Francesco De Gregori

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Il libro Francesco De Gregori – I testi. La storia delle canzoni (Giunti), a cura di Enrico Deregibus, ha vinto la diciassettesima edizione del “Premio Nazionale Franco Enriquez. Città Di Sirolo”. La voluminosa opera (composta da oltre 700 pagine) è una rassegna delle 219 canzoni che De Gregori ha inserito nei suoi dischi dal 1972 a oggi: le schede riservano molte sorprese anche a chi segue da anni il cantautore romano. Le stesse schede sono introdotte dai testi delle canzoni.

Questa la motivazione del premio conferito: “Il libro è il risultato di un indagine accurata e dettagliata da parte di Deregibus dentro e al di fuori delle canzoni, scandagliando con rispetto tutte le componenti: parole, musica, arrangiamenti, interpretazione. Il libro racconta la nascita, le fonti, l’ispirazione, la scrittura, quello che è successo dopo l’uscita, le tante versioni del loro autore e quelle di altri. Un volume copioso che grazie anche alla collaborazione di De Gregori ci restituisce il significato della creazione, il frutto del lavoro dell’anima e della ragione”.

Il Premio Enriquez è organizzato dal Centro Studi Franco Enriquez, diretto da Paolo Larici. È un riconoscimento che viene assegnato a registi, attori, cantanti, ballerini, musicisti, giornalisti, scrittori e personaggi della comunicazione che si sono distinti nell’anno o nella loro carriera in ambito teatrale, cinematografico, televisivo, musicale, editoriale e nella comunicazione di impegno sociale e civile. Tra i premiati di quest’anno: Iaia Forte, Giuseppe Pambieri, Anna Bonaiuto, Elisabetta Sgarbi e, alla memoria, Carla Fracci. La premiazione si è svolta il 30 agosto a Sirolo (Ancona), al Teatro Comunale Cortesi.

Francesco De GregoriI testi. La storia delle canzoni (Giunti), a cura di Enrico Deregibus – Francesco De Gregori aveva 21 anni nel 1972 quando con l’amico Antonello Venditti pubblicò il primo album, “Theorius Campus”. L’anno seguente debuttò come solista (Alice non lo sa) e da allora sono stati realizzati più di 20 LP in studio e pochi meno dal vivo. I suoi album hanno cambiato la scena della canzone italiana grazie a una capacità di fascinazione forte e rara: canzoni uncinanti capaci di passare dal profondo mistero al pop, brani elusivi, sfuggenti, enigmatici che però si aprono a tutti, come dev’essere per la grande canzone. In quasi cinquant’anni di attività De Gregori ha scritto più di 200 canzoni, che mai prima d’ora erano state oggetto di un’antologia integrale. In questo libro di Enrico Deregibus, uno dei grandi cultori della canzone d’autore italiana, sono state tutte raccolte e commentate. Il libro ci restituisce una radiografia approfondita di come le varie canzoni sono nate e si sono sviluppate, indagando numerosissime sfaccettature.

Enrico Deregibus è giornalista, saggista, consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi musicali, come “PeM Parole e musica in Monferrato”. È considerato il maggior esperto italiano di De Gregori: a lui aveva già dedicato “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi”. È inoltre ideatore e curatore del “Dizionario completo della canzone italiana” (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti” (BUR, 2007). Del 2013 è “Chi se ne frega della musica?”, una raccolta antologica di suoi scritti usciti su varie testate (NdAPress).

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All'inizio della storia Penelope, a Roma nel novembre del 1978, ha diciassette anni, figlia unica di una famiglia borghese. Tre traumi in lancinante sequenza squassano la sua vita. Per sopravvivere, per proteggersi dal male, Penelope deve autoescludersi dal mondo. Molti anni dopo, quando la sua esistenza sembra finalmente aprirsi grazie all'amore e alla dedizione di Edoardo, Penelope torna al più misterioso tra gli eventi drammatici che hanno segnato la sua adolescenza, l'unico che sia ancora possibile affrontare: la scomparsa di Margherita, la sua amica del cuore, inghiottita nel gorgo della lotta armata dopo aver chiesto un aiuto che Penelope ha rifiutato di darle. Ma nessuno sa più nulla di lei. Il solo che potrebbe riportare Penelope sulle sue tracce è Riccardo Serventi, terrorista che sta scontando vent'anni nel carcere di Rebibbia. Il suo fratello gemello Emanuele era stato fidanzato con Margherita, ma anche lui pare essersi inabissato nel nulla, da quando si è pentito e ha cambiato identità. Sembra già una vicenda intricata e viscerale per tutti gli elementi emotivi che mette in gioco, ma il romanzo è appena cominciato e l'avventura di Penelope, il suo percorso attraverso il passato e il presente, la fedeltà e il tradimento, il delitto e il castigo, il bene e il male è ancora lungo e aperto a ogni colpo di scena, fino all'ultima pagina. È veramente difficile non riconoscersi in questa Penelope che è piuttosto un Ulisse al femminile, un'eroina al contrario che sembra sbagliarle tutte, come una farfalla irresistibilmente attratta dalla luce che le brucerà le ali, eppure riesce a non perdere mai di vista l'approdo salvifico dopo tanto strazio. È difficile non emozionarsi leggendo queste pagine, che danno vita a tanti personaggi memorabili e riaccendono l'immaginario del nostro passato recente, con i suoi sogni cattivi e le sue mitologie - come una motocicletta Norton Commando lanciata nel vuoto…

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