Raccolte

Generazione di perplessi

Saporito Roberto

Descrizione: I diciannove racconti di questo libro sono accomunati dalla rappresentazione di personaggi non totalmente preparati a vivere, 'perplessi' nei confronti delle certezze degli “altri”: se questi non si pongono neppure il problema di come stiano vivendo, i protagonisti fanno della loro debolezza la forza con cui condurre un'esistenza più lucida e vincente. Nella narrazione emerge il tema del lavoro vissuto come una sorta di nemico, quello che si compie ma che non si vorrebbe compiere. In questo dissidio troviamo la figura dell'artista, con le sue idiosincrasie verso la cieca logica di mercato. Ai torti subìti dalla società, la 'generazione di perplessi' risponde con una sproporzionata e clamorosa violenza oppure non reagisce affatto, lasciandosi trascinare dallo scorrere degli eventi. Attingendo da vari stili letterari, dal minimalismo al postmoderno, i racconti creano uno stile unico e originale, una voce assolutamente riconoscibile nel panorama letterario italiano.

Categoria: Raccolte

Editore: Edizioni della Sera

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788897139089

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

I diciannove racconti di Roberto Saporito parlano di uomini che a loro modo si ribellano: si fermano davanti al ritmo frenetico della società di oggi. Questi sono i perplessi, che sono sempre alla ricerca di una reazione alla vuota omologazione che trascina.

Il tratto che li accomuna è il rifiuto di aderire al resto del mondo: si isolano all’interno delle loro case-rifugio. Spesso sono soli, ma non isolati: ascoltano bella musica e vestono alla moda. Li distingue la resistenza ad accettare supinamente le motivazioni decantate dalla società.

Il lavoro non è gratificante e li annichilisce, li svuota da qualsiasi ispirazione. Il denaro non ne fa la felicità, è cosa risaputa. Gli amanti, spesso superficiali, li colpiscono nel profondo, perché nel momento in cui si ritirano nel cantuccio sono traditi e presi in giro con leggerezza.

I perplessi, che le mode imperanti dei nuovi yuppies definirebbero perdenti, sanno però alzare la voce e tutti hanno in qualche modo una reazione violenta, anche quelli che scelgono di stare a guardare.

La fantasia dell’autore carpisce bene le sfumature dei loro animi e li rende eroi o demoni del proprio destino. Come esperienza estrema la morte è dietro ciascuno, anche come spunto per ritrovare la gioia di vivere nelle cose più semplici, come il profumo del cornetto appena sfornato o l’odore della benzina.

Il genere dei piccoli racconti è azzeccatissimo, perché la brevità è emblematica della stasi in cui si immergono i protagonisti. Ogni storia è una istantanea: alcuni sono osservati e raccontati dall’esterno, altri sono percorsi nel loro intimo in prima persona.

Lo stile, stringato e lapidario, scarnifica il vano e tratteggia i personaggi in modo incisivo ed essenziale.

Ognuno di loro in fondo potrebbe rivelare un lato di ciascuno di noi che nuotiamo nella stessa corrente. Un giorno potremmo salire sulla riva, fermarci ad osservare i flutti e scegliere una alternativa.

Ma le loro vicende dovrebbero essere un monito più che un suggerimento.

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