Classici

Finzioni

Borges Jorge Luis

Descrizione: Una serie di racconti brevi dove si ritrovano gli elementi che compongono l'archetipo Borges: gli specchi, i labirinti, le tigri, il Don Chisciotte riscritto ma identico di Pierre Menard, la memoria inarrestabile e tormentosa di Funes.

Categoria: Classici

Editore: Adelphi

Collana: Piccola Biblioteca

Anno: 2003

ISBN: 9788845914270

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

< Finzioni > di Jorge Luis Borges, scrittore argentino (1899-1986)  è una raccolta di racconti in due parti, < Il giardino dei sentieri che si biforcano >, di cui fanno parte otto racconti e < Artifici > di cui ne fanno parte sei.  La prima edizione è del 1944, ma giunge in Italia nel 1955 ,tradotto da Franco Lucentini, non senza rompere l’idea tradizionale di letteratura e racconto.

Borges spazia tra generi diversi, tempi e luoghi: i racconti sono fantastici, simbolistici, polizieschi, esoterici, tutti volti a creare una sorta di «enciclopedia illusoria» di cui l’autore stesso è il magistrale compilatore.

C’è di tutto nei racconti di Borges: un falso paese scoperto in «un’enciclopedia pirata», Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, «labirinto ordito da uomini» ma capace di cambiare la faccia del mondo; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno ne < Le rovine circolari >; l’infinita Biblioteca di Babele, i cui scaffali «registrano tutte le combinazioni possibili della ventina di simboli ortografici … cioè tutto ciò che è dato di esprimere: in tutte le lingue» e che sopravviverà all’estinzione della specie umana; il giardino dai sentieri che si biforcano; l’insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme; il perspicace detective Lönnrot, che risolve una serie di delitti grazie a un triangolo equilatero e a una parola greca, Tetragrammaton, e si condanna a morte; lo scrittore ebreo Jaromir Hladìk, cui Dio concede di portare a termine una tragedia in versi davanti al plotone di esecuzione tedesco, in un immoto istante che dura un anno.

I racconti sfuggono al comune senso della narrazione, sono come scatole cinesi che racchiudono personaggi privi di note biografiche, progetti magici, paesaggi indefiniti, frutto di una fantasia e di un’immaginazione che raggiungono livelli altissimi. 

La scrittura diventa così poesia allo stato puro, capace di evocare stupore e di trasportare la mente in meandri labirintici in cui talvolta ci si perde e la narrazione diviene quasi un gioco.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Luis

Jorge

Borges

Libri dallo stesso autore

Intervista a Borges Jorge Luis

Le storie vere di Flora Tristan, attiva socialista e fondatrice dell'Unione Universale delle Operaie e degli Operai, e suo nipote Paul Gauguin, legati dal grande sogno dell'Utopia di una società liberata dalle ingiustizie sociali e riconquistata alla bellezza artistica.

IL PARADISO E’ ALTROVE

Llosa Mario Vargas

Il Minotauro trent’anni dopo. Un giovane ufficiale dei servizi segreti israeliani specializzato nella prevenzione degli attentati, in seguito alla morte di un prigioniero, ha un incarico differente dal solito. Deve avvicinare, fingendo di essere un aspirante romanziere, l’affascinante e misteriosa scrittrice Daphna. La donna è israeliana ma per qualche motivo i servizi segreti vogliono usarla per avvicinare il suo amico Hani, conosciutissimo poeta palestinese. L’innominato protagonista è in crisi, non sa più cosa è giusto e cosa è sbagliato nel suo lavoro, ma anche nella sua famiglia e nei rapporto con la moglie e con “il bambino”. Anche la famiglia di Daphna è in crisi a causa dei problemi del figlio tossicodipendente inseguito da un trafficante di Tel Aviv. L’unica famiglia a sembrare unita è quella di Hani, una famiglia palestinese tradizionale con legami molto stretti tra Hani e i figli, uno dei quali è il vero obiettivo dei servizi segreti. Man mano che il protagonista penetra nelle vite di Daphna e Hani i muri delle sue certezze crollano: i due fanno riemergere in lui sentimenti soffocati da anni di attentati, interrogatori muscolari e torture. Tuttavia porta avanti la sua missione obbligato dal senso del dovere e dai suoi solidi riflessi da soldato. Ma per quanto tempo ancora durerà? Un libro stupendo sulle contraddizioni dell’Israele di oggi, dei rapporti tra i vari settori della società, sul vivere sempre sotto pressione in un paese in guerra e su come ciò influenzi l’etica pubblica e personale.

IL POETA DI GAZA

Sarid Yishai

Scrivere un racconto sulla paternità è come scriverne uno sulla vecchiaia: puoi immaginartela anche a vent'anni, ma non ti scricchiolano le ossa. Per questo motivo fanno parte di "Scena padre" soltanto scrittori che genitori lo sono davvero. Di fronte ai figli "di carta" non c'è bisogno di ricalibrare costantemente le proprie aspettative, o di reinventarsi ogni giorno. Nella vita invece può capitare che, superato lo stupore della prima notte passata in casa con la figlia appena nata, ci si domandi chi diventerà quel fagotto che dorme nella culla. Magari qualcuno con cui non sarà facile parlare, se non con brevi comunicazioni di servizio appiccicate sul frigorifero ("A che ora devo accompagnarti in palestra?", "Ho lasciato il pollo nel forno", "Anche oggi un'altra nota?") cercando di far passare fra le righe prima di tutto l'affetto. In quest'antologia di racconti inediti, otto scrittori affrontano la meraviglia e il divertimento nel constatare quanto un figlio possa esserti alleato e rivale in parti uguali. E mentre affini la creatività e l'ironia necessarie a parare i colpi, ti accorgi dello scarto tra la potenza del generare e l'impotenza dell'allevare, davanti a qualcuno che riesce sempre a spiazzarti. E allora diventare padri può significare anche rimettersi in discussione come figli.

Scena padre

Magrelli Valerio, Fois Marcello, De Silva Diego...

Dove sono gli uomini, fisicamente e psicologicamente? Soprattutto a fare cosa, dove se non qui, e perché? Perché le donne sono tutte in giro, tutte in viaggio, tutte da qualche parte, spesso tra di loro, intente a fare o progettare qualcosa, mentre gli uomini sembra che si siano chiusi in casa, a doppia mandata, e non rispondano neppure a chi bussa con forza alle loro porte? Dove sono i protagonisti della scena, gli uomini del Mediterraneo, quelli che trovavi sempre al centro della piazza, al centro della spiaggia, al centro del bar, al centro della scena? Perché sul palco ora sembra che ci siano soltanto donne? Perché gli uomini non escono dai percorsi codificati del lavoro e della società? Perché sono sempre protetti da convenzioni e ruoli codificati, e quando non lo sono entrano subito in difficoltà? Perché gli uomini non parlano (se non di alcuni, pochi, argomenti estranei tanto a loro quanto a me), perché non chiamano, perché sembrano chiusi, rassegnati, stanchi prima ancora di aver iniziato a fare qualsiasi cosa? Per parlare degli uomini, oggi più che mai, occorre parlare con le donne, ascoltare le loro storie, farsi raccontare le loro avventure e disavventure, sfidando le leggi della riservatezza, tentando di collegare fatti e circostanze che ogni donna considera isolati, per cui spesso prova sentimenti di colpa, e che invece sono profondamente collegati tra loro.

Dove sono gli uomini?

Perotti Simone