra tutto morto, solo quando siamo barrati dentro casa osiamo cantare una canzone tedesca. I Welschen vogliono sopprimere tutto ciò che è tedesco, perfino gli impiegati pubblici tedeschi sono stati lasciati senza il pane. Le scuole sono solo italiane e perfino l’ora di religione deve essere tenuta in italiano. Mirano a distruggere tutti i proprietari terrieri così che la nostra patria sia ben presto italianizzata“.

Uomini e donne che avevano da sempre parlato, letto e studiato in tedesco, si ritrovarono improvvisamente a dover insegnare di nascosto la propria lingua ai figli. Per aver lottato e difeso l’elemento più prezioso della propria identità ci fu chi venne arrestato, incarcerato e mandato al confino.

Il libro, che si sviluppa tra vicende familiari e grandi eventi storici, è intervallato da episodi capitati nel corso della carriera a Lilli Gruber quando, giovane giornalista, lavorò nella sede Rai di Bolzano. Mentre faceva interviste e scriveva pezzi allora si ritrovò spesso a fare i conti con la storia che aveva segnato anche i suoi familiari.

Oggi la prima donna che ha presentato un telegiornale in prima serata spiega in modo chiaro una realtà difficile da capire per chi non è nato e cresciuto nelle vallate ai piedi delle Dolomiti. Riesce a farlo raccontando la vita della bisnonna con il suo diario, ma anche con fitti dialoghi ricostruiti tra i suoi antenati. Per questo, il libro odora di vissuto e la storia risulta naturale, incuriosendo il lettore ad ogni pagina.

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