Racconti

Favola d’amore

Hesse Hermann

Descrizione: "Solo in questo consiste per me la vita, nel fluttuare tra due poli, nell'oscillazione tra i due pilastri portanti del mondo. Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo e anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un'unità". Dopo il 1915 gli scritti di Hesse si richiamano spesso ad una delle concezioni più antiche dell'umanità, la filosofia cinese dello yin e yang, forze opposte da cui scaturisce la tensione necessaria alla vita, alla trasformazione. Una fiaba d'amore gaia e luminosa, attinta dalla saggezza del Siddharta, dove parola e disegno si fondono come uomo e donna, come sole e luna, a raccontare il paradiso del perenne rinnovamento.

Categoria: Racconti

Editore: Nuovi Equilibri

Collana:

Anno: 1993

ISBN: 9788872260128

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

La favola di Pictor andrebbe letta ad alta voce, così è stata pensata”, ed infatti Hesse inserisce delle rime all’interno del testo, sulla scorta della tradizione orientale. Le rime facilitano l’esposizione orale perché l’ascoltatore viene rapito e suggestionato, in modo quasi inconscio, dalla ripetizione dei suoni.

Ma la caratteristica principale della tecnica narrativa usata in questa sorta di racconto per adulti è la commistione di disegni e parole.

Dono di Hesse per la cantante Ruth Wenger, poi diventata sua moglie, Favola d’amore vuole spiegare il mistero della vita e la varietà di un mondo in continua trasformazione. Un mondo in cui sono gli opposti a creare l’equilibrio, secondo l’antica filosofia cinese dello Yin e Yang, cui molte opere dello scrittore si richiamano.

Pictor (pittore, artista) giunge in paradiso e si imbatte in un albero che è insieme uomo e donna.

«Sei tu l’albero della vita?» gli chiede, ma ad annuire sarà un altro albero, che è insieme sole e luna…

E dov’è la felicità?, si domanda ancora Pictor. «La felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli» risponde un uccello variopinto, e poi si trasforma in farfalla, in fiore e in cristallo…

Con la preziosa pietra in mano, Pictor si sente vivo ma, su consiglio del serpente, scambia la felicità che deriva dall’eterna trasformazione con la possibilità di realizzare un desiderio: sceglie di diventare albero, esempio, per lui, di pace e stabilità.

Quando, però, col passare degli anni, si rende conto del fatto che in paradiso tutti gli esseri si trasformano mentre lui ha perso la possibilità di evolversi attraverso il cambiamento, Pictor inizia ad invecchiare…

Si risveglierà dal suo torpore? In cosa consisterà la sua salvezza?

Ve lo lascio scoprire da soli…

Mi limito a fornirvi solo un indizio attraverso le parole dello stesso Hesse: “Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo ed anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un’unità”.{jcomments on}

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Hermann

Hesse

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