Libri per ragazzi

Federico il pazzo

Rinaldi Patrizia

Descrizione: Angelo è appena arrivato in una nuova città e deve iniziare la terza media. E che terza media! In classe sua, tra gli altri, c'è Capa Gialla, pluriripetente e facile alle mazzate, c'è Giusy che è carina e vorrebbe fare il meccanico da grande, ma c'è anche Federico il pazzo, che poi si chiama Francesco, e ha un sacco di strane idee per la testa. Se non fosse per Capa Gialla e la sua gang di bulli, ci sarebbe quasi da divertirsi...

Categoria: Libri per ragazzi

Editore: Sinnos

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788876092688

Recensito da Elpis Bruno

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Una classe scolastica, è un fatto risaputo, è un campione rappresentativo della società: c’è la velina che rinfresca il trucco anche di fronte all’insegnante, c’è il prepotente che prevarica gli altri con l’arroganza e manovra il branco, c’è la professoressa che rappresenta il potere e lo può amministrare in vario modo: con il pugno di ferro (magari nel guanto di velluto), con la persuasione, con la demagogia, con il consenso o in modo flebile, ai limiti dell’anarchia… E poi c’è la persona sensibile, che magari ha avuto un incidente di percorso; c’è l’intellettuale, l’artista, l’eccentrico; e c’è lo spirito critico, che sa opporsi alla massa in modo originale, fuori dagli schemi.

In Federico il pazzo di Patrizia Rinaldi troviamo il bullo Capa Gialla, Giusy che sogna di fare il meccanico, Mimmo (“Adesso che entra dentro la scuola, questo se lo mangiano in mezzo al pane”)… E poi ci sono loro due.
Da un lato Angelo, che si stabilisce a Napoli lasciando Verona (“Mia madre… mi ha scaraventato in un’altra vita”), ha avuto un trauma che forse ha accentuato la sua sensibilità e la tendenza a estraniarsi (“La mia tecnica solitaria di galleggiamento”), deve affrontare l’incognita della nuova classe con le apprensioni, le paure e le speranze di ogni esordio.
Dall’altro lato c’è “Francesco, il nipote della signora grassa che abita di fronte a casa”, un isolato (“Un ragazzo della mia età che crede di essere un imperatore del Medio Evo è più incredibile delle Carte Magic”) che nella lettura si è creato un mondo parallelo (“I libri mi hanno portato lontano, perché sono i miei videogiochi, il mio mondo fantastico e sono stati la mia compagnia”), nel linguaggio forbito ha trovato una forma di difesa personale, nell’immedesimazione con “Federico II, l’imperatore col falcone” ha approntato un sistema di evasione e di affermazione. Anche se tutti oramai lo chiamano Federico il Pazzo.
Angelo e Francesco, così vicini e così lontani, così diversi e così uguali (“Sì, ma a Federico il Pazzo non lo tocca nessuno. Tu invece sei come il fiocco delle giostre: tutti ti vogliono acchiappare”), intensamente destinati a un’avventura d’amicizia (“Per la prima volta sento di esistere per lui: non come un’ombra o un’idea, intendo, ma in carne, ossa e cicatrici”).

Patrizia Rinaldi è lì, in mezzo alle sue creature, ed è la mamma di Angelo, l’insegnante, ma è bambina lei stessa: rinnega sintassi e regole che ben conosce pur di rendere vivi quei ragazzi che – declinando le protasi dei periodi ipotetici con il condizionale – sono probabilmente collage di esperienze da lei vissute. E porta ragazzi e adulti disposti ad abbandonarsi alla sua storia (“Non so se tutta questa fantasia sia un bene”) sulle ali del nibbio bruno che per Federico il Pazzo è un surrogato del falcone dell’imperatore (“Federico II aveva i falchi, io sono amico di un nibbio”). Così conduce a conquistare il castello di Napoli (“Conquistare Sant’Elmo ha significato sempre impadronirsi di Napoli”) e si prende il cuore di chi la legge, insinuando un sospetto: “Crescere significa comprendere il limite”…

Federico il pazzo, che nella prima stesura s’intitolava Sono tornato a casa, ha vinto nel 2006 il Premio Pippi per l’inedito ed è opera finalista del premio Andersen 2015 nella categoria “miglior libro 9 /12 anni”.
La storia è illustrata da Federico Appel.
A noi piace abbinare il libro di Patrizia Rinaldi a questa poesia di Gianni Rodari, bandierina segnavento tra le raffiche di guerra che sinistramente soffiano sul nostro mondo:

Re Federico di Gianni Rodari

C’era un re di nome Federico
che andò in guerra e cercava il nemico.
Ma il nemico era andato
a comprare il gelato
infischiandosene del re Federico

– Nemico, nemico, vieni fuori che ti aspetto! –
– Adesso no, finisco il sorbetto -.
– Vieni fuori che ti aspetto con la spada e con la lancia -.
– Adesso no, perché ho il mal di pancia- .

Re Federico per la disperazione
buttò la corona e andò in pensione.

Bruno Elpis

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Premio Andersen 2016: Patrizia Rinaldi miglior scrittrice - New i-LIBRI

[…] A questo link trovate il nostro commento a una delle opere per le quali la scrittrice partenopea si è aggiudicata il titolo di miglior scrittrice: “Federico il pazzo”: http://www.i-libri.com/libri/federico-il-pazzo-2/   […]

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