Letteratura tedesca

FOLLIA PROFONDA

Dorn Wulf

Descrizione: Un mazzo di rose rosse senza biglietto. Regali sulla porta di casa. Lettere sotto il tergicristallo... Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forster capisce di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole...

Categoria: Letteratura tedesca

Editore: Corbaccio

Collana: Narratori Corbaccio

Anno: 2012

ISBN: 9788863803808

Trama

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Dopo La psichiatra e Il superstite, torna in libreria lo scrittore tedesco Wulf Dorn con un nuovo tesissimo thriller, Follia profonda (tradotto dal tedesco da Alessandra Petrelli ed edito da Corbaccio), che conclude una sorta di “trilogia”, ambientata all’interno della Waldklinik, la clinica psichiatrica in cui si sono svolte anche le precedenti storie. Wulf Dorn conferma la sua abilità nella scrittura, regalando un romanzo scorrevole, fluido e di alta intensità. I capitoli sono brevi, veloci e adrenalinici e presentano episodi appassionanti che spingono il lettore a proseguire fino all’ultima pagina.

L’elemento relativamente nuovo, introdotto dall’autore in questo romanzo, è lo stalking al femminile. Siamo generalmente abituati nella realtà e nella triste cronaca di tutti i giorni   ad assistere a tipi di violenza tipicamente maschile, fisica e brutale, uomini che attraverso la propria forza riescono a incutere terrore e sottomissione alla vittima femminile di turno, che per salvarsi, e non sempre, dovrà rivolgersi alle forze dell’ordine. In questo caso la violenza narrata è tutta al femminile, non c’è brutalità, ma un gioco subdolo, tagliente, non impulsivo o improvvisato.

A essere al centro dell’attenzione di una stalker è Jan Forstner, uno psichiatra diventato famoso per via di un avvenimento già narrato ne Il superstite (dove al centro del romanzo vengono raccontate le vicende di Jan, alla ricerca della verità sulla morte del fratello). Dopo le prime attenzioni insistenti lo psichiatra pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan. Inizierà una ricerca serrata che con il passare del tempo diverrà sempre più aggressiva e pericolosa. Furba, veloce e astuta, squisitamente femminile, sarà molto difficile risalire alla sua identità. 

Jan aveva immaginato che lei avrebbe rifiutato la sua proposta. Molti dei pazienti con cui aveva a che fare avevano bisogno di un lasso di tempo piuttosto lungo prima di decidersi a prendere un appuntamento con uno psichiatra. Dopo tutto era come ammettere di non farcela più soltanto con le proprie forze e nel caso di questa donna comportava anche il riconoscere che c’era qualcosa che non andava in lei. Avrebbe significato la fine del suo mondo immaginario e, come tutti gli psicopatici, questa ipotesi era legata a profonde paure. Di colpo le cose che finora si erano ritenute reali venivano smascherate come visini e nella fase iniziale questo poteva comportare un notevole disorientamento.”

Una nuova sconvolgente storia di tensione e di follia, dove molte sono le comparse femminili, utilizzate per mischiare le carte e confondere il lettore, alla ricerca della colpevole. Un thriller che si legge con rapidità ed interesse. Un thriller che scorre veloce e in maniera interessante, fino a un finale enigmatico, che lascia il lettore con un grosso punto interrogativo. Una storia torbida e appassionante, iniziata con un semplice e aggraziato dono: un mazzo di fiori.

I corvi erano sempre appallottolati sul ramo davanti alla finestra. Jan sentiva su di sé il loro sguardo accusatorio e gli sembrava di sentire il loro verso nella testa. Suonava come ‘Colpevole, colpevole, colpevole’ e allora lui pensò: Non avrei dovuto accettare il mazzo di fiori. Quel maledettissimo mazzo di rose!

Tutto era cominciato da lì.”

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